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  • 2 giorni fa
Milano, 26 mar. (askanews) - Saikalis Bay Foundation presenta a Circolo in Via della Spiga 48 a Milano fino al 3 luglio 2026 la collettiva Shifting Crossroads Beirut Contemporary, dedicata all'esplorazione di Beirut come crocevia umano del Mediterraneo: le opere di Catherine Cattaruzza, Simone Fattal, Joana Hadjithomas & Khalil Joreige, Mona Hatoum, Lamia Joreige, Omar Mismar, Rabih Mroué, Stéphanie Saadé, Soraya Salwan Hammoud e Akram Zaatari sono una mappa viva di connessioni in cui gli artisti tracciano traiettorie fra passato e presente, fra Oriente e Occidente, fra l'esperienza personale e la dimensione collettiva di un popolo e di una città attraversata dalla Storia.Nicole Saikalis e Matteo Bay hanno raccontato ad askanews la progettualità dell'esposizione, la cui idea è nata a novembre durante un viaggio a Beirut, ben prima della situazione attuale della città. La guerra ha poi consegnato a chi visiterà mostra nuovi risvolti interpretativi delle opere esposte: gli artisti con strumenti e materiali diversi cercano di narrare le loro storie personali della città libanese intrecciate con la Storia.Nicole Saikalis, nata a Beirut, città che ha però dovuto abbandonare da bambina: "Quello che volevamo veramente fare è un riconoscimento di questi artisti molto bravi, molto conosciuti ovunque nel mondo. Sicuramente ci sono dei nomi come Simone Fattal, Mona Hatoum, Akram Zaatari e Rabih Mroué che sono le persone più conosciute. Ci siamo accorti che c'erano tanti amici del Libano a Milano preparando questa mostra. Nomino solo Marco Scottini che ha portato Omar Mismar a Milano e Omar è uno dei protagonisti della nostra mostra. Un'altra coincidenza è che Mona Hatoum espone alla Fondazione Prada. Era molto contenta di partecipare con Witness, una scultura che è la riproduzione di quella che si trova a Beirut in Piazza dei Martiri e presenta i martiri libanesi durante la caduta dell'Impero Ottomano che vediamo nelle opere di Lamia Joreige. Questa stessa scultura nella piazza è stata colpita dai proiettili durante la guerra civile: Witness doveva essere in questa mostra. È stata anche posizionata in un punto principale della mostra, dal quale sembra stia guardando questo Libano e la sua storia con le mappe di Akram Zaatari del Mediterraneo, ma sono delle mappe con lettere dell'alfabeto fenicio; poi la nascita della nazione con la caduta dell'Impero Ottomano nelle opere di Lamia Joreige e poi ci sono tutte le sfumature del Libano nelle altre stanze: dalla guerra civile con i disegni il video di Rabih Mroué alle opere di Catherine Cattaruzza, che sono molto forti nei paesaggi, ma soprattutto il video di Joana Hadjithomas & Khalil Joreige di questa Beirut che si trasforma con Bernard Khoury, grande architetto libanese, che recita questa poesia di Cavafy Waiting for the Barbarians. Questa Beirut che si muta di sequenza in sequenza all'alba e i suoni della città. E penso che se mi chiedi cosa mi manca di più di Beirut (...)

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Trascrizione
00:00Noi quello che volevamo veramente è fare vedere un riconoscimento di questi artisti molto bravi,
00:05molto conosciuti ovunque nel mondo.
00:07Sicuramente ci sono dei nomi come Simon Fatal, Mona Hatoum, Akram Zatari,
00:11che sono le persone più conosciute, Rabia Amruwe.
00:14Si siamo accorti che c'erano tanti amici del Libano preparando questa mostra.
00:18Nomino solo Marco Scottini.
00:20Lui ha portato Omar Mismar a Milano e Omar è uno dei protagonisti.
00:25Altra coincidenza, Mona Hatoum, che espone alla Fondazione Prada.
00:30Era molto contenta di partecipare con Witness, una scultura che presenta i martiri libanesi
00:36durante la caduta dell'Empire Ottomano che vediamo nelle opere di Lamia.
00:41E questa stessa scultura è stata colpita da proettili durante la guerra civile
00:47dopo Witness doveva essere in questa mostra.
00:50È stata anche posizionata in un posto molto principale della mostra
00:56con le mappe di Akram del Mediterraneo, ma sono delle mappe con delle lettere finiziane,
01:03la nascita della nazione con la caduta dell'Empire Ottomano
01:07e poi ci sono tutte le sfumature nelle altre stanze,
01:10dalla guerra civile con i disegni di Rabia e il video di Rabia
01:14alle opere di Catrina Cataruzza che sono molto forti,
01:20ma soprattutto la video di Joanna Hadjitoma e Khalil Jrej di questa Beirut che si trasforma,
01:27Bernard Khouri, grande architetto libanese,
01:29che recita questa poesia di Kafafi, Waiting for the Barbarians,
01:35e questa Beirut che si muta di sequenza in sequenza all'alba i suoni della città.
01:41E penso che se mi chiedi cosa mi manca di più di Beirut e questi suoni che la città vive.
01:48Perché questa mostra?
01:50Il perché profondo della mostra è la passione di Nicole,
01:54che credo si sia capita, vista, intuita, sentita dalle sue parole,
01:59da come parla di questi artisti, da come parla del Libano.
02:03Questo shifting crossroad è anche un grande crocevia con Venezia, con Firenze, con l'Italia.
02:11E questo mi ha ancora più incoraggiato a farla in Italia.
02:15Perché l'Italia? Per raccontare una storia.
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