Vai al lettorePassa al contenuto principale
  • 2 giorni fa
Speciale Chi L'Ha Visto - Iran Donne, Vita e Libertà 1

Categoria

📺
TV
Trascrizione
00:07Il nostro corso gratuito è www.mesmerism.info
00:49Grazie per la visione!
01:25Il nostro corso gratuito è www.mesmerism.info
01:30Sono stati impiccati altri tre fratelli ieri sera e nella lista delle persone da giustiziare c'è una mamma, una
01:38giovane mamma, una pallavolista.
01:41Ma chi può far paura? Questa mamma. Sì, le donne fanno paura in Iran perché tutto inizia da una donna,
01:50una giovane donna.
01:51Lei era andata, pensate, a Tehran in visita con la sua famiglia.
01:54Aveva una ciocca di capelli che si vedeva dal velo e forse i suoi vestiti non erano abbastanza larghi perché
02:02non si possono vedere le forme in Iran delle donne.
02:06E allora è stata prelevata dalla polizia morale, messa in un furgone e portata via e non è più tornata
02:14viva.
02:16È il 13 settembre a Tehran. Un uomo apre lo sportello di un pulmino. Scende una donna, poi escono altre
02:23ragazze.
02:24C'è anche Masamini con il velo nero.
02:33Siamo davanti ad un commissariato. Il pulmino ha la fiancata verde. Vuol dire che è un mezzo della polizia morale.
02:43La donna che è scesa per prima ha un abito nero che la copre dalla testa fino quasi ai piedi.
02:48È una poliziotta.
02:49È lei che porta le ragazze dentro al commissariato.
02:52Queste ragazze sono state arrestate perché hanno infranto la legge morale, cioè quella che impone di portare il velo, l
02:59'ijab, coprendo bene tutti i capelli.
03:05Adesso siamo dentro il commissariato, in una grande sala.
03:09Ci sono già altre ragazze. Arriva anche Masa, cerca posto, si guarda intorno, si siede.
03:21Adesso sono le 19.56. Masa si alza in piedi e va verso la poliziotta vestita di nero.
03:27Questa scena ce la racconta una testimonia intervistata da una TV iraniana, che trasmette da Londra.
03:34Dentro la sala della polizia morale di Vozara, ho sentito che Masa diceva «quanto mi fa male la testa».
03:40Qualcuno gli ha chiesto «cosa è successo?» e lei ha risposto «mi hanno punita prendendomi a botte in testa».
03:46Aveva la mano sulla testa continuamente. Diceva «mi fa male la testa».
03:50Masa ha chiesto alla poliziotta «che problema ha il mio vestito?».
03:54Io sono a Tehran con mio fratello, non conosciamo nessuno a Tehran.
03:58La poliziotta la rimanda al posto, ma Masa non ce la fa.
04:02Si tiene la testa con le mani, poi prova a reggersi su una sedia e sviene.
04:10Alcune ragazze si avvicinano, la poliziotta le manda via.
04:14Arriva un uomo, forse un medico. Le tasta il polso.
04:18Masa resta sul pavimento, esanime.
04:25Qualcuno, mentre Masa lotta ancora tra la vita e la morte, le scatta una foto.
04:30Fa impressione, ma è importante.
04:33Chi la vede in rete, nota che dall'orecchio destro sembra che le sia uscito del sangue.
04:38Come succede a chi subisce un trauma cranico.
04:56Masa aveva 22 anni, a Disse invece di anni ne ha solamente 20.
05:01Va a casa e dice ho fame, ma non ho tempo di mangiare.
05:04Dice così alla mamma e poi esce con il suo zainetto rosa.
05:08Possiamo definirla una tiktoker.
05:11Lei, anche lei, come Masa, non torna più.
05:29Lei è Adiz Najafi.
05:31Fa la cassiera in un locale e nel tempo libero fa i video che poi posta su tiktok.
05:40Come tutte le ragazze del mondo.
05:49Si cambia d'abito.
05:54Balla, tenendo scoperta la pancia e i capelli.
05:58Può farlo solo quando è in casa.
06:02Fuori, deve portare il velo.
06:04Altrimenti, rischia le frustate e l'arresto.
06:09Poi, Adiz torna nella sua cameretta, dove la polizia morale non arriva.
06:15I miei capelli sono onde altalene.
06:18Sono la materia della mia vita, scrive su Instagram.
