00:06Terra Rare è un disco di presente perché innanzitutto è stato scritto, pensato e vissuto
00:12in questo presente, in un presente che ci dà tanto su cui riflettere, su cui ragionare,
00:19su cui parlare, ci dà delle immagini nitide, chiare, su cui prendere una posizione.
00:24E' un disco d'immaginario quando si parla della musica di subsonica perché la nostra matrice
00:35compositiva di scrittura nasce attraverso le nostre immagini, nasce attraverso i nostri
00:43viaggi musicali, le nostre passioni musicali, le nostre passioni artistiche che in qualche
00:49profondano per creare un nostro mondo fatto di suoni, ovviamente, di tanto ritmo.
00:57E poi c'è anche un altro elemento che è quello del nostro pubblico che in qualche modo abbiamo
01:04contribuito a costruire intorno a noi, che in qualche modo ha un linguaggio in comune con noi.
01:12E quindi questi tre elementi, diciamo, rientrano un po' in tutti i passaggi discografici di subsonica.
01:21Il valore del disteso dipende dal grado di imposizione e di uniformità che ti viene imposta.
01:29In questo momento, più che di sentire, nel caso specifico delle nostre canzoni, di questo album,
01:40è non rinunciare a presentare una complessità di racconto, di analisi, se vogliamo,
01:50e di suggestione rispetto a un mondo che tende un po' a uniformare le proprie opinioni, le proprie risposte.
02:02Non so se sia una manifestazione di dissenso, di sicuro è la rinuncia a...
02:11Non so se sia una manifestazione di dissenso, di sicuro è non rinunciare alla propria natura.
02:18Non so se sia nella nostra natura andare a cercare quello che amiamo, quello di cui abbiamo bisogno.
02:24E poi crediamo un pochino anche a questo, come dire, concetto che la musica è magica.
02:28Quindi c'è un richiamo a qualcosa forse che non ti appartiene,
02:31che poi si trasforma in uno strumento per raccontare comunque il tuo punto di vista.
02:38Allora, noi, è vero, è quello che hai detto, è anche molto bufo,
02:42perché poi se ci pensiamo, noi viviamo in Occidente,
02:45e l'Occidente ha in realtà una delle codificazioni musicali più semplici,
02:50quindi noi siamo veramente dei sempliciotti musicalmente rispetto alla musica araba
02:54e alla musica microtonale, a tutto quello che succede dall'altra parte del mondo,
02:59che ormai non è più, come ben sappiamo, l'altra parte del mondo,
03:02ma c'è anche solo musicalmente, senza perire ad allargare il discorso,
03:06c'è una complessità che è così affascinante che l'unica cosa che ti può mantenere vivo
03:11è di aver bisogno da musicista di trovare, come dire, il tuo codice di scrittura.
03:18Noi sono tutti colori di una tavolozza che cerchiamo di allargare il più possibile,
03:23perché abbiamo 30 anni di vita insieme e probabilmente, anzi sicuramente,
03:29molti di più di vita come amanti della musica e di quello che facciamo.
03:33Per noi è un linguaggio fondamentale. Abbiamo, purtroppo e per fortuna,
03:38delle cose da raccontare, serve sempre un modo diverso per avere l'energia
03:45di raccontare quello in cui credi, perché sennò diventa veramente molto stanco.
03:51Una delle nostre prime canzoni recitava Paura del diverso, Paura del possibile.
03:58Non lo so se è punk raccontare la verità, che spesso quello che ci viene messo sotto gli occhi
04:05è un meccanismo di controllo, un meccanismo politico di ricerca di consenso.
04:14C'è una parte di provocazione che non ci sfugge ovviamente nel pronunciare melodicamente
04:21delle melodie in arabe, nell'usare anche la lingua araba in questo momento.
04:27È una provocazione però rivolta a chi tende a separare il mondo,
04:32a chi tende ad affibbiare l'etichetta di straniero per disumanizzare,
04:37per poter in qualche modo molto più a cuore leggero tollerare le morti in mare,
04:44tollerare i massacri che abbiamo visto.
04:47Ecco quindi nella nostra provocazione il tentativo è di andare verso un riavvicinamento
04:53dei mondi che questo presente sta cercando di fratturare e di allontanare il più possibile.
05:00Questa è sempre stata la nostra città perfetta per ritornare.
05:04La mia amma non saremmo, ma è una madre perché non avremmo avuto i Natali
05:09se non fossimo stati qui a Torino, se non fossimo stati ai Murazzi,
05:12se non avessimo incominciato quello che abbiamo fatto in Piazza Vittorio.
05:15Quindi per noi ripartire per il trentennale sapendo di poter ritornare nel posto che ci ha accolto
05:21è importante.
05:26Per noi il rifugio io credo sia la musica, la musica è esatto, soprattutto il busto per me,
05:34ma la musica ha un ruolo fondamentale per tutti quanti noi, soprattutto per noi tre ovviamente
05:39che siamo qui in questo momento.
05:41Io credo di parlare per tutti quando dico che ci alziamo la mattina pensando musica
05:46e andiamo a dormire la notte pensando musica.
05:49Quindi qualsiasi cosa accada nel mondo da perdite, anche importanti,
05:55la musica per noi sarà sempre un aiuto.
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