00:04Il terzo capitolo del racconto fatto dalle stanze del vetro di Venezia sulla presenza
00:07dei vetari alla Biennale è dedicato al decennio 1948-1958, periodo nel quale cambiano le dinamiche
00:14socio-economiche dell'Italia e la ricerca sul vetro dialoga strettamente con l'arte.
00:19Il filo rosso è soprattutto relativo alla forma, mentre una volta il vetro era decorativo,
00:26era un vetro molto proporzionato, con delle forme arcaiche, classiche.
00:32Adesso il vetro diventa informale, diventa assolutamente diverso da quello che abbiamo visto precedentemente.
00:39Dopo la guerra, le fornaci storiche riprendono la produzione e accanto a esse si impongono anche veterarie di più recente
00:44costituzione.
00:45La mostra racconta intambe le realtà , con le produzioni più classiche, ma contaminate dall'avanguardia,
00:50e oggetti che sono arte a tutti gli effetti.
00:53C'è un intervento da parte di Vinicio Vianello in cui fa delle opere che si chiamano antiscultura,
00:59con un filo di vetro fa delle figure nello spazio, si chiamano antiscultura o forme spaziali,
01:05e lì chiaramente in qualche maniera si ispira a quello che nel 1951 fece precedentemente Lucio Fontana con i Neon.
01:12La sensazione è anche che in questo periodo la relazione con la Biennale si muova verso il suo apice,
01:17prima di interrompersi all'inizio degli anni 70,
01:18con la decisione dell'istituzione veneziana di non ospitare più le opere dei vetrai,
01:23e questa scelta cambierà lo scenario.
01:25La Biennale è stata uno stimolo incredibile per la produzione muranese,
01:29e nel 70, poi nel 72, la Biennale chiude,
01:33e quindi tutti questi avanguardi che abbiamo visto non ci saranno più,
01:37perché poi i vetrai muranesi ripeteranno le cose che avevano fatto precedentemente,
01:41non ci sarà più questa voglia di innovazione.
01:43E un briciolo di nostalgia per quei tempi forse nelle stanze del vetro può anche prendere forma.
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