06:25Eccola, Adiz.
06:27Adesso porta una mascherina.
06:29Deve camuffarsi, stare attenta.
06:31Sta facendo qualcosa di pericoloso.
06:33Manifestare per i suoi diritti.
06:38Questo video, pubblicato dalla sorella,
06:40è un messaggio che manda agli amici prima di andare alla manifestazione.
06:47Non vedo l'ora di rivedere questo video tra qualche anno, dice.
06:51Sarò fiera di aver partecipato alle proteste,
06:53perché finalmente tutto sarà cambiato.
07:13Quella stessa sera, Adiz è stata uccisa dalle forze del regime,
07:18colpita da sei proiettili.
07:19Al collo, al cuore, allo stomaco.
07:22In rete si diffonde un'informazione non verificata, ma d'impatto.
07:31Tutti credono che la ragazza con la coda sia Adiz.
07:38Molte altre ragazze ripetono quel gesto.
07:43Si sentono tutte ragazze con la coda, in lotta per la libertà.
07:48Poi, un'altra ragazza contatta la BBC e dice
07:51«C'è un errore, sono io la ragazza con la coda, non è Adiz».
07:55E fa un video simile al primo per provarlo.
08:02Lei è viva, Adiz no.
08:04Ma queste ragazze sono ormai un simbolo.
08:15Sono la mamma di Adiz.
08:17Vedo mia figlia ovunque, non riesco più a mangiare, non riesco a dormire.
08:23Ho visto il suo corpo pieno di proiettili.
08:26La mia piccola è tornata a casa e ha detto
08:29«Mamma, ho fame!».
08:31Poi è uscita di corsa senza mangiare per andare alla manifestazione.
08:34Non ha neanche mangiato per manifestare.
08:37Voleva tenere vivo il nome di Masa ed è uscita.
08:51Anche mia sorella se n'è andata come Masa a Mili.
08:57Questo è il suo zaino.
09:00Questo è il suo sangue.
09:01Le hanno sparato.
09:05E questo è il fascicolo che ci hanno dato dalla medicina legale.
09:10Con il suo certificato di morte.
09:21A questa famiglia sono state fatte pressioni
09:24perché sulla tomba di Adiz mettessero una foto con il velo.
09:28Il regime ha imposto il velo ad Adiz, persino da morta.
09:38Ma che cosa sta succedendo in Iran?
09:42Vige la teocrazia.
09:43L'ordinamento politico viene esercitato in nome di Dio.
09:47E così l'autorità religiosa controlla tutto, persino come ti devi vestire.
09:52E così si passa dalle minigonne al velo con un decreto.
09:57Ci facciamo aiutare questa sera in questo nostro percorso da Mariano Giustino,
10:02il corrispondente che per Radio Radicale ogni giorno ci racconta che cosa sta succedendo in questo paese.
10:08Dopo la rivoluzione islamica del 1979, il regime comunista ha incominciato a imporre rigidi codici di abbigliamento,
10:21sostenendo che i foulard venivano indossati in modo errato e che i vestiti e gli abiti lasciavano scoperte molte parti
10:30del corpo.
10:30Sì, allora, le donne avevano indossato le minigonne e camminavano per le strade con i capelli scoperti.
10:39Il 7 marzo 1979 è una data molto importante, perché il leader della rivoluzione comunista, l'Aiatolla Comini,
10:47emanò un decreto in cui annunciava che il velo era obbligatorio per tutte le donne su un posto di lavoro
10:55e che coloro che non lo avessero indossato sarebbero state considerate nude.
11:01Le donne ovviamente si ribellarono e hanno dato vita a manifestazioni anche gioiose e fortemente simboliche.
11:10Subito dopo la rivoluzione, per esempio, si vedevano uomini e donne camminare per le strade
11:15con il velo avvolto scherzosamente nella carta da regalo.
11:19In questo modo anche i uomini esprimevano solidarietà nei confronti delle donne.
11:26Nel 1983 una risoluzione parlamentare decise che le donne che non si coprivano completamente i capelli in pubblico
11:34potevano essere pulite con 74 frustrate.
11:37A questo si è recentemente aggiunta una pena detentiva di 60 giorni.
11:41E le donne hanno incominciato, da quando sono entrata in operativa la polizia morale,
11:49hanno incominciato ad essere incarcerate frequentemente per motivi anche banali
11:53e rilasciate solo quando firmavano la promessa che non avrebbero più infranto le regole in futuro.
