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00:04E dunque prosegue l'edizione numero 37 del workshop a finanza di l'European House Ambrosetti,
00:10ovviamente qui al centro tanto anche l'Europa. E noi ne parliamo con Enrico Letta, che è
00:15presidente dell'Istituto Jacques Delors, Dean della IE University, già presidente del Consiglio.
00:20Grazie per essere qui con noi. Un piacere. Ecco, un anno fa, sempre da qui, parlavamo
00:24della guerra dei dazi, ora ci troviamo invece a parlare del conflitto in Medio Oriente,
00:29il prezzo dell'energia, i gas in Europa dall'inizio della guerra è già salito di oltre il 70%.
00:34Ecco, come vede l'Europa? Anche perché in questi giorni la BCE, poi l'Ox e giusto ieri,
00:41stanno rivedendo ovviamente quelle che sono le stime di crescita e di inflazione, ci dobbiamo
00:45aspettare meno crescita, più inflazione. Come vede l'Europa? Come è posizionata? Anche perché
00:49di fatto ancora una volta emerge l'ennesimo nervo scoperto, l'appropigionamento sul piano
00:54energetico? Beh, sicuramente le notizie sono negative e credo che le preoccupazioni
01:00siano tante. Preoccupazioni legate a quello che può succedere in termini di impatto sull'inflazione
01:07dei costi dell'energia e soprattutto si sta interiorizzando un grandissimo rischio di
01:13instabilità che è legato al fatto che non si ha assolutamente idea di che cosa succederà
01:18nei prossimi tempi. L'impressione è che questa guerra sia nata con una forte, diciamo,
01:27irresponsabilità di non capire quale sarebbe stato poi il punto di chiusura e quali sarebbero
01:34stati gli scenari possibili e oggi si sta pagando chiaramente questo prezzo. Quindi la preoccupazione
01:41è alta, la speranza è che in tempi rapidi si riesca a trovare delle soluzioni negoziali
01:48e si riesca a uscire da una situazione che però quello che sta avvenendo fuori è che
01:53non sarà una situazione che si chiude e si chiude per sempre, è una situazione che si chiude
01:59in una instabilità che diventerà maggiore perché è evidente che la voglia, diciamo,
02:05da parte dell'amministrazione americana e di Israele di gestire la vicenda iraniana
02:12come l'amministrazione americana ha gestito la vicenda venezuelana perché l'impressione
02:16che ci fosse un legame tra le due modalità è stata totalmente sballata e francamente l'Iran
02:23non è, il Venezuela non è Maduro ed è la situazione che preoccupa di più, è proprio quello che accadrà
02:32da adesso in poi, quindi credo che bisogna stare molto, bisogna coprirsi molto in questa fase.
02:36Ecco, ma su quelli che saranno i riflessi economici, cioè lei quanto è preoccupato?
02:40Rischiano di essere paragonabili alla crisi? Insomma, quando è scoppiato il conflitto in Ucraina?
02:44C'è giusto per avere un paragone, per capire lei che cosa si aspetta?
02:48Allora, non credo che sarà così perché penso che la cosa più probabile sia che in un modo
02:53o nell'altro la crisi e la guerra termini o comunque si arrivi a una de-escalation rapida
03:01perché il prezzo che si sta pagando è elevatissimo per obiettivi che sono tutto sommato obiettivi
03:08anche difficili da identificare. Quindi parto da questa idea che la de-escalation ci sarà
03:17e che quindi ci sarà un impatto minore. Ma se così non dovesse essere, allora evidentemente
03:24la preoccupazione è molto elevata. La vicenda del 22-23 è stata una vicenda con un impatto
03:32molto maggiore perché era una vicenda di cui non si vedeva la fine, infatti la fine non c'è
03:40ancora stata, purtroppo. Parlo dell'Ucraina, dell'invasione russa dell'Ucraina ovviamente.
03:46Tutto questo però, come lei ha detto giustamente all'inizio, apre un nervo scoperto enorme.
03:53Il nervo scoperto è il problema strutturale dell'Europa su tutto questo perché viene fuori
03:57che sull'energia non aver completato il mercato unico dell'energia e affrontare tutte queste
04:07forme di instabilità e queste crisi, essendo 27 e non uno, perché questo è il vero problema,
04:14siamo 27 sull'energia, non siamo uno. Ogni impresa ha a che fare con un'autorità nazionale
04:21di regolazione. Non c'è una unione dell'energia e questo lo stiamo pagando, lo abbiamo pagato
04:30drammaticamente sulla vicenda ucraina, sull'invasione russa dell'Ucraina e oggi sta venendo fuori
04:36di nuovo, quindi io non posso che spingere ogni volta sullo stesso tema. Bisogna integrare
04:41il mercato unico e in particolare i tre temi che ho messo al centro dell'attenzione, energia,
04:48connettività e mercati finanziari e qui è evidente che la questione energetica è esplosiva.
