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TVTrascrizione
00:04La Commissione presenterà il pacchetto energia, è aperta una discussione su come finanziarlo,
00:10su quanto e come i Paesi possano o debbano fare da soli e soprattutto sulla richiesta
00:15italiana, non soltanto di modificare il sistema degli ETS, ma anche di derogare il patto di
00:21stabilità.
00:22Servono investimenti, lo dicono più voci.
00:25Una di queste è quella di Francesco Saraceno, docente all'Università Sciences Po di Parigi,
00:32alla LUIS di Roma.
00:33Buongiorno Saraceno, grazie di essere con noi.
00:37Lei ha appena pubblicato un rapporto sugli investimenti necessari per la transizione energetica, sono
00:44investimenti pubblici, ma di fatto serve sia una regola, voi scrivete per rivedere le regole
00:51europee, sia una politica industriale multistrumento.
00:57Servono anche soldi, sia pubblici che privati e allora una delle prime domande che le faccio,
01:02visto che ci troviamo a parlare di fusioni trasnazionali, è quanto serve quel mercato
01:07dei capitali e quell'unione bancaria che tutti auspicano, che fatica ad arrivare.
01:13Moltissimo, servono tutte e due, mi fa piacere che introduce la domanda così, perché molti
01:18pensano che si possa fare a meno del credito bancario e che basti sviluppare il mercato
01:22dei capitali, invece la storia dell'industrializzazione del nostro paese, ma anche degli altri paesi
01:29europei, mostra che serve sia il credito dei mercati capitali, che sicuramente va sviluppato
01:35perché in Europa non è sviluppato come in altri paesi, ma serve anche e soprattutto
01:39un credito bancario, perché il vantaggio del credito bancario è che è un credito che
01:44ha tendenza a essere più stabile, più di lunga durata e per gli investimenti di cui
01:47paghiamo, cioè investimenti che sono pluriannali, ovviamente l'aspetto della pazienza degli investitori
01:53è fondamentale, essere al riparo un pochettino delle fluttuazioni, degli umori dei mercati
01:57a volte può essere un vantaggio quando si fanno progetti a lunga scadenza.
02:02Saraceno, c'è però un'altra faccia della medaglia sugli investimenti, andiamo verso
02:07la necessità che l'Europa in qualche modo sdogani la possibilità di aiutare le imprese
02:13nazionali per quanto riguarda i costi complessivi dell'energia, l'impatto dell'infrazione e
02:20del rialzo dei prezzi, tutto questo rischia di arrivare a un liberi tutti che potrebbe avere
02:26anche un effetto sia sui debiti sovrani, sul nostro deficit, mercoledì il nostro governo
02:31pubblicherà anche il proprio documento di economia e finanza in cui si dovrebbe certificare
02:37che non siamo tornati sotto i limiti del 3%, insomma c'è un rischio anche per quanto riguarda
02:43poi le emissioni, vede di nuovo una pressione sui periferici, cosa può portarci questa settimana
02:51europea secondo lei?
02:53Mi lasci dire, per il momento ovviamente sono indiscrezioni sul pacchetto della Commissione,
02:57mi lasci dire che il pacchetto della Commissione ha alcuni aspetti che mi convincono molto,
03:00nel senso che se le anticipazioni sono vere, quello che faranno metteranno in campo degli
03:08aiuti mirati a chi ne ha più bisogno, per esempio a persone che hanno reddito inferiore,
03:13persone che come sappiamo usano di più la macchina, sono obbligate a usare di più la
03:17macchina, si eviterà di fare quello che è successo nel 2022 di aiuti a pioggia a tutti
03:23quanti che hanno beneficiato certo le classi meno abbienti ma anche e soprattutto quelle
03:29più abbienti, quindi questo mi pare un aspetto positivo, abbiamo imparato dal 2022 che bisogna
03:33mirare il sostegno all'economia, però abbiamo anche imparato dal 2022 che queste politiche
03:39di bilancio fatte per sostenere l'economia sono fondamentali per evitare che l'economia
03:43va in recessione e anche per cercare di lisciare il ciclo e di far sì che non ci siano effetti
03:53di lungo periodo di uno shock che speriamo tutti essere temporaneo e da questo punto di
03:57vista devo dire per esempio quando il Fondo Monetario dice fate attenzione a non sforare
04:00il deficit, penso che la priorità non sia quella giusta, la priorità oggi è di mantenere
04:04a galla l'economia. Poi c'è l'aspetto, lei parlava all'inizio degli investimenti pubblici,
04:09poi c'è l'aspetto degli investimenti di lungo periodo e per quello non serve, non
04:14abbiamo bisogno di una sospensione del patto, abbiamo bisogno di una revisione delle regole
04:22di bilancio che consentono di fare investimenti e soprattutto abbiamo bisogno di strumenti
04:27comuni, si è parlato molto in questi anni, ne ha parlato anche Mario Draghi nel suo rapporto
04:31due anni fa di avere gli euro bond ed un indebitamento comune, questa cosa se ne continua a parlare
04:39ma non si riesce a fare. È importante farla perché poi l'investimento nei rinnovabili
04:44e in generale nella transizione energetica ci porta ovviamente alla sostenibilità ambientale
04:49che all'inizio era l'obiettivo principale ma oggi lo vediamo anche con l'autonomia strategica
04:54in cui tutti parlano. Sarebbe bene che noi potessimo guardare a queste crisi del Medio Oriente
04:58dicendo che a noi non interessa tanto perché ormai siamo già avviati sulla transizione
05:02verso le rinnovabili e purtroppo invece su questo siamo estremamente in ritardo.
