00:00Grazie, Presidente. In realtà non ci sono molte parole da aggiungere a quelle che lei
00:06ha pronunciato in apertura di questo momento. Ci sono molte parole anche perché queste
00:13sono le ore in cui questo Parlamento, questo Paese, la comunità di Camugnano, sono attraversate
00:24da due sentimenti, quello del dolore di chi ha perso un amico, un collega, un padre, un figlio,
00:31e quello dell'angoscia di chi sta attendendo un verdetto, un'angoscia che si lega ad una
00:39speranza che si fa sempre più flebile, ma che prova a resistere, attaccata ad un lavoro
00:47straordinario che lei ha ricordato, che è quello dei soccorritori che da ieri sono impegnati.
00:54In quest'Aula molte volte ci siamo detti che non si può morire di lavoro e non dobbiamo
00:59nemmeno fare l'errore di trasformare momenti come questo di doveroso cordoglio, di commemorazione
01:08in una retorica che viene aggiornata da bilanci drammatici. Lo dico perché quello che è successo
01:18a Bargi è anche dentro ad una fatalità beffarda. Quell'impianto, durante la sua vita
01:27ordinaria, non vede persone impiegate. È un impianto totalmente controllato da remoto.
01:34Come diceva lei, Presidente, è nei momenti di lavoro. Penso a come dovremmo affrontare
01:43diversamente tutto il tema delle manutenzioni su questi impianti. L'ultima commemorazione
01:48l'abbiamo fatta sull'incidente ferroviario di Brandizzo ed era una manutenzione anche
01:54in quel caso. Allora forse dovremmo capire come, quando ci sono queste tipologie di intervento,
02:01la sicurezza sul lavoro va esasperata, non va abbassata la guardia.
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