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  • 4 mesi fa
Trascrizione
00:00La malattia di Alzheimer costituisce la principale forma di decadimento cognitivo dell'età adulta
00:06e il cui principale fattore di rischio è l'invecchiamento.
00:10Clinicamente esordisce con disturbi cognitivi lievi, più spesso nell'area della memoria,
00:16a cui fa seguito l'accumulo di altri disturbi cognitivi fino alla condizione finale che definiamo
00:23condizioni di demenza in cui il paziente non è più in grado di soddisfare le esigenze proprie di vita quotidiana.
00:32Da un punto di vista neuropatologico e neurobiologico la malattia è stata ben caratterizzata
00:39e si caratterizza principalmente per l'accumulo di due proteine patologiche all'interno del tessuto cerebrale,
00:46la betaminoide e la proteina tau.
00:48Quindi è necessario oggi quando si parla di malattie di Alzheimer non solo di definirla clinicamente
00:56ma di dargli una definizione di tipo neurobiologica e è possibile fare questo mediante adeguati esami di tipo strumentale.
01:06Da un punto di vista terapeutico la malattia di Alzheimer è tradizionalmente trattata con terapie
01:13che definiamo di tipo sintomatico e quindi che vanno a mitigare l'impatto dei sintomi propri della malattia.
01:22Solo recentemente dopo anni di trial clinici fallimentari due molecole, due anticorpi monoclonali
01:30in grado di rimuovere la betaminoide del tessuto cerebrale hanno dimostrato efficacia clinica
01:37nel modificare il decorso di malattia, quindi nel tentare di mantenere il paziente nello stadio attuale di malattia
01:46tentando di impedirne l'ulteriore progressione.
01:50L'Agenzia Europea del Farmaco, l'EMA, ha autorizzato l'utilizzo di questi farmaci
01:58per scopi clinici in pazienti con diagnosi neurobiologica di malattia di Alzheimer.
02:05Tuttavia questi farmaci non sono per tutti i pazienti affetti da malattia di Alzheimer.
02:11I candidati sono pazienti in fase iniziale di malattia e dopo un'attenta revisione
02:18di tutti i potenziali rischi e potenziali benefici a livello del singolo soggetto.
02:25Infatti queste terapie, oltre all'effetto voluto terapeutico, hanno anche dei rischi associati.
02:34Quindi il lavoro del clinico, del medico curante, in ogni singolo paziente,
02:41stabilirne una diagnosi di tipo neurobiologico precisa, stabilirne lo stadio in modo preciso
02:48e fare un'attenta valutazione dei rischi e dei benefici nell'utilizzo di queste terapie
02:54al fine di ottenere nel singolo soggetto un ragionevole rapporto tra beneficio clinico
03:00e rischio che viene intrapreso.
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