00:00Confiscati 400 milioni di euro a Giuseppe Acanto, ex deputato regionale siciliano e ritenuto legato ai vertici di Cosa Nostra
00:08di Villabate, nel Palermitano.
00:11L'operazione della Direzione Investigativa Antimafia di Palermo, in seguito a una complessa attività investigativa che già in passato aveva
00:18consentito di accertare la gestione, da parte di Acanto, della contabilità di società riconducibili alla famiglia mafiosa di Villabate.
00:26Significative le dichiarazioni rese dal collaboratore di giustizia Francesco Campanella, braccio destro di Nino Mandalà.
00:33Quest'ultimo, boss di Villabate di stretta osservanza corleonese, fra gli anni 2002 e 2004 ebbe l'incarico di gestire
00:41un periodo di latitanza dell'allora ricercato Bernardo Provenzano, curando negli aspetti logistici, assistenziali ed amministrativi legati al ricovero in
00:50una casa di cura a Marsiglia.
00:51L'attività della DIA, accertato come Acanto fin dagli anni 90, fosse socio in affari illeciti con Giovanni Sucato, il
00:59cosiddetto mago dei soldi, che dopo aver truffato migliaia di persone, tra cui anche alcuni appartenenti a Cosa Nostra, sparì
01:06poi con un ingente capitale il cui cadavere nel 1996 fu trovato carbonizzato all'interno della propria auto.
01:13Anche Acanto, dopo aver subito l'incendio nello studio professionale, si rese irreperibile.
01:19Nel 1994, dopo essere stato perdonato, grazie alla mediazione di elementi di spicco della famiglia di Villabate, riprese l'attività
01:26di commercialista, dedicandosi alla costituzione di società in nome e per conto degli uomini d'onore.
01:32Riuscì a trovare interlocutori privilegiati all'interno dell'amministrazione del comune di Villabate, in seguito sciolto per infiltrazioni mafiose, facendosi
01:41nominare direttore del locale mercato ortofrutticolo e avvicinatosi all'attività politica, si occupò di sviluppare ogni operazione economica di interesse
01:50della locale famiglia mafiosa, come la costruzione del centro commerciale.
01:54Candidato alle elezioni amministrative del 2001 con la lista Biancofiore, con il sostegno della cosca locale, risultò il primo dei
02:02non eletti, riuscendo però comunque ad accedere a un seggio all'Assemblea regionale siciliana.
02:07Acanto è stato ritenuto dal Tribunale di Palermo socialmente pericoloso e per questo sottoposto a sorveglianza speciale di pubblica sicurezza
02:15per quattro anni, a partire dal 2018.
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