12:00E' noto il caso di una donna, per esempio, a Isfan, che fu fermata e incarcerata con la figlia
12:07perché entrambi avevano il rossetto.
12:10E arriviamo ai giorni d'oggi.
12:13Il presidente Ibrahim Raisi, che è stato eletto l'anno scorso,
12:17è diventato presidente l'anno scorso, che è un religioso estremista molto conservatore,
12:23il 15 agosto ha emesso un decreto imponendo una nuova serie di restrizioni.
12:29E tra queste restrizioni vi è quella di pedinare le donne in ogni angolo delle strade,
12:37delle città, posizionando un gran numero di telecamere e poi infliggendo anche pene più pesanti,
12:44cioè in asprendo le pene a coloro che non avessero coperto adeguatamente la testa
12:48e a coloro che avessero pubblicato su internet post contro l'obbligatorietà del velo.
12:54Questa rivoluzione dei giovani che non hanno vissuto il periodo della rivoluzione comunista del 79,
13:01che non sanno nulla nemmeno dei governi cosiddetti riformisti degli anni 80, degli anni 90,
13:10è una gioventù che è nata negli anni 2000,
13:18dicono di voler vivere come vivono i giovani di Los Angeles e divertirsi,
13:25come vivono i giovani di Los Angeles e di New York.
13:28Questa è una rottura completa col passato.
13:34Una rottura completa con il passato, dice Mariano Giustino, è quello che vogliono
13:38ed effettivamente questa rivoluzione, nonostante una repressione durissima,
13:42persino le impiccagioni da parte del Boia, questa repressione non si ferma.
13:47Lo sciopero è stato veramente fatto da tutti, in massa si sono fermati.
13:53Quello che sta succedendo sembra un po' l'apartheid, quello che succedeva ai neri,
13:57le donne in questo caso, le donne devono sedersi in fondo sull'autobus,
14:02non si devono truccare il vestito largo perché non si devono intravedere le forme,
14:08addirittura non potrebbero andare a prendere i loro soldi in banca senza il velo,
14:13non possono andare in bici, non possono cantare da soliste, per loro nessun diritto.
14:19Allora sentiamo una donna, è una donna che adesso è in esilio, è stata imperatrice, pensate,
14:25perché un tempo le donne potevano anche essere regine e imperatrici.
14:28È in esilio a Washington, è Faradiba, l'ultima moglie dello Shah di Persia,
14:33e dice, provo grande ammirazione per queste donne, per queste ragazze che stanno combattendo,
14:38vorrei essere lì con loro, vorrei tornare in Iran prima di morire.
14:44E le sue prime parole sono per Masa Amini.
14:47La nostra Francesca Carli l'ha raggiunta e l'ha intervistata a Washington.
14:52Faradiba.
14:57Naturalmente quando è successo il fatto di Masa Amini, ho mandato un messaggio di condoglianze alla sua famiglia.
15:03Lei è diventata il simbolo del movimento delle donne iraniane,
15:07e per lei è nato lo slogan
15:10Donna, vita e...
15:15Donna, vita, libertà.
15:18A parlare di donne, vita e libertà, davanti alle nostre telecamere, è Faradiba.
15:24Proprio lei, l'ultima imperatrice, vedova dello Shah dell'Iran, soprannominata Occhi Color della Notte.
15:31La rivoluzione islamica in Iran ha abolito i titoli, ma per il mondo diplomatico internazionale,
15:37Faradiba ha tuttora diritto al titolo di imperatrice reggente, la Shah Banu.
15:43Nel grande romanzo da mille e una notte della corte iraniana, lei è la terza moglie dello Shah,
15:48la donna che ha garantito la discendenza al trono del pavone.
15:52La sua è una vita che sta di leggenda.
15:54Per vent'anni imperatrice della Persia, Faradiba ha attraversato i momenti cruciali della storia dell'Iran.
16:00Tensioni sociali, minacce di morte, il colpo di Stato, la fuga dall'Iran e, infine, l'esilio.
16:08Tutti la ricordano come la donna che ha preso il posto di Soraya, la principessa ripudiata perché non poteva avere
16:13figli.
16:14Oggi, però, con lei, parleremo di come il popolo iraniano si stia ribellando alla violenza e ai sopprusi del regime.
