00:04Una mostra che celebra i 90 anni di Giorgio Griffa attraverso la riproposizione di un momento,
00:09l'estate del 1969, quando con l'incontro con il gallerista Gian Enzo Sperone e il fotografo
00:14Paolo Musazartor, l'artista in un certo senso diventa se stesso, si riconosce attraverso
00:20lo sguardo esterno e stabilisce una sua più forte relazione con il mondo. La fondazione
00:24Giorgio Griffa, presentatore dell'esposizione Summer 69. È in qualche modo una riflessione
00:32sul passato e sul presente ed erano lavori in cui cercavo e me ne sono reso poi conto in
00:41seguito perché si acquisisce consapevolezza dopo, prima si intuisce, si sente qualcosa. Ero
00:52interessato a fissare l'identità dei segni di per sé stessi piuttosto che dei segni
01:02come indicazione di una identità diversa. Era l'identità dei segni che mi interessava.
01:10Nel lavoro di Griffa, che vive di una leggerezza poetica, che resta di grande fascino e che indaga
01:14con lucidità sulla pittura come arte che viene dai millenni dell'umano, il segno è un elemento
01:19decisivo, è la base di ogni discorso sulle possibilità espressive, un segno, il suo,
01:25che pur nell'essenzialità formale oggi si rivela prezioso nel momento in cui il digitale
01:30sta lentamente facendo sparire le cose e la loro anima.
01:33Cosa sarà il segno nel futuro? Non lo so e non lo so prevedere. Penso che cosa possiamo
01:45fare in questo momento di grande cambiamento è cercare di accumulare il più possibile
01:55delle radici, delle memorie per vedere se possono essere poi trasferite.
02:00La mostra torinese, in uno spazio che sfrutta ammirabilmente la luce naturale, è anche una
02:05celebrazione, un compleanno e abbiamo chiesto a Giorgio Griffa, a fronte di tutto il tempo
02:10che è passato, come guarda oggi alla sua pittura.
02:13Io per quello che mi riguarda cerco di non continuare a percorrere una linea di pensiero.
02:22ho questi lavori ultimissimi che in qualche modo si riallazzano ai cicli precedenti, ma
02:30sono assolutamente nuovi e sono molto contento di vedere che il colore trattato in questo
02:38modo mi richiama la luce della pittura su muro del fresco del Medioevo, più ancora
02:50di quello del Rinascimento.
02:52Il dialogo con il passato è costante, ma è un dialogo che vuole portare l'artista
02:56a continuare a dire cose nuove, forse la lezione più importante di Griffa, in un tempo che
03:01si vanta di non avere memoria, potrebbe essere questa.
Commenti