00:00È cominciato nelle scorse ore davanti alla Corte d'Appello di Parigi il lungo itera giudiziario
00:05dei nuovi italiani ex esponenti di gruppi armati e accusati di atti di terrorismo negli anni 70 e 80.
00:10Dopo l'arresto e il via libera del presidente Macron al loro ritorno in Italia, con la prima
00:15udienza è stata notificata la richiesta italiana e il calendario del processo che entrerà nel vivo
00:20nel mese di giugno. Tutti i convocati erano presenti, tranne Maurizio Di Marzio, tuttora
00:24introvabile, e tutti hanno risposto no alla domanda della Corte sulla loro colpevolezza
00:28e sull'eventualità di un'estradizione. A loro sono state elencate tutte le accuse e le condanne
00:32da scontare in Italia, poi ad ognuno è stata offerta la possibilità di fare dichiarazioni.
00:36Uno ad uno, dal brigatista Sergio Tornaghi, chiamato per primo a Luigi Alimonti, che ha
00:40chiuso la giornata, hanno rilasciato dichiarazioni diverse ma molto simili. Dichiarazioni di innocenza,
00:45eccezioni sulla procedura, elenco delle pene già scontate e delle sentenze in cui la loro
00:49estradizione è già stata negata in passato dalla Francia. Giorgio Pietro Stefani ha sottolineato
00:54di voler ribadire la propria innocenza, Marina Petrella ha invece insistito sulla sua
00:58permanenza in carcere dieci anni fra Italia e Francia. Roberta Cappelli ha invece ringraziato
01:02la Francia per l'accoglienza. Un gruppo di intellettuali francesi ha intanto chiesto al
01:06presidente Macron di non concedere l'estradizione e al Parlamento italiano di graziare gli ex terroristi
01:11approvando la tanto attesa legge sull'amnistia.
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