16:23Naturalmente ricevo molti video su quello che sta succedendo in varie parti dell'Iran e per me è molto doloroso.
16:29Mi tocca nel profondo. È difficile guardare certe immagini di quello che sta succedendo realmente in Iran.
16:37Chi è oggi Faradiba? Che cosa rappresenta?
16:40L'imperatrice è in esilio, ha accettato di incontrarci e ci accoglie nella sua casa vicino a Washington.
16:48Farah, che in persiano vuol dire gioia, nasce a Teheran.
16:51Appartiene ad una famiglia benestante, può frequentare le scuole in lingua straniera e praticare lo sport.
16:57Pensate che 60 anni fa, non ci crederete, io ero il capitano di una squadra di basket e portavo la
17:04minigonna.
17:05Il mio numero era il 10 ed ero il capitano, proprio come Maradona.
17:12A 20 anni è una ragazza dalla bellezza classica e dai modi impeccabili.
17:17Studia architettura all'Università di Parigi, quando i riflettori si accendono su di lei.
17:22Diventa la candidata perfetta per andare sposa allo Shah.
17:25Il primo incontro avviene all'ambasciata iraniana di Parigi.
17:30Lo Shah ha 40 anni e due matrimoni alle spalle.
17:33È stato già sposato una volta con Faiza, la sorella del re d'Egitto Farouk.
17:38Ma dalla loro unione era nata un'unica figlia femmina.
17:42Aveva dunque l'urgenza di dare al trono del pavone un erede maschio.
17:46E così, dopo il divorzio da Faiza, era stato il momento della giovanissima e scintillante Soraya Sfandiari,
17:53dalla pelle di latte e gli occhi verdi.
17:56Quello fra lo Shah e Soraya è un amore da rotocalco e un matrimonio da favola.
18:01Ma non dura, perché Soraya fallisce nella sua missione.
18:05L'erede maschio dello Shah non arriva.
18:07E a poco a poco la stella di Soraya si spegne.
18:14Mohamed Reza Palavi regna in Iran da 17 anni.
18:17Eppure, secondo la legge dinastica, non potrà essere incoronato imperatore se non nascerà un figlio maschio.
18:25La ragion di Stato è più forte dell'amore e lo Shah è costretto a ripudiare Soraya.
18:34Lo Shah si sposa di nuovo, questa volta con Faradiba.
18:38La sposa sfoggia un meraviglioso abito ricoperto di diamanti.
18:43Dieci mesi più tardi, il 31 ottobre 1960, nasce a Teheran Reza Ciro, il sospirato figlio maschio.
18:52Faradiba metterà il mondo in tutto quattro figli, due maschi e due femmine.
18:59Ecco l'Iran degli anni Sessanta.
19:01È in atto quella che viene definita la rivoluzione bianca.
19:05Alfabetizzazione, riforma agraria, voto alle donne.
19:08E come si può vedere bene in queste immagini dell'epoca,
19:11le donne possono scegliere di vestire come vogliono.
19:14Possono finalmente avere un conto in banca, divorziare, viaggiare ed essere elette.
19:19Tutto ciò è in aperto contrasto con il sentire delle autorità religiose,
19:24che disprezzano i cambiamenti verso la modernità.
19:27Nei nostri tempi le donne erano libere.
19:30Quelle che volevano indossare il velo lo facevano.
19:33Ma c'erano anche ragazze e donne che indossavano minigonne e pantaloni.
19:37Non c'era problema.
19:39Dopo 26 anni al potere, ora che ha un'erede,
19:42lo Shah può finalmente essere incoronato imperatore.
19:46Sfila per le strade di Teheran in alta uniforme, ricamata d'oro e d'argento.
19:51Lo sfarzo della corte è da mille e una notte.
19:54Ma in Iran i ricchi sono sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri.
20:00E alle contestazioni lo Shah risponde con la repressione.
20:04Noi eravamo un paese sottosviluppato.
20:07Abbiamo avuto problemi, abbiamo fatto tanti errori.
20:10Ma, come si dice, con il senno di poi si fanno tante cose.
20:14Se il mondo libero si preoccupava tanto dei diritti umani in Iran,
20:18perché dopo la rivoluzione per 30 anni nessuno ha detto più nulla?
20:22Solo negli ultimi 10 anni alcune organizzazioni internazionali hanno protestato.
20:27Ma per tanti anni nessuno ne ha mai parlato.
