00:00Noi abbiamo voluto fortemente questa conferenza euro-mediterranea di pace e l'abbiamo voluta fortemente in Sardegna
00:07perché la Sardegna è il territorio più mediterraneo di questa Europa e qui si concentrano le tante contraddizioni
00:15che hanno permesso e stanno permettendo ciò che sta accadendo in Palestina, ciò che non si riesce a risolvere in
00:21Ucraina
00:21e in tantissimi altri luoghi dove i conflitti, la guerra e le armi sono diventate l'unico strumento
00:27per dirimere le controversie internazionali. Quindi noi oggi siamo qui non tanto per fare delle analisi
00:32ma per ribadire la necessità della società civile, dell'associazionismo, delle istituzioni di costruire un progetto politico alternativo
00:41all'idea che il mondo debba essere governato dai più forti con le armi e all'idea soprattutto che il
00:48mondo si risollevi con il riarmo.
00:51Quindi noi siamo qui per ribadire questi concetti e per far diventare questi concetti una proposta alternativa.
00:57Tutti possono fare la propria parte?
01:00Tutti possono fare la propria parte e lo abbiamo dimostrato, lo ha dimostrato le organizzazioni, i cittadini e i cittadini
01:06con la Global Sumo di Flottiglia. C'è stato un movimento fondamentale perché Gaza non era solo e non è
01:14stato solo
01:15il genocidio in corso terribile, spaventoso e permesso dai governi occidentali
01:21ma Gaza è diventato il simbolo della profonda ingiustizia su cui è fondato questo mondo
01:26ed è questa un'ingiustizia che attraversa la vita di tutte e tutte noi a livelli diversi, in modi diversi
01:33e quindi ci siamo ribellati e possiamo continuare a ribellarci.
01:36A mio avviso si tratta di cominciare a ripensare il Mediterraneo riconoscendo gli altri Mediterranei
01:45per esempio la sponda asiatica e la sponda africana che fa parte della storia del Mediterraneo
01:52e in qualche modo questo è stato nascosto dalla nostra modalità di gestire e controllare il Mediterraneo
01:59cioè tramite una logica coloniale, di sfare questo inquadramento coloniale per permettere altre storie,
02:06altre culture, altre vite di avere la possibilità di esprimersi in una modernità, in un Mediterraneo
02:13che non è soltanto nostro.
02:17Come è possibile raggiungere questo obiettivo?
02:19Dobbiamo riaprire quelli che io chiamerei gli archivi, le storie del Mediterraneo
02:25pensando che il Mediterraneo anche storicamente non è stato gestito solamente dalla sponda nord, dall'Europa
02:31e riintrodurre queste passate che permettono altre storie di amegesi.
02:37Per esempio partendo dal fatto molto ovvio, molto semplice, la prima lingua parlata di tutte le sue variazioni di dialettine
02:46il Mediterraneo è arabo. Allora a questo punto ci pone la necessità di in qualche modo di aprirsi e di
02:59ascoltare queste altre storie
03:01per permettere che magari possano ammettere un senso di giustizia storico che permettono agli altri di partecipare
03:09in questa elaborazione di un Mediterraneo a venire.
03:13Un Mediterraneo che vive nell'ingiustizia sostanzialmente è il caso della Palestina, è emblematico.
03:21Infatti perché la Palestina è in qualche modo frutto dalle gestioni coloniali del Mediterraneo,
03:26in primis dai britannici e poi portata avanti dopo la seconda guerra mondiale dagli americani
03:32a tutti gli interessi occidentali. Allora di riconoscere questo fatto significa in qualche modo
03:38di incominciare a pensare in altra modalità, di pensare a una politica, a un'entità politica
03:46che va da fiume a mare in cui tutti i diritti, i diritti sia dagli ebrei, sia dalle musulmani,
03:55sia dai cristiani palestinesi va rispettato creando un altro reato.
03:59E questo significa riconoscere la formazione coloniale di quelle situazioni,
04:05trovare gli esiti postcoloniali. Forse anche Sudafrica è una fasquola in questa situazione.
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