00:00A noi di visita hanno chiesto di ospitare 18 detenute, pretendo la massima collaborazione da parte di tutte e di
00:09tutti.
00:10La salita, il primo film di Massimiliano Gallo, siamo al Metropolitan di Napoli, a Via Caia, tanta folla, tanto affetto,
00:19tanto rumore.
00:20La prima domanda è, questo è un film che parla del riscatto dell'arte, ma il teatro civile, il teatro
00:30che salva, esiste ancora?
00:31Il teatro è sempre terapeutico, il teatro è sempre salvifico, non ha bisogno di un messaggio politico.
00:41Il teatro è già un racconto fatto con il pubblico, nel senso è un racconto in cui il pubblico decide
00:52di accettare questa convenzione,
00:54quindi il teatro è salvifico, il teatro è bellezza.
01:00Tanta violenza a Napoli, tra i giovanissimi, accoltellamenti, abbiamo anche sentito di un ragazzino che voleva uccidere la sua professoressa.
01:09Che cosa può fare il cinema in questo senso?
01:14In generale dovremmo raccontare di nuovo quali sono i valori da questi ragazzi.
01:21I ragazzi non sanno qual è il valore della vita, non sa qual è il valore dell'amicizia, ma non
01:27ci dobbiamo meravigliare.
01:28Stiamo creando una generazione che in questo continuo scrollare tra immagini violentissime, immagini che non hanno senso,
01:37è chiaro che i valori vanno a sgretolarsi, quindi ci sarebbe di nuovo da rieducare le persone alla bellezza della
01:47vita,
01:48alla bellezza dei valori, alla bellezza dei principi.
01:51È un lavoro che dobbiamo fare perché se dimentichiamo questo lavoro poi non dobbiamo meravigliarci quello che succede.
01:58Ma a questo dovremmo probabilmente farci una domanda su come arrivano così velocemente in carcere,
02:04e che cosa si può fare prima di farli arrivare in carcere.
02:07Io su questo tema è talmente delicato che non saprei cosa dirti perché poi quando parli con loro,
02:12loro sono consapevoli del fatto che hanno sbagliato e che devono pagare una pena.
02:17Il problema è che la pena se non diventa poi redenzione, se non diventa riabilitazione,
02:22è una pena per sé stessa che non ha nessun senso, soprattutto per i minori perché crea delle crepe irregolabili.
02:30Alfredo Cossu, sei uno dei protagonisti di questo film, il tuo personaggio rappresenta il riscatto.
02:37Come lo hai così giovane vestito questo ruolo?
02:41Sicuramente ho cercato di dimenticarvi completamente di chi è Alfredo, di mettersi nei panni di Emanuele,
02:49che è un ragazzo che ha una situazione familiare particolare, quindi di conseguenza è disilluso,
02:54è rassegnato, non ha sogni, non ha prospettive, è molto lontano da me perché fortunatamente io ho una situazione ben
03:01diversa
03:02e quindi ho cercato di medesimare, di vivere quello che provo un ragazzo senza niente, che non ha conosciuto niente
03:09e che vede l'arrivo di Edoardo in carcere come un avvocato d'aria fresca per passare in maniera diversa
03:17quella che è la monotonia quotidiana di soggiorno in carcere.
03:21Un altro regista, autore in questo film è insuabitabile perché la musica è qualcosa che ha un altro registro,
03:29scrive il film, lo riscrive.
03:31Com'è nato questo rapporto con Massimiliano Gallo e come hai lavorato a questa colonna musicale?
03:37C'è un rapporto storico di amicizia, per chi conosce Massimiliano da quando era piccolo.
03:44Mi ha sottoposto una sceneggiatura che mi è piaciuta tanto e quindi ho avuto delle visioni musica
03:54che però ho consegnato dopo a lui, che a sua volta ha cominciato a girare, quindi il cinema ispirato
04:01anche dalla musica, ridatomi poi queste scene con la musica, è un po' un ping pong, no?
04:10La musica, il cinema, il cinema, la musica è di città, si cresce, il film diviene e la musica diventa.
04:17Infatti io dico grazie Massimiliano per avermi dato la possibilità di suonare questo film,
04:24di diventare immagine attraverso la musica.
04:31Quindi sono strafatico di questo.
04:34Poi il tema, Edoardo, una cosa per me importante, io ho sempre detto,
04:40è un po' la vita e la morte che gioca all'impiattivo, no?
04:43E i ragazzi scelgono la vita al buio e Edoardo li accompagna, li prende per mano
04:55e li guida come una shot in seggine, una protezione.
05:00E questa cosa mi è piaciuta tanto, quindi la vita che nasce comunque, ovunque,
05:05una verità che diviene ogni giorno, un po' come la musica, un po' come la canzone originale
05:11che abbiamo scelto, che è due le libertà, tengo sangue napolidano, più contaminate di sangue,
05:18ci piaceva questa cosa di questa monodia dialettale su una sola nota,
05:23di origine medievale, nasce dal canto gregoriano,
05:27ed era anche un tentativo di destrutturare l'alta melodia napoletana
05:32e di passare a una forma espressiva che è più un, diciamo, un recitato, no?
05:42Un recitato, cantato, un po' ipnotico, un po' un mantra.
05:48Grazie a tutti.
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