20:30Non c'è paragone tra il nostro regime e quello di questa gente.
20:37Erano anni sanguinosi.
20:38Gli oppositori del monarca venivano uccisi, torturati dalla polizia politica.
20:42E a soffiare sul fuoco della rivoluzione c'è un prete sciita,
20:47alto, ieratico, con la barba bianca, la Yatollah Khomeini,
20:50che cambierà la storia dell'Iran e la storia del mondo.
20:54Il 16 gennaio del 1979 lo Shah e sua moglie sono costretti a lasciare Teheran
21:01per far calmare le insurrezioni.
21:04Ufficialmente si allontanano per qualche settimana di riposo,
21:07ma quello sarà il loro primo giorno di esilio.
21:11Naturalmente in quei giorni nutrivo ancora la speranza.
21:15Credevo che un giorno saremmo ritornati in Iran.
21:23Spero che l'Iran possa essere liberato.
21:30E se un giorno potrò tornare nel mio paese,
21:32quello sarà un grande giorno per la mia vita.
21:40Poi sentiremo un'altra parte di questa intervista a Faradiba.
21:44Lei è una voce di fuori, può parlare da fuori del suo paese.
21:48Poi ci sono le voci di dentro,
21:49quelle voci che dobbiamo sentire, che devono essere sentite,
21:54perché chi parla lì dentro in Iran rischia di morire.
21:57Ma che cos'è la morte per una mamma
21:59alla quale hanno ucciso un figlio oppure una figlia?
22:11Una mamma che bussa disperata alla porta di un carcere.
22:20Lì dentro c'è la figlia, che è stata arrestata.
22:25Non le apre nessuno e allora urla.
22:28Abbatterò questa porta, mi farò uccidere qui fuori
22:31per far uscire mia figlia.
22:32Oppure uccidetemi e portate il mio corpo lì dentro.
22:37Non fate altro che picchiare, uccidere.
22:39Avete già ucciso mio figlio.
22:41Non vi basta? Sono davvero così potente.
22:47La figlia si chiama Elama Afkari.
22:49È accusata di essere una spia.
22:53Queste sono le foto, terribili, del suo arresto.
22:58Il velo le nasconde parte dei capelli.
23:01Una benda le copre tutto il viso.
23:07Questo è il fratello di Elama.
23:09Si chiamava Nevide.
23:11Due anni fa è stato condannato a morte e impiccato.
23:22Per i giudici, aveva ucciso un uomo delle milizie del governo.
23:27Accuse false, secondo l'avvocato che ha provato in tutti i modi a difenderlo.
23:31basate su una confessione che gli è stata estorta con la tortura.
23:36Nevide era un atleta, un campione di lotta greco-romana.
23:39Per lui si erano mobilitati molti wrestler.
23:44E Amnesty International.
23:48Ora, c'è l'altra figlia da salvare.
23:58Lei è Gohara Eshgi, ha 80 anni.
24:02Suo figlio si chiamava Sattar ed era un blocker.
24:05Nel 2012 è stato arrestato.
24:10Sattar era in casa quando hanno bussato alla porta.
24:13Sono andata ad aprire e mi sono trovata davanti un poliziotto.
24:18È entrato e ha arrestato Sattar.
24:21Ho chiesto, almeno toglietegli le manette, così può mettersi i pantaloni.
24:26Il poliziotto ha detto, metterà i pantaloni ma senza togliere le manette.
24:32Non gli hanno fatto nemmeno tirare sulla cerniera e mettere la cintura.
24:37Volevo dare a Sattar un bicchiere d'acqua.
24:40E il poliziotto ha detto no.
24:44Lo hanno portato fuori.
24:46Mio figlio era seduto in macchina.
24:48Gli ho sorriso, così che potesse pensare che non ero sconvolta.
24:53Pensavo che sarebbe tornato e che l'avrei rivisto.
24:58Non sapevo che me l'avrebbero ucciso in quattro giorni.
25:03Sattar è stato arrestato, torturato e ucciso
25:07perché aveva scritto sul suo blog
25:08che il sistema giudiziario iraniano è paragonabile a un mattatoio.
25:13Queste immagini sono dello stesso anno in cui è stato arrestato.
25:17Secondo Amnesty, l'Iran è il paese dove ci sono più condanne a morte del mondo, dopo la Cina.
