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Trascrizione
00:02Installazioni, performance, film e fotografie e il visitatore può rapportarsi e riconoscersi
00:07in quell'immaginario. Succede nella Pinacoteca comunale oristanese Carlo Contini con la mostra
00:13Le relazioni pericolose, immaginario filmico e arti visuali, con artisti nella cui ricerca
00:18estetica appare un'impronta cinematografica. Curata da Massimo Azzori, Ivo Serafino Fenu e
00:25Paolo Liccheri, l'esposizione ha l'obiettivo di proporre una rosa di artisti giovani e meno
00:29giovani. Ecco allora le opere di Lidia Bacchis, Nicola Caredda, Francesco Casale, accanto a quelle
00:36di Simone Cireddu, Gabino Ganau, Vincenzo Grosso, Lucideddu, Daniela e Francesca Manca, Tonino
00:42Mattu, Max Mazzoli, Michele Mereu, Pastorello, Ivan Pess, Pietrolio, Pietro Sedda, Gianfranco
00:47Sezzu e Alfredo Tanchis. Un tentativo di andare oltre il semplice raffronto fra due mezzi
00:52espressivi, una riflessione sul concetto di rappresentazione nei film e nell'arte e sulla
00:58crisi di entrambi. Una crisi strettamente legata alle radicali trasformazioni strutturali,
01:03spiegano i curatori, che l'industria cinematografica e il mercato dell'arte stanno vivendo e che investe
01:09la sensibilità di registi e artisti, sempre più spesso indistinguibili, dove il ricorso
01:14ora alla produzione filmica, ora alla produzione artistica, si è nel tempo posto come elemento
01:20nobilitante dell'un campo o dell'altro. La mostra, prodotta dall'Assessorato alla
01:24Cultura del Comune di Uristano in collaborazione col Cineforum Lost in Translation e col contributo
01:30della Fondazione Banco di Sardegna, resterà aperta fino al 25 aprile.
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