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  • 1 giorno fa
Il Padova Neuroscience Center dell'Università degli Studi di Padova inaugura la prima facility italiana di magnetoencefalografia con magnetometri a pompa ottica: una tecnologia avanzata per comprendere come gli oltre 80 miliardi di neuroni del cervello comunicano in tempo reale tra loro nei processi cognitivi e nelle malattie. «La nuova facility Opm-Meg rappresenta un investimento strategico per il nostro Ateneo e un passaggio importante nel rafforzamento del posizionamento dell'Università di Padova nel panorama internazionale della ricerca nelle neuroscienze» dice la rettrice Daniela Mapelli. Si tratta di una tecnologia avanzata che consente di studiare il cervello con livelli di precisione e flessibilità senza precedenti, permettendo di osservare in tempo reale l'attività neuronale e aprendo nuove prospettive nella comprensione dei processi cognitivi e delle patologie neurologiche. Per Mapelli «questa infrastruttura si inserisce in un percorso più ampio, fondato sull'integrazione tra competenze e ambiti disciplinari diversi e testimonia la capacità dell'Ateneo di sviluppare ricerca interdisciplinare, attrarre progettualità di alto profilo e contribuire in modo concreto all'avanzamento della conoscenza e alle sue applicazionicliniche». Le applicazioni riguardano patologie come epilessia, Alzheimer, disturbi del movimento e patologie psichiatriche. Le attività si collocano in un contesto di integrazione tra ambiti diversi, dalla medicina alle scienze del comportamento fino alle discipline tecnico-scientifiche.

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Trascrizione
00:00Il metallo mu, che è proprio dedicato all'attenazione dei campi magnetici,
00:05di fatto in questa struttura qua noi la chiamiamo mu rum,
00:08perché il metallo mu specifico, un metallo letteralmente diciamo,
00:13una lega di ferro e nickel, è quello che caratterizza alla fine questa struttura.
00:20Bene, adesso che è aperto vi fa vedere il cervello,
00:24in particolar modo dai neuroni piramidali della corteccia.
00:30E quindi si parla di campo magnetico.
00:32Questa che abbiamo visto è una struttura che serve ad attenuare i rumori esterni magnetici in questo spazio,
00:39perché il nostro campo magnetico va dai 50 ai 100 Ft Tesla, come diceva la professoressa,
00:44e quindi si parla di un campo di 10 miliardi di volte più tenue di quello in cui siamo immersi
00:49tutti i giorni,
00:49come ad esempio quello terrestre.
00:53La vera macchina quindi consiste effettivamente in questi sensori,
00:56che hanno una distanza molto ravvicinata rispetto ad esempio alle canoniche Squid Mag dallo scalpo,
01:03e questo permette di avere una risoluzione spaziale di questo segnale molto migliore rispetto a una Squid Mag,
01:10oltre a, vabbè, la caratteristica risoluzione temporale.
01:13Queste invece sono telecamere,
01:15Esatto, quindi anche per lo studio del movimento si può visualizzare dall'esterno,
01:21perché appunto ci sono tutte queste telecamere, cosa sta facendo il studio.
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