00:00Evidentemente c'è un eccesso di revisionismo che fa parte del dibattito politico italiano e l'uso politico della storia
00:11resta un vizio difficile da sradicare.
00:18Senta, ma quando si dice fare i conti con la storia si usa una frase fatta, noi dobbiamo farli questi
00:27conti sulla storia e se li facciamo in che misura ci aiutano? Posso dire a riconciliare le posizioni?
00:37Sarebbe il caso che i conti con la storia li facessero gli storici. Da questo punto di vista mi sembra
00:45di essere abbastanza ripetitivo, nel senso che ognuno deve fare il suo mestiere.
00:53I conti con la medicina fanno i medici, con la scienza nucleare la faranno i fisici e ancora una volta
01:02mi sembra ricorrente questa tentazione di costruire delle vulgate, come ha giustamente sottolineato, addirittura legate al giorno della liberazione di
01:19una nazione.
01:19Quest'anno ricorre l'ottantesimo anniversario e ancora una volta si rincorrono quello che oggi si definisce una narrazione, spesso
01:34non confermata ovviamente da documenti, da fonti, oppure smentita decennalmente da documenti, ricerche.
01:44Però il pensiero debole attecchisce più facilmente del pensiero complesso e questa è una realtà con la quale anche chi
01:57studia storia si deve confrontare.
01:59E quindi è il pensiero complesso che ci mette un po' in crisi e il salvagente è una certa retorica,
02:10perché noi tutti comuni mortali poi la retorica finiamo anche per riconoscerla,
02:15a meno che proprio non si sia sufficientemente attrezzati, allora ti prendi l'ondata di comunicazione che serve, utilizzata per
02:25quello che vale e si va avanti così.
02:28Quindi voglio dire, questa complessità si dovrà avere prima o poi il coraggio di applicarla, di analizzarla, di starci dentro.
02:39Lo faremo quando il dibattito politico lascerà appunto questa materia a chi se ne deve occupare con rigore, con metodo.
02:53Ancora una volta sento per esempio evocare la totale inefficienza, inefficacia della lotta militare partigiana.
03:06Come se questo dato storico, ampiamente smentito dalla documentazione e dalle ricerche, fosse la giustificazione per poter minimizzare la lotta
03:21di liberazione da parte appunto delle bande partigiane.
03:27Sono i tedeschi stessi, sono i nazisti che confermano quanto sia stata dannosa per l'esercito della Wehrmacht il dover
03:38tenere occupate sette divisioni per contrastare la lotta partigiana.
03:43Questo è un dato storico, oggettivo, cioè incontestabile.
03:48La lotta partigiana è stata fondamentale.
03:51Ancora una volta sento rievocare l'inutilità dell'attentato di Via Rasella, perché ha comportato la morte di 335 persone
04:04alle fosse ardiatine.
04:06Come se ci fosse una causa-effetto fra attentato e rappresaglia.
04:11Anche questo è smentito da fonti documentari.
04:15Gli stessi tedeschi hanno più volte confermato, che è Serling, Kappler, che la decisione di sterminare 335 persone era totalmente
04:27segreta.
04:28Quindi è stata una rappresaglia fatta al buio, quindi totalmente all'insaputa di chi aveva pianificato l'attentato.
04:37Sono tutte narrazioni, leggende costruite per minimizzare il fatto che erano due parti contrapposte.
04:49Professore, grazie, perché quando si sente parlare lo storico si rimettono i tasselli a posto, a conferma di quanto ci
04:56stava dicendo.
04:58Per la liberazione è chiaro e evidente che si è combattuto sotto bandiere diverse, perché c'erano i comunisti, c
05:11'erano i liberali, c'erano i cattolici.
05:13Quindi anche questo mi pare un dato storico assolutamente incontestabile.
05:17Ecco, ma proprio per questo, perché non è una festa, dico una cosa un po' banale, ma è una festa
05:25della riconoscenza collettiva questa.
