00:04Dopo gli attacchi israeliani dell'8 aprile scorso, che hanno provocato circa 300 morti in un giorno,
00:09a Beirut, in Libano, la situazione è ora relativamente tranquilla, dice Virginia Sarotto,
00:14che lavora nel paese dal 2023 con ARCS, Associazione di Promozione Sociale di Solidarietà,
00:20Cooperazione e Volontariato Internazionale. Ora è coordinatrice della missione ed è proprio a Beirut.
00:25In questi tre anni dice di aver visto un costante peggioramento della situazione a livello sicurezza e anche a livello
00:31umanitario.
00:32Un continuo peggioramento della situazione di sicurezza e anche a livello umanitario,
00:38dovuto ovviamente al conflitto apertosi con Israele, che ha poi avuto alti e bassi.
00:44Chiaramente adesso è in una fase estremamente acuta e molto grave, anche in ottica di medio e lungo periodo.
00:53Non si vedono a breve effettivamente delle risoluzioni sostanziali del conflitto.
01:03Dal 2 marzo del 2026 è iniziata questa escalation che stiamo vivendo tutt'oggi.
01:10Ci tengo a precisare che si parla di un'escalation, nel senso che i bombardamenti israeliani non si sono mai
01:16fermati.
01:17Sono iniziati a ottobre 2023 e non si sono mai fermati, neanche dopo il cessato il fuoco di novembre 2024.
01:26Lo che abbiamo visto il 2 marzo del 2026 è stata una risposta da parte non dello Stato libanese ma
01:31di Hezbollah
01:32sui bombardamenti israeliani e quindi l'escalation in risposta è stata critica.
01:39Detto questo appunto non si era mai visto uno sfollamento di questo tipo,
01:43anche se oggi i rifugiati, le persone sfollate, registrate sono più di un milione,
01:49sono un milione e 49 mila, secondo i dati delle Nazioni Unite e del governo libanese.
01:54Dati sottostimati sostiene per le molte persone che sfuggono alla conta delle autorità.
02:00Rimane critica nel senso che la crisi dello scolamento non accenna a fermarsi
02:06perché i bombardamenti non accennano a fermarsi.
02:08Ora in Italia hanno aperto oltre 600 rifugi, se così si può dire,
02:13detto che poi sarebbero scuole, sarebbero edifici pubblici,
02:16quindi anche i bambini non vanno più a scuola da inizio marzo
02:19perché le scuole sono state convertite in rifugio oppure sono state bombate.
02:25I rifugi però, quelli ufficiali, riescono a tenere circa un terzo dei rifugiati,
02:29quindi la maggior parte delle persone vive in macchina, vive per strada con delle tende,
02:35cerca di trovare posti da affittare, però gli affitti sono anche molto alti e così via.
02:40La sua associazione continua a lavorare a Beirut e nel sud,
02:43al fianco dei partner locali e di altro ONG,
02:45per portare aiuti urgenti alle comunità più vulnerabili,
02:48soprattutto a chi vive per strada, alimenti, generi di prima necessità,
02:52prodotti per l'infanzia principalmente,
02:54e racconta come vive la gente questi giorni di negoziati
02:57per una possibile risoluzione del conflitto tra Stati Uniti, Israele e l'Iran.
03:02Il sentimento prevalente è proprio questa stanchezza e questa rabbia
03:08che sono frutto di una costante incertezza,
03:11di un costante non sapere sentirsi confusi,
03:15non sapere che cosa aspettare,
03:18attendere appunto la notizia che i negoziati sono andati in un modo o nell'altro,
03:22perché da questo dipende il tuo giorno di oggi o di domani.
03:27Cioè in un paese del genere la politica internazionale
03:29è veramente, cioè tiene ostaggio alle vite delle persone,
03:33che sono sempre poi diciamo le ultime, cioè quelle dimenticate.
03:38In una persona libanese, media,
03:40tutta la sua vita realmente dipende da cosa succede
03:44nei circoli di politica internazionale
03:46e dai negoziati dei tre o quattro paesi
03:50che sono coinvolti in questo momento.
03:56Grazie a tutti.
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