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Trascrizione
00:00Quattro giorni di confronti, dibattiti e incontri molto frequentati.
00:04Palazzo Lucale a Genova ha visto la quattordicesima edizione del festival culturale La Storia in Piazza,
00:09che quest'anno era dedicato alle piazze della storia.
00:13Abbiamo parlato sia di piazze politiche, sia di piazze economiche, sia di piazze del divertimento,
00:19quindi era veramente un tema che si prestava e per di più, come dire,
00:24in una società in qualche modo sempre più dematerializzata,
00:28l'idea invece di ritornare ai luoghi fisici in cui si condivide insieme, non è male.
00:36Il tema del confronto con la dimensione virtuale, dei social media come nuove piazze di comunità
00:42è uno dei temi più attuali che implica una relazione complessa e talvolta problematica
00:46dalla dimensione individuale e le macroeconomie che governano la rete.
00:50Nella piazza virtuale noi ci siamo, e anzi l'oggetto della transazione siamo noi
00:57con i nostri desideri, le nostre peculiarità, i dati che ci riguardano.
01:01Quindi è un corpo virtuale ma è largamente redditizio dal punto di vista di chi è proprietario
01:07di queste reti, di questi spazi virtuali.
01:09Quindi certo che anche in quella dimensione il conflitto attorno al corpo del singolo,
01:15come dei gruppi, è un'altra delle dimensioni che la piazza mostra con chiarezza.
01:19E a maggior ragione oggi la domanda riguarda quale spazio è possibile per la piazza come
01:23luogo fisico.
01:25È venuto fuori in questi giorni che questo spazio c'è ed è sempre più forte, lo vediamo
01:30peraltro anche nei telegiornali di questi giorni, insomma la Turchia non è una cosa da poco
01:36e quindi un'idea di ritornare proprio a forme di condivisione in spazi fisici concreti come
01:43sono le piazze, mi sembra che ci sia, ci sia una sorta di voglia di piazza.
01:48E poi c'è la parola storia oltre a piazza e qui si parla ovviamente di prospettiva
01:52e memoria.
01:53Lo sguardo storico ci aiuta a problematizzare le scelte che ci circondano e delle quali
01:58noi stessi siamo molto spesso attori consapevoli o meno.
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