04:53Ecco, veniamo proprio al suo rapporto perché inizia piano piano a diventare più concreto, se
04:59così vogliamo la Commissione Europea ha presentato EU Inc, di fatto tutto gira intorno a questo
05:04ventottesimo regime, quindi per superare anche quelle che sono le differenze sul piano delle
05:09regole, per semplificare un po' la vita alle imprese che possono giocare in un campionato
05:13o altro, questo ventottesimo stato come lei l'ha chiamato. Si è tanto parlato della possibilità
05:20dei tempi di costituzione di una nuova società, 48 ore con un costo massimo di 100 euro, ma dubito
05:26che i vantaggi si limitano a questo, anche perché ci sono già paesi in Europa in cui
05:29questo è già realtà. Ecco, se le chiedessi se ci fa capire bene quali sono i vantaggi
05:34di questo ventottesimo regime, che cosa cambia?
05:36Ma i vantaggi devono essere tutta la parte di cui ancora non si è capito come sarà, perché
05:43il vero vantaggio di questa operazione è il vantaggio di poter essere lo stesso quadro
05:49regolatorio in tutta Europa uguale. Questo è il vero punto di vantaggio, cioè evitare
05:55che le imprese debbano cambiare di quadro regolatorio, di corporate law da paese a paese, in alcuni
06:02casi nei paesi federali europei e da regione a regione addirittura. Questo comporta un aggravio
06:10pesantissimo in termini di costi, in termini di tempi e questo è anche una, per le imprese
06:17europee, ma questo è anche una, diciamo, una scaccia investimenti per coloro che guardano
06:22da fuori. La idea, una parte fondamentale dell'idea del ventottesimo regime è come essere
06:30più attrattivi per gli investimenti da fuori Europa in Europa, cioè come dire agli investitori
06:36internazionali vi crediamo una specie di fast track, una specie di pass partù, una possibilità
06:42di venire, investire con le stesse regole dovunque, non dover cambiare ogni volta, che
06:48è una delle cose che fa sì che molti investitori internazionali preferiscono andare a investire
06:52in Asia o in altri mercati piuttosto che venire in Europa. Quindi la proposta della Commissione
07:00è sicuramente buona, giusta, va nella buona direzione, consente una rapidità e consente
07:06di usare soprattutto le nuove tecnologie oggi per facilitare tutto questo, ma mi sento
07:12di dire che la questione aperta, sulla quale ancora non è stato detto niente, che però
07:17secondo me è la questione chiave, è la questione della giurisdizione, perché è evidente che
07:22tutta questa vicenda può rivelarsi un buon acceleratore, ma non molto di più se si limita
07:31appunto alla parte di costruzione di una nuova impresa. Il tema di fondo è cosa succede
07:36quando l'impresa vive, in questo senso la questione della giurisdizione e di una giurisdizione
07:41unitaria è per me la questione fondamentale e io mi auguro che questo sia l'inizio, ma
07:47che tutto venga completato. Per me è un segnale importante che la Commissione ha dato, perché
07:53c'è grande attesa su questo tema del ventottesimo regime, perché è alla fine la madre di tutte
07:58le semplificazioni. La semplificazione necessita di che cosa? Di passare da 27 a 1, perché
08:05quando si lavora su scala europea e ci sono 27 diversi sistemi, più i sistemi regionali,
08:11questo è l'inizio di tutte le complicazioni. Quindi mi sento di dire che il tema del secondo
08:18tempo di tutta questa partita, cioè qual è la giurisdizione unica, per me è l'altra
08:23grande questione che adesso andrà affrontata. Quindi non la stupisce che ci siano state critiche
08:29finora sul fatto che questo regime sia incompleto e che non lo si possa paragonare al Delaware
08:34o a quanto accade anche nel Regno Unito? Cioè condivide di fatto queste critiche?
08:38Diciamo così, mancano due pezzi, manca il pezzo della giurisdizione e manca una parte
08:47che è strutturalmente complicata, che è la parte legata ai limiti che i trattati pongono,
08:54cioè i trattati, penso alla questione fiscale che ovviamente è parte importante di tutto
08:59questo, i trattati assegnano agli Stati membri che hanno sempre voluto tenerselo in modo molto
09:08fortemente egoistico questa competenza, però questo è un problema perché non può essere
09:14un Delaware, perché il Delaware ha la parte fiscale dentro e questo è sicuramente un
09:21limite. Quindi quello che io auspico è che ci sia anche un lavoro importante con la Corte
09:27di Giustizia, tutta la parte del grande ufficio legale della Commissione, che siano in grado
09:33di capire come arrivare fino al limite dei trattati, perché non si può ovviamente fare qualcosa
09:41che poi cade rispetto alle regole che abbiamo, però il più avanzato possibile per evitare
09:49che appunto sia solamente una cosa, diciamo, per far nascere un'impresa. Il tema vero non
09:55è soltanto far nascere un'impresa, è farla vivere.