05:27Eppure, proprio per le ragioni che un po' richiamava, non c'è ancora questo atteggiamento rispetto alla liberazione.
05:37Perché i morti ci sono stati, erano appunto sotto bandiere diverse, ma questo passa in secondo piano.
05:45Per effetto ancora di questa narrazione, professore?
05:50Il fatto che non si tenga presente che il contributo alla lotta della resistenza sia stato articolato e composto da
06:05vari componenti politiche.
06:07Non soltanto quelle di matrice marxista-leninista, non soltanto i socialisti, i comunisti.
06:15Ci sono cattolici, ci sono repubblicani, ci sono persino i monarchici, oltre ai cattolici,
06:23che comunque poi finiranno per essere la classe dirigente di un paese nel secondo topoguerra,
06:29avrebbe conferito loro la guida degli esecutivi.
06:34Quindi direi che l'unica componente che non può festeggiare questa festa, evidentemente, è quella nostalgica del fascismo.
06:43Certo, bisognerebbe ricordare loro che il fascismo, come dice un mio collega, non è stata una cosa molto buona.
06:52Professore, c'è una lettura, poi mi dica se è soltanto una mia impressione,
06:58però io un po' la colgo anche ricordando il passato abbastanza recente,
07:04e cioè che questo 25 aprile, forse nella prima Repubblica,
07:10e facendo riferimento al cosiddetto arco costituzionale,
07:15forse allora c'era una maggiore attenzione per questa ricorrenza.
07:21La seconda Repubblica un po' meno? La sto dicendo grossa?
07:26Beh, è un po' paradossale, ma è così.
07:31Anche se a distanza di 80 anni, in teoria, come giustamente ha sottolineato lei,
07:40questa festa di liberazione dovrebbe appartenere all'intera popolazione,
07:44a tutte le frange politiche. Io penso in Francia un super conservatore,
07:50ma è Charles de Gaulle, o in Inghilterra, Winston Churchill,
07:54cioè persone di destra, festeggiano e hanno festeggiato con grande entusiasmo
07:59la lotta di liberazione dal nazifascismo.
08:02In Italia la destra molto spesso indulge o a minimizzare o a rimuovere
08:10quella che è stata una, non una parentesi, una lunga parte della nostra storia
08:17tragica, drammatica, che è da condannare da ogni punto di vista.
08:23Quindi festeggiare questa liberazione ha permesso anche loro proprio
08:29di poter legittimamente guidare un paese.
08:33E da questo punto di vista, evidentemente, c'è la volontà di rimuovere,
08:39di non fare appunto i conti con la storia, come le hanno fatte tante altre nazioni,
08:44prima tra tutte la Germania.
08:46Quindi da questo punto di vista siamo molto indietro
08:50e non credo che questo limite verrà superato facilmente.
08:55Quindi, insomma, per concludere, c'è una questione di fondo
09:01che sono i vinti della guerra civile, il riconoscimento di quei vinti
09:09che peraltro non è avvenuto nel resto d'Europa?
09:13Certamente. Non si possono equiparare le due parti.
09:19Chi ha combattuto per liberare il suolo nazionale dall'occupazione nazifascista
09:25non ha la stessa legittimità e la stessa autorevolezza
09:29di chi era alleato a quel tipo di coalizione.
09:34D'altronde, da questo punto di vista, siamo proprio all'antipatriottismo, secondo me.
09:42Non riconoscere la bontà della lotta di liberazione nazionale
09:46significa non essere patriottici.
09:49Quindi trovo proprio fortemente contradduttorio
09:53questa posizione di rimozione dell'importanza del 25 aprile.
09:58In Vietnam ricorre, in questi giorni, la riconquista di Saigon dopo 50 anni.
10:04Non credo che ci sia nessun abitante di quella nazione
10:08che in qualche modo non partecipi, diciamo, con lo stesso entusiasmo
10:13a quel tipo di commemorazione.
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