25:28Da quando Sattar è stato ucciso, la casa di questa mamma è diventata una trincea
25:33e i video, la sua unica arma.
25:36In casa, ha fatto un altarino con le foto di tutti gli altri ragazzi morti come Sattar,
25:42uccisi dal regime.
25:44Dopo la morte di Masa Amini, la mamma di Sattar
25:47ha deciso di fare una cosa che non aveva mai fatto in pubblico.
25:55Per la nostra gioventù, dopo 80 anni, a causa di una religione che sta uccidendo le persone,
26:04io mi tolgo il velo e maledico i codardi.
26:09Sì, dico a voi se mi sentite.
26:12Siete dei codardi se non lo fate anche voi.
26:36E poi ci sono le voci di fuori, sì, perché ci sono delle persone, soprattutto gli sportivi,
26:40che possono uscire dal paese per la loro attività e allora ogni loro cenno,
26:45o anche uno sguardo, o se indossano il velo le donne, oppure no.
26:48Naturalmente tutto è importante.
26:50Il regime, lo sapete, controlla tutto, soprattutto controlla chi esce fuori,
26:54controlla dentro, addirittura abolendo l'internet, tutto, e controlla quello che succede fuori.
26:59Perché fuori tutto può essere ripreso dai circuiti internazionali,
27:03quindi lo possiamo vedere anche noi.
27:05E che cosa fa il regime?
27:07Ti minaccia?
27:07Ti minaccia di arrestarti una volta che ritorni in patria?
27:10Oppure ti minaccia dicendo guarda che i tuoi familiari stanno dentro il paese
27:14e noi possiamo fare con loro quello che vogliamo.
27:18È per questo che ci siamo chiesti come mai i calciatori non avevano cantato l'inno nella prima partita
27:25e poi a denti stretti nella seconda partita l'hanno dovuto cantare.
27:31C'è una regola per le atlete iraniane che gareggiano fuori dal loro paese.
27:41Devono rappresentare l'Iran indossando il velo.
27:50Lei si chiama el-Nas Re-Kabi e a Seoul, in Corea, al campionato asiatico di arrampicata,
27:56ad un mese dalla morte di Masa.
27:58Non porta il velo.
28:00Per l'Iran è un fatto eclatante.
28:06Finisce la gara e la scalatrice scompare.
28:11I media la cercano.
28:13L'ambasciata twitta che la sua scomparsa è una fake news
28:16e che la scalatrice sta tornando in Iran con la squadra.
28:20Tutto a posto?
28:21No.
28:25Un mese e mezzo dopo si diffondono queste altre immagini.
28:28Sono le sue medaglie.
28:30La sua casa è un cumulo di macerie.
28:33È stata battuta.
28:35Dicono che è abusiva.
28:36Il fratello di El-Nas è in lacrime.
28:38Chi gira questo video dice
28:40ecco cosa succede a chi vive in questo paese.
28:45E poi c'è lei, Nilofer Mardani.
28:48È una pattinatrice.
28:49Nilofer Mardani!
28:51Ha vinto la famosa maratona di Istanbul.
28:54Alla premiazione si è presentata così, senza velo.
28:57Con mano tremante ha aperto la zip della giacca
29:00e ha mostrato una maglietta nera, a lutto.
29:03Sopra c'è scritto il nome del suo paese.
29:06Iran.
29:09A Dubai, la nazionale iraniana di beach soccer, il calcio da spiaggia,
29:13gioca la semifinale contro gli Emirati Arabi.
29:16I loro avversari cantano l'inno nazionale, con orgoglio.
29:22I giocatori iraniani invece serrano le labbra.
29:25Non cantano l'inno.
29:27Con grande coraggio, in segno di protesta.
29:31La TV di Stato interrompe immediatamente la diretta e si torna in studio.
29:37Il giorno dopo disputano la finale contro il Brasile.
29:40Ma gli sportivi vogliono sfidare soprattutto il regime.
29:43segnano un gol e lui fa un gesto chiarissimo.
29:49Mima il taglio dei capelli, gesto ormai simbolo della battaglia per la libertà.
29:53Al loro rientro, gli atleti sono stati tutti arrestati,
29:57come riferisce il reporter Mariano Giustino nella sua rassegna stampa quotidiana a Radio Radicale.
30:02Arrestati gli eroici atleti della squadra nazionale di beach football dell'Iran appena rientrati nel paese.