09:58Ecco veniamo invece alla Saving Investments Union. Se lei dovesse spiegare ad un piccolo
10:02risparmiatore, cioè che cosa cambia? Quali saranno i vantaggi?
10:06Beh i vantaggi saranno due fondamentali. Il primo vantaggio è costruire degli strumenti
10:12di risparmio che diano al risparmiatore dei ritorni migliori. Questo è secco, semplice.
10:19Oggi i ritorni in Europa sono meno convenienti dei ritorni che si hanno negli Stati Uniti.
10:25Questo in gran parte è dovuto al dinamismo del mercato americano, unico e liquido, e alla
10:32frammentazione del mercato europeo. Quindi, primo obiettivo, dare ritorni migliori al risparmiatore.
10:39Secondo obiettivo, più di sistema, far sì che questi risparmi non finiscano, diciamo,
10:47in modo inconcludente, come troppo spesso succede in Europa, ma siano energia per le
10:55economia reale. Quindi energia per rafforzare le imprese stesse, energia per investire nei
11:02grandi obiettivi comuni che abbiamo, l'innovazione, l'accompagnamento della transizione, della transizione
11:11verde, l'infrastrutturazione, la digitalizzazione, la sicurezza. Tutti questi obiettivi hanno bisogno
11:19di grandi investimenti privati, che in Europa sono minimi rispetto a quello che capita negli
11:24Stati Uniti. Questo rafforza le imprese, rafforza l'economia reale, rafforza quello che oggi
11:32è mancato in Europa. Basta pensare che quando è partita la dinamica dell'intelligenza artificiale
11:37noi siamo rimasti drammaticamente indietro, perché non abbiamo questa capacità di investire
11:43grandi somme che gli americani hanno e grazie a tutto questo gli americani hanno chiaramente
11:51diciamo nella prima fase di tutta questa avventura chiaramente hanno preso un vantaggio,
11:57un vantaggio molto forte. Ecco c'è però un gap enorme da colmare, perché se andiamo
12:02a prendere tutte le società quotate a Wall Street, che valgono più di mille miliardi di
12:08capitalizzazione, escludendo giusto Berkshire Hathaway, quindi faccio riferimento a NVIDIA,
12:13Meta, tutte le altre, tutte queste sono state, sono nate da zero negli ultimi 50 anni. Se
12:17andiamo a vedere invece in Europa, negli ultimi 50 anni non siamo riusciti a far nascere da
12:22zero nessuna società che valga almeno 100 miliardi. Ecco, quello che voglio chiedere è
12:27ma quanto di questo gap realmente riusciremo a colmare, perché è enorme?
12:33Questo gap ha bisogno per essere colmato da una parte di un grande boost di innovazione,
12:39perché buona parte dei brand a cui lei faceva riferimento non esistevano 50 anni fa, perché
12:44si sono lanciati su tutte le varie fasi di innovazione, di innovazione tecnologica, di
12:51digitale che si sono avute negli ultimi tempi, cosa che da noi è avvenuto molto meno. Ma in
12:57secondo luogo, le nostre imprese ci sono, sono imprese che vengono dal passato. Il tema
13:05di fondo qual è? È che non abbiamo un sistema integrato e liquido sufficientemente per consentire
13:13che si fondano e crescano. Quindi quello che manca totalmente da noi è questa dinamica
13:19di fusioni e crescita, perché alla fine rimangono nazionali e rimanendo nazionali arrivano a scalare
13:30il massimo livello dell'essere campione nazionale, ma manca il passaggio successivo, cioè come
13:36diventare campione europeo. Per essere campione europeo non puoi che avere i piedi in diversi
13:43paesi e se sei solamente con un passaporto nazionale non sarai mai un campione europeo.
