00:04Gli Stati Uniti entrano nella campagna elettorale ungherese. A cinque giorni dal voto del 12 aprile,
00:09il vicepresidente americano J.D. Vance è arrivato a Budapest per portare a Viktor Orban il sossegno
00:16di Donald Trump. Ad accoglierlo sulla pista è il ministro degli esseri, Peter Siarto. Poi,
00:21l'incontro con Orban è un discorso dedicato al rapporto tra Stati Uniti e Ungheria. La visita
00:27cade nell'ultimo tratto di una campagna che per il premio ungherese è la più difficile da molti
00:33anni. Dopo 16 anni al potere, Orban si presenta al voto con davanti Peter Magyar, leader del partito
00:40Tizza, dato in vantaggio su Fides da diversi istituti indipendenti. Il viaggio di Vance arriva dopo quello
00:47del segretario di Stato Marco Rubio, già intervenuto a febbraio a sossegno di Orban. Il viaggio conferma
00:53è il legame tra l'amministrazione Trump e il premio ungherese. È un rapporto che dentro
00:58l'Unione Europea ha un valore politico ben riconoscibile, perché Orban da anni si mette
01:03di traverso sui dossier comuni più sensibili. Ucraina, sanzioni alla Russia, politica estera.
01:09Anche per questo la visita di Vance, a pochi giorni dal voto, viene eletta come un sostegno
01:15a uno dei governi più stili alla linea europea costruita fin qui su Mosca e su Kiev.
01:20Avvalorano questa tesi le parole pronunciate da Vance sul significato della sua presenza.
01:27Volevo mandare un segnale a tutti, soprattutto ai burocrati di Bruxelles, che hanno fatto
01:32di tutto per tenere sotto pressione il popolo ungherese, perché non gradiscono il leader,
01:37che invece si è schierato in difesa degli ungheresi.
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