30:11Ci sarà da vedere che tipo di reazione...
30:13E poi ci sono i mondiali in Qatar.
30:15A cominciare dall'inno nazionale.
30:16Lo canteranno, non lo canteranno.
30:18Non cantano l'inno.
30:19La squadra iraniana non ha cantato l'inno nazionale.
30:22In Iran arrestano un calciatore che giocava in nazionale, ma che non era stato convocato.
30:35Seconda partita.
30:37Cantano l'inno.
30:39Un giornalista tedesco chiede se sono preoccupati per il calciatore arrestato
30:44e l'ufficio stampa della squadra gli scaccia via il microfono con un colpo di mano.
30:56Allora, che cosa è successo?
30:57C'è stato uno sciopero di tre giorni, importantissimo.
31:00E allora, scrive Giustino, Mariano Giustino, scrive
31:04Durante tre giorni di sciopero generale, il governo ha bloccato ogni accesso a internet.
31:09Così la repressione è durissima, non si può vedere.
31:13E come fecero i nazisti con gli ebrei, oggi il regime della Repubblica Islamica
31:19ha marchiato i lavoratori di ogni settore per questo sciopero proprio di massa.
31:25Sulle serrande abbassate dei negozi che hanno aderito allo sciopero
31:29viene impressa la scritta «Negozio sotto osservazione».
31:33Sì, proprio come al tempo degli ebrei.
31:37Faradiba dice «La religione non è questo, è tutta un'altra cosa.
31:42Basta con la repressione, basta con il boia e basta uccidere».
31:49Sono molto orgogliosa di queste giovani donne che hanno il grande coraggio di sfidare questo regime,
31:56di togliersi il velo e di dire quello che vogliono.
32:00E il gesto simbolico del taglio dei capelli, questo è un gesto che mi commuove moltissimo,
32:06è un gesto di grande coraggio, di sfida all'attuale regime in Iran.
32:12In Iran, quando avevo incontri ufficiali con autorità religiose, anche io mettevo il velo.
32:18Ma non era obbligatorio come adesso.
32:20L'uso obbligatorio del velo e un severo codice di abbigliamento
32:24sono il simbolo del regime e degli Ayatollah,
32:27obblighi imposti da Khomeini all'indomani della nascita della Repubblica Islamica.
32:31Ma queste ragazze, figlie della nostra epoca,
32:35nate e cresciute dopo la rivoluzione, alzano la testa.
32:51Vedi, io sorrido, perché queste donne sono tanto coraggiose in questa sfida al regime.
32:57Ho visto quei video in cui i ragazzi fanno cadere in terra il turbante ai religiosi
33:04e poi vedo le foto sempre di alcuni di questi religiosi
33:07che mettono sciarpe intorno ai loro turbanti per non farseli togliere.
33:12Io ammiro davvero le ragazze iraniane.
33:14Sono incredibili.
33:18Per esempio, un'altra cosa assurda è che le donne non possono cantare di fronte agli uomini.
33:23Possono farlo solo di fronte ad altre donne.
33:26È proprio un'ossessione, quella per le donne.
33:29In un paese come l'Iran, che vanta una cultura millenaria
33:34e che ha avuto nel passato regine e imperatrici,
33:38non è bello vedere questo.
33:40Possiamo usare la parola rivoluzione?
33:43Io penso che qualcosa sia iniziato.
33:46C'è una frase dei miei compatrioti che ho sentito e che mi piace ripetere.
33:50Le pallottole e le armi non potranno fermare la tempesta che si è scatenata.
34:00E io ci credo in questo.
34:03Qualcuno dice che queste rivolte, che non hanno dei leader,
34:08sono state pilotate dagli americani.
34:11Questa rivoluzione nasce dal popolo iraniano.
34:14Certamente paesi come gli Stati Uniti, l'Europa, il Regno Unito, la Francia
34:20possono avere un beneficio da questa situazione.
34:23Ma questo movimento è completamente iraniano.
34:28Ed è partito dalle donne.
34:32Maestà, ci può spiegare una cosa difficile da comprendere per noi occidentali?
34:38Che cos'è la polizia morale?
34:41Da quando il fondamentalismo è salito al potere in Iran,
34:44le gerarchie religiose hanno cercato di controllare tante cose.
34:48Le donne, secondo loro, devono portare correttamente il velo.
34:51Devono essere vestite in un certo modo.