13:50Questo è il punto che dobbiamo renderci conto. Quindi c'è tutto un terreno di mergers, di
13:56spinta che deve essere politica nazionale, di regole, di atteggiamenti della Commissione
14:02sulle politiche della concorrenza, ma deve essere un grande impegno europeo andare in quella
14:07direzione. Quando c'è stato l'incontro preparatorio del Consiglio europeo ultimo, l'incontro del
14:13Consiglio europeo informale che c'è stato in quel castello nelle Fiandre, Aldenbisen, a
14:18metà febbraio, io ho concluso proponendo ai leader europei che hanno ascoltato le mie
14:25proposte, quelle di Mario Draghi, che l'obiettivo di creare dei campioni europei sul modello di
14:32Airbus, per capirci, è un obiettivo che deve vedere i governi impegnati e deve vedere
14:38la Commissione ad aiutare, aiutare magari mettendo un chip di quote europee che rendano
14:46europee le nuove società e non solamente un paese che si mangia l'altro, ma tutto questo
14:53è assolutamente necessario perché se non facciamo questo salto di qualità avremo sempre, quella
15:00che non tempo in Italia usiamo la parola foresta pietrificata, la possiamo riusare, alla fine
15:05in tutti i settori, telecom, energie, banche, i nomi sono sempre gli stessi di 40 anni fa, di 30
15:12anni fa, fusioni non ce ne sono state, non ce ne sono alle viste e se continuiamo così non ce
15:18ne
15:18saranno e quindi sarà un lento continuo declino. Ecco, quindi sbagliano i governi nazionali di fatto
15:23a opporsi a operazioni di questo tipo, ovviamente noi adesso pensiamo a Unicredit Commerce Bank, è un
15:29errore. Ma è un errore enorme che è legato al fatto che le regole fanno sì che non ci sia
15:35il
15:35mercato europeo, il mercato sia nazionale, chi decide su un'autorità nazionale, se la decisione
15:42su Unicredit Commerce Bank fosse presa a livello europeo, io penso che sarebbe una decisione diversa
15:49da quella che sarà quando alla fine saranno le autorità nazionali a dover prendere la decisione,
15:55questo è il punto chiave, questo necessita un, secondo me è un grande impegno collettivo
16:01di tutti, perché se non c'è questa salita di scala, la salita di scala, lo scale up è
16:09fondamentale per rendere la nostra economia più forte. Lo scale up non vuol dire che tutto
16:14deve diventare gigante, vuol dire che c'è bisogno che i grandi diventino più grandi, questo
16:22aiuta anche i piccoli che lavorano attorno ai grandi, ma se i grandi che oggi sono campioni
16:27nazionali non ce n'è qualcuno che diventa campione europeo e quindi se la gioca a livello
16:33globale, alla fine sarà un continuo declino. Io mi sento di dirlo con forza, c'è un'urgenza
16:41ad affrontare questo tema dimensionale, perché Cina e Stati Uniti e domani India, Brasile,
16:48ci stanno mettendo di fronte una questione dimensionale delle imprese e dei nostri appunto
16:56grandi player europei, che è assolutamente drammatica.
17:00Infine, lei il suo rapporto lo ha presentato ad aprile del 2024 al Consiglio europeo, ok,
17:06sono passati esattamente due anni, non possiamo andare avanti così?
17:11Non possiamo andare avanti così, l'Europa ha purtroppo un complesso percorso decisionale,
17:19perché in questi due anni ci sono state, come è giusto che sia, perché siamo in democrazia,
17:23le elezioni europee, sei mesi per sistemare a livello europeo tutti i nuovi assetti politici,
17:31complicati, fragmentati. L'anno scorso è stato l'anno in cui la Commissione ha messo,
17:36diciamo, in cottura una serie di queste proposte, il Consiglio europeo di due settimane fa
17:42ha lanciato il piano One Europe, One Market. Quindi siamo in ritardo, però quello che io ho potuto
17:51vedere è che la volontà c'è. Il tema di fondo è come tutta questa, diciamo, l'impatto delle rotture
18:02trampiane, quale effetto avrà? Cioè ha un effetto positivo perché obbliga gli europei a integrarsi
18:09di più, io spero che questo sia l'effetto, può avere un effetto negativo, cioè obbliga a occuparsi
18:14di Hormuz, di Venezuela, cioè tutti i temi, per carità, importantissimi, ma che se distraggono
18:22dalla nostra priorità, che deve essere quella del rafforzamento dell'Europa, della competitività
18:28europea, del mercato interno europeo, perché abbiamo un problema interno che ci siamo trascinati
18:33da 30 anni, che non abbiamo affrontato. Quando arriva una crisi, come il caso oggi della guerra
18:38in Medio Oriente, come è stato il caso dell'invasione russa dell'Ucraina, improvvisamente scopriamo
18:43le nostre debolezze strutturali, cioè il fatto che per esempio sull'energia siamo 27 e non uno
18:49e questo ci porta a essere drammaticamente in difficoltà. Grazie, grazie a Enrico Letta.
18:55È tutto da qui da Cernobbio.
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