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  • 2 giorni fa
SENECA - Bonazzi - Lezioni26

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Trascrizione
00:03Seneca. Imparare il mestiere di vivere.
00:15Pochi scrittori e forse nessun filosofo hanno goduto della possibilità di cui ha goduto Seneca,
00:22di addentrarsi nelle stanze del potere, facendo esperienza in prima persona della grandezza e
00:28delle miserie della vita politica. Nato a Cordova, in Spagna, in un'importante famiglia
00:32provinciale, Seneca arriva presto a Roma ottenendo grandi successi, ma suscitando anche invidie
00:38e gelosie, soprattutto a corte. Il primo a mal sopportare le fortune di Seneca è Caligola,
00:43che lo condanna a morte e Seneca si salva solo grazie all'intercessione di un amante dell'imperatore.
00:49Non si salverà invece dal confine in Corsica, a cui lo condanna il nuovo imperatore, Claudio,
00:54nel 1941. Seneca farà rientro a Roma solo nel 1949, quando Agrippina lo sceglie come
01:00precettore di suo figlio Nerone. E in questo ruolo Seneca accompagna il giovane Nerone fino
01:05all'ascesa al trono nel 1954. Di fatto, per i cinque anni successivi, il cosiddetto
01:11quinquennio felice, Seneca è colui che regge le redini dell'impero, assumendosi la responsabilità
01:17effettiva del governo, orientando le scelte del suo protetto, ma venendo anche invischiato
01:22negli intrighi, negli orrori di corte. Quando Nerone fa uccidere sua madre Grippina, è Seneca
01:28che scrive il messaggio con cui l'imperatore si giustificherà davanti al Senato, accusando
01:33la madre di aver attentato alla sua vita. Trasi a peto, il grande senatore stoico, sarebbe
01:38uscito in silenzio dalla curia, senza congratularsi con Nerone. È una posizione troppo esposta,
01:43e intanto i rapporti con Nerone, ormai caduto nelle mani di Poppea, si deteriorano.
01:47Seneca chiede di potersi ritirare a vita privata, protestando l'età, la salute malferma,
01:53il desiderio di dedicarsi agli studi. Nemmeno questo riesce a salvarlo, però. Sempre più
01:58in viso all'imperatore, Seneca viene accusato di aver preso parte a una congiura contro Nerone.
02:03Condannato a morte, sarà costretto a suicidarsi. La sua morte, scrive Tacito, fu una gioia vera
02:10per il principe. La vita di Seneca si intreccia, insomma, fatalmente con le vicende dell'impero,
02:16e questa esperienza ha segnato anche la sua produzione intellettuale, spingendola a riflettere
02:21sul potere e sulla politica in due opere, che riflettono due diversi momenti del suo impegno
02:26a corte. Il De Clemenzia è scritto negli anni della fruttuosa collaborazione con il giovane
02:31Nerone e conserva traccia di questo momento pieno di fiducia. A differenza di molti altri,
02:37Seneca non contesta la legittimità del Principato, anzi, quella monarchico-imperiale gli sembra
02:42l'unica forma di governo in grado di garantire unità e sicurezza per i tanti popoli che formano
02:49l'impero. Seneca non è ostile al Senato, ma gli è ben chiaro che il cuore punzante
02:53del potere è altrove. Il problema più urgente è ormai quello del sovrano, di delineare
02:59la figura del buon sovrano. Ed è in questo nuovo contesto che la clemenza acquista centralità
03:04ha importanza. Perché non è con la violenza o con la paura, bensì con l'umanità e l'equità,
03:10vale a dire con la clemenza, che il sovrano può ottenere un consenso autentico dai suoi
03:14sudditi, ponendo le basi per uno Stato stabile e ben governato.
