00:03Che cosa mi dà stare qui? Mi dà speranza, mi dà gli occhi per guardare qualcosa di nuovo,
00:13una bellezza sicuramente diversa nell'idea e nella proposizione di una disabilità che oggi
00:22deve assolutamente raggiungere dei nuovi obiettivi, anche nell'integrazione professionale.
00:28E quando dico bellezza non è solo ciò che si vede o la bellezza di una fotografia,
00:34ma è anche la voglia, la volontà di credere che questi siano percorsi continuativi
00:39e che possano donare veramente l'integrazione e la possibilità a questi ragazzi di lavorare,
00:45di non essere solo degli specchi utili al momento, ma di servire alla società come ognuno di noi,
00:55e che la società chiami questi ragazzi per un lavoro, per una professione, per un futuro,
01:02per donare e destinare loro un futuro di integrazione.
01:05Quindi vedere l'autismo con occhi diversi in tutti i sensi?
01:09L'autismo oggi deve raggiungere nuovi obiettivi, sicuramente quello della ricerca,
01:18sicuramente continuare a lavorare nell'assistenza, però dall'altra parte secondo me deve raggiungere
01:25l'obiettivo dell'inclusione. Cioè le famiglie e i ragazzi autistici devono essere considerati
01:31normali per la società, non devono essere ghettizzati, non devono essere messi da parte.
01:37Nelle scuole serve l'inclusione, nei mondi professionali, nei mondi della quotidianità.
01:43Questo significa che bisogna iniziare a pensare, a guardare in maniera assolutamente diversa.
01:49E noi oggi qui siamo in un vero e proprio esempio, in questa sala noi abbiamo degli esempi,
01:54di esempi di famiglie che hanno reagito, di ragazzi che oggi sono qui in mezzo a noi,
02:02che vivono e che sono determinanti per il lavoro che è stato fatto.
02:07Per cui credere fortemente nello sviluppo e nel recupero di questi amici che abbiamo qui oggi,
02:15che sono i protagonisti di queste foto meravigliose, ma soprattutto che ci sia un senso di idoneità
02:22e di identità nuova. E questo meccanismo e questo linguaggio dell'arte ne è l'esempio.
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