Una punizione pubblica, umiliante, trasformata in spettacolo collettivo. Nei call center tra Madrid e Fuenlabrada, Spagna, il dipendente con le performance peggiori veniva esposto al ludibrio dei colleghi: il rituale prevedeva il lancio di una torta in faccia, tra applausi, risate e video girati con i cellulari. Le vittime erano immigrati clandestini, lavoratori particolarmente vulnerabili, impiegati in una rete di circa quindici strutture. La Polizia Nazionale spagnola ha smantellato il sistema arrestando sette persone — quattro uomini e tre donne — accusate di sfruttamento e violazioni sistematiche dei diritti dei lavoratori.
In un video diffuso dal quotidiano ABC si vede un giovane colpire una delle vittime con una torta, mentre intorno parte un conto alla rovescia e subito dopo scoppia l’esultanza generale. La scena si consuma davanti agli altri dipendenti, molti dei quali riprendono l’episodio con il telefono, amplificando l’umiliazione. Tra gli arrestati figurano cittadini spagnoli, peruviani, colombiani e venezuelani. Secondo gli inquirenti, per mantenere il controllo sui lavoratori — tutti provenienti dall’America Latina — veniva stilata quotidianamente una classifica su una lavagna, basata sul numero di contratti o prenotazioni conclusi. Un sistema di pressione costante, costruito per spingere i dipendenti a raggiungere obiettivi sempre più elevati. I lavoratori erano costretti a seguire copioni rigidi, studiati per persuadere e confondere gli interlocutori al telefono, con l’obiettivo di vendere servizi spesso in modo ingannevole. Il mancato raggiungimento dei target non comportava solo richiami, ma sfociava in vere e proprie punizioni pubbliche, come il lancio di torte e altre forme di abuso.
Commenti