03:19Il De Beneficis è scritto invece quando è caduta ogni speranza di assicurare la coesione
03:24della società romana intorno alla clemenza del Principe. E Seneca si appella ormai a tutti
03:29gli uomini di buona volontà, liberi o schiavi, perché si impegnino nel difficile compito
03:35di scostruire una società più giusta e veramente umana. Nel fallimento di ogni progetto politico
03:41non resta che fare appello alla morale dei singoli. Del resto è proprio in questo campo
03:47quando deve riflettere su questioni morali riguardanti la vita dei singoli individui
03:52che Seneca dà il meglio di sé. Al netto di queste due importanti opere, Seneca non è un
03:57pensatore politico. Ci sono le tragedie, di cui ha parlato Margherita Rubino in un'altra
04:02lezione del Corriere, ma soprattutto Seneca è un filosofo moralista. La sua grandezza
04:07emerge nella lucidità con cui indaga la nostra condizione esistenziale. Di questo si occupano
04:13i numerosi scritti che si sono conservati, trattati, dialoghi brevi o il suo grande capolavoro,
04:18la raccolta di lettere dedicate all'amico Lucilio, dove Seneca raggiunge la sua vera maturità
04:24di pensiero, dando anche prova di grande indipendenza di giudizio. In effetti Seneca è un pensatore
04:30troppo originale per poter essere rinchiuso nei confini di una sola scuola, soprattutto
04:35se quella scuola è lo stoicismo. Lo stoicismo è la scuola filosofica più importante al tempo
04:40di Seneca, la più popolare. Sono numerosi i membri della nobiltà romana che si scoprono
04:45affascinati dalla profondità di questo sistema filosofico. Addirittura un imperatore, Marco Aurelio,
04:51sarà stoico. E così anche per Seneca. Ma si tratta comunque di una gabbia troppo stretta,
04:57troppo rigida, troppo severa, che ostacola un'esplorazione libera della condizione umana
05:02in tutta la sua ricchezza e complessità. Lo stoicismo si preoccupa di tratteggiare la figura
05:07del sapiente perfetto. Ma a Seneca questo interessa solo fino a un certo punto. Quello
05:12che gli preme di più è indagare le nostre debolezze, le nostre contraddizioni, per correggerle,
05:17per avanzare, per quanto è possibile, nel faticoso cammino della virtù. Più che un
05:22maestro, Seneca è un compagno di strada, sempre pronto ad esortarci, ma allo stesso
05:27tempo consapevole dei suoi limiti, delle sue incoerenze, perché come noi è impegnato
05:32nel difficile compito di imparare a vivere. Io non sono un sapiente, scrive, non lo sarò
05:37mai. Quando grido contro i vizi, grido prima di tutto contro i miei vizi. A me basta togliere
05:43ogni giorno qualcosa dei miei vizi e correggere i miei errori. E così ecco che nei suoi scritti
05:48si alternano pagine in cui si celebra il modello irraggiungibile del sapiente, imperturbabile,
05:54al riparo dai colpi del destino, in pieno controllo della sua esistenza, ad altre pagine
05:59che contengono invece descrizioni molto più realistiche di quello che siamo noi altri,
06:04esseri insoddisfatti, che combattono con fontune alterne contro le passioni che li travolgono,
06:09esseri in cerca di un equilibrio, di una serenità che non riescono a trovare, oscillando tra diversi
06:15modi di vita, ora scegliendo l'impegno pratico, la ricerca del successo, ora sognando una vita
06:21ritirata, ma sempre scontenti rispetto a un'esistenza che sembra esaurirsi nella ripetizione di gesti
06:27insensati. Essi che vorrebbero sentirsi parti di quel tutto meraviglioso che li circonda. Uno
06:33dei punti fermi dello stoicismo è la convinzione che il nostro sia un mondo provvidenzialmente
06:38ordinato verso il bene e che però non ci riescono, perché incapaci di liberarsi del
06:43loro piccolo punto di vista sulle cose. E intanto il tempo passa implacabile, ed è questo
06:49probabilmente il vero tema di fondo della riflessione senecana, un tentativo di fare i conti con la
06:55nostra condizione di essere esposti al tempo, alla brevità della vita, all'incombere della
06:59morte. Che posso fare? Scrive. La morte mi insegue, mi sfugge la vita. Contro questo insegnami
07:05qualcosa. Fa che io non fuga la morte, che la vita non sfuga a me. Insegnami che il bene della
07:11vita non sta nella durata, ma nell'uso. Espressa con uno stile drammatico, con brevi frasi che
07:17incalzano il lettore con antitesi, opposizioni e ripetizioni, la filosofia di Seneca non è
07:22elaborazione dittrinale, non è costruzione di sistemi, è pratica di vita, meditazione ed esercizio
07:28quotidiani. Per questo la lettura dei suoi scritti può lasciare insoddisfatto chi cerchi la solidità di un
07:35sistema dottrinale perfetto. Non è questo ciò che lo interessa. L'obiettivo non è conquistare
07:40la verità, l'obiettivo è imparare e impiegare bene il breve tempo che ci è concesso, in vista se non
07:46della sapienza almeno della serenità. Non c'è occupazione più importante per Seneca. In realtà non
07:52è che di tempo ne abbiamo poco, ne sprechiamo molto. La vita che ci è data è lunga a sufficienza
07:58per compiere grandissime imprese, purché sia spesa bene. Renditi padrone di te stesso, custodisci con
08:05ogni cura quel tempo che finora ti era portato via. Ci inganniamo nel vedere la morte davanti a
08:10noi. La gran parte di esse è già alle nostre spalle. Ogni ora del nostro passato appartiene
08:16al dominio della morte. Dunque fa tesoro di tutto il tempo che hai. Sarai meno schiavo del domani se ti
08:22sei reso padrone dell'oggi. Ha scritto bene il grande latinista Concetto Marchesi. Nessuno,
08:28meglio di Seneca, seppe parlare a tutti gli uomini dei casi della vita e della morte.
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