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  • 2 giorni fa

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Trascrizione
00:00La decisione degli Emirati Arabi Uniti di lasciare l'OPEC, l'organizzazione dei paesi esportatori di petrolio con effetto dal
00:07primo maggio,
00:08non è di certo un fulmine a ciel sereno, ma il segnale più forte di una crisi già presente all
00:14'interno del cartello.
00:15E la domanda che si fanno tutti gli analisti, chi ci sarà dopo?
00:19Ci sono alcuni nomi che circolano già.
00:21Innanzitutto il Kazakistan che ha prodotto sistematicamente oltre quota lo scorso anno
00:27ed è indicato un po' come il candidato principale.
00:30Poi la Nigeria che sta sviluppando la raffineria d'angote e diventa sempre più autosufficiente,
00:36sempre meno incentivi così a rispettare i tetti imposti da Riyadh.
00:40E il Venezuela con una produzione in ripresa più rapida del previsto
00:44e un governo che cerca di avvicinarsi agli Stati Uniti, potrebbe così seguire a ruota.
00:49La tensione di fondo è sempre la stessa, i paesi che hanno investito miliardi per aumentare la capacità estrattiva
00:55non vogliono essere costretti a tenere il petrolio sottoterra.
00:59Per sostenere i prezzi.
01:01Così gli Emirati producono 2,37 milioni di barili al giorno ma potrebbero arrivare a 4,3 milioni.
01:09Con le quote OPEC Plus questa differenza rimane quindi congelata.
01:13C'è però chi ricorda che l'OPEC ha già superato crisi peggiori dal Covid alla guerra dei prezzi del
01:192020.
01:20La sua funzione di stabilizzatore dei mercati, secondo gli analisti, resta intatta, anche se con meno membri.
01:27Ma per quanto ancora?
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