05:06Allora intanto una breaking news, l'Iran non ha attualmente in programma un secondo round
05:12di colloqui con gli Stati Uniti, una notizia di questi minuti, lo ha detto in conferenza stampa
05:18il portavoce del ministro degli esteri iraniano, non abbiamo un programma per lo svolgimento
05:23del prossimo round di negoziati, lo dice Al Jazeera e questo ovviamente segue quelle
05:30che invece sono le posizioni americane, la posizione di Donald Trump che aveva detto
05:34nelle prossime ore si riprenderanno i colloqui in Pakistan a Islamabad, ma già l'Iran aveva
05:42subito risposto da parte nostra non c'è nessuna delegazione, adesso è arrivata la conferma
05:48per il momento, quindi i negoziati sono bloccati, probabilmente ha inciso anche il sequestro
05:56della nave iraniana questa notte, in ultime ore il clima resta molto molto teso e quindi
06:02c'è un rischio anche di un'escalation che può, il professor Saraceno, ulteriormente
06:08adesso incidere chiaramente sui prezzi del petrolio, può ulteriormente poi di fatto incidere
06:14sull'inflazione, sui prezzi ovviamente sia negli Stati Uniti che soprattutto in Europa
06:22e a questo punto le banche centrali sono sempre di più davanti a un bivio, secondo lei
06:29soprattutto la BCE che strada percorrerà considerando questo scenario?
06:36Per il momento sono molto cauti e fanno bene ad esserlo, perché insomma abbiamo visto
06:40anche quello, per fortuna che c'è stato lo shock del 2022 e quindi qualche elezione
06:45è stata appresa da quello shock, abbiamo visto che le banche centrali possono poco nel
06:50caso di uno shock di questo tipo, perché la banca centrale alzando i tassi interessi
06:55prima di tutto ha un effetto su tutti i settori allo stesso modo e non su settori specifici
06:58come invece dovrebbe avere in questo caso che la crisi è veramente una crisi legata
07:04all'energia e al petrolio. E poi l'altra cosa è che alzando i tassi interessi la banca
07:11centrale in qualche modo induce una recessione, comunque sia induce un raffreddamento dell'economia
07:14che non è quello di cui noi abbiamo bisogno, cioè noi avremo bisogno di contenere i prezzi
07:19dell'energia e questo si può fare con altri strumenti che sono principalmente dal lato
07:23delle politiche di bilancio industriali come dicevamo prima e poi allo stesso tempo sostanzialmente
07:28dell'attività che il Fondo Monetario ha tirato fuori le stime la settimana scorsa
07:33se continuiamo in Italia e in Europa in generale ad avere tassi di crescita previsti da prefisso
07:40telefonico, quindi una manovra restrittiva da parte delle banche centrali in questo momento
07:45certo avrebbe un effetto sull'inflazione nel lungo periodo ma rischierebbe di aggravare
07:50ulteriormente la crescita e ripeto, la banca centrale europea mi sembra in questo momento
07:54molto cauta, stanno aspettando, sperando che questa cosa si risolve il prima possibile e questa
07:58la chiammata inflazionistica duri qualche trimestre, mesi comunque sia non durerà perché
08:03ci sono stati anche dei danni alle infrastrutture quindi non è che si torna i prezzi a 60 euro
08:08al barile in un mese anche se domani gli Islamabad si incontrano finalmente e si mettono d'accordo
08:13comunque sia dobbiamo aspettarci prezzi elevati almeno fino alla fine dell'anno.
08:17Professore, lei in tutto questo come giudica poi l'atteggiamento degli altri stati, soprattutto
08:21Francia e Germania in questo momento perché in termini di politica economica rischiamo
08:27come abbiamo detto una frammentazione, ci sono stati che hanno spazio fiscale decisamente
08:33maggiore del nostro e rischiamo anche un problema di competitività, noi avevamo già un'energia
08:38che costava molto più che in altri paesi, soprattutto in Francia.
08:43Sì, infatti ci sono due paesi che in questo momento stanno sicuramente meglio degli altri
08:47che sono la Spagna e la Francia, la Francia perché è nucleare, la Spagna perché diciamo
08:52prima l'investimento negli rinnovabili ci rende più autonomi, la Spagna ha fatto dei passi
08:57in avanti giganteschi dal 2019 al 2024, sono passati da poco più del 30% a quasi il 60%
09:04di produzione di rinnovabili, quindi si può fare anche rapidamente, quindi questi due paesi
09:08effettivamente stanno molto meglio, la Germania ha invece un mix energetico simile al nostro,
09:16un'industria manifatturiera che pesa, quindi soffre di questa crisi particolarmente come
09:22soffriamo noi, ma come ricordava lei ha lo spazio di manovra e di bilancio che noi non
09:27abbiamo o che almeno le regole europee non ci consentono di avere, quindi in qualche modo
09:32noi siamo indietro rispetto anche alla Germania da questo punto di vista.
09:36rispondo alla domanda che mi ha fatto prima, che alla fine non le ho risposto, sui tassi
09:40di interesse a questo punto, tutto questo spinge, proprio perché rischiano di esserci
09:46pressioni sul debito dei singoli stati, questo veramente spinge per riconsiderare questa proposta
09:52di un debito comune, di un fondo comune che ci consenta di fare gli investimenti nelle rinnovabili
09:57di cui l'Europa ha così tanto bisogno.
10:02Allora, grazie, grazie professore per essere stato con noi, Francesco Saraceno, Senspo,
10:08grazie e alla prossima occasione.
10:10Grazie a voi.
10:10Grazie a voi.
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