34:54Non si devono vedere i loro piedi.
34:56Non devono uscire con uomini che non siano i loro fratelli o padri.
35:00Le ragazze giovani non possono andare in giro con i ragazzi.
35:03Come se la religione fosse questo.
35:06La religione è molto più.
35:07Ci sono cose più importanti dei vestiti delle donne.
35:10Questa è la polizia morale, purtroppo.
35:14Per essere un buon essere umano ci sono tante cose che si possono fare piuttosto che coprirsi i capelli.
35:23Ma non c'è solo la questione del velo.
35:26Gli iraniani che hanno avviato la rivolta sono anche insoddisfatti nei confronti del regime.
35:33Nel nostro paese, moltissima gente, la maggior parte degli iraniani, soffre la fame, non ha cibo, non ha lavoro,
35:40mentre i cosiddetti leader politici e i membri del clero sono corrotti, hanno molto denaro.
35:47Sono loro che hanno distrutto il nostro paese, che era un paese ricco.
35:51Hanno distrutto il territorio, le foreste, la qualità dell'acqua.
35:55Ed è per questo che le persone con grande coraggio si stanno ribellando.
35:59Gli attivisti per i diritti umani hanno dato una cifra.
36:0358 bambini uccisi.
36:0558 bambini.
36:07Che cosa ne pensa lei?
36:10È incredibile.
36:12Non so cosa passi per la testa dei miei compatrioti, ma è inconcepibile.
36:16Uccidere bambini, donne, centinaia di uomini, insegnanti, avvocati, lavoratori.
36:25Ci sono migliaia di persone in carcere per aver protestato.
36:29La cosa terribile è che negli ospedali non c'è abbastanza sangue per i feriti
36:33e a volte i corpi delle vittime non vengono neanche restituiti alle famiglie.
36:39Non so chi abbia indottrinato i miei compatrioti per farli diventare così.
36:44In questo momento in Iran ci sono delle persone che sono state arrestate
36:48e che rischiano la pena di morte per dei reati di protesta.
36:53Che cosa ne pensa della pena di morte?
36:56Questo fatto è terribile.
36:58Io non voglio che la gente venga uccisa.
37:01Chi governa il nostro paese non ha cuore, non ha sentimenti.
37:06Vuole solo rimanere lì e mantenere il proprio potere.
37:10Non voglio che la gente venga uccisa.
37:13Faradiba è una madre che ha sofferto, ha perso due figli.
37:19Le mostriamo le immagini di una mamma iraniana
37:22che dopo aver pianto la morte di un figlio
37:24chiede la liberazione dal carcere di un'altra sua figlia.
37:28Che cosa vorrebbe dire a questa donna?
37:33Io a questa donna dico ti ammiro, penso a te e ti ammiro
37:37perché stai lottando per i tuoi figli, per la tua famiglia, per i tuoi diritti.
37:43Non perdere mai la speranza perché alla fine la luce triunferà sulle tenebri.
37:48Che cosa le manca di più dell'ira a livello personale?
37:51Quello che mi manca sono i miei compatrioti, il cielo, le montagne, il sorriso della mia gente.
37:59Tutto.
38:00L'Iran è un paese che ha una grande storia, una cultura millenaria e ha tante possibilità di progredire.
38:08Nel passato l'Iran era più avanti di tanti altri paesi della nostra area
38:11e oggi qualcuno vorrebbe addirittura dividerlo.
38:14Prima di congedarci, la regina Fara ci tiene a ribadire anche la posizione di suo figlio primogenito,
38:20il principe Reza Ciro Palavi.
38:23Vuole che l'Iran sia un paese libero, che mantenga l'integrità territoriale,
38:28che ci sia democrazia e separazione tra religione e governo,
38:31che le donne possano tornare a essere libere.
38:35Quando l'Iran sarà libero, saranno gli iraniani a scegliere che tipo di governo vorranno.
38:41L'incredibile sollevazione delle donne e dei giovani iraniani contro i guardiani della rivoluzione
38:46è il segnale che una generazione chiede di poter scegliere liberamente.
38:52Quello che spero è che arrivi la libertà per l'Iran.
38:56Questa è la cosa più importante per me.
38:58Se questo avverrà quando non sarò più in vita, pazienza.
39:01L'importante è che avvenga.
39:04Gli occhi color della notte diventano lucidi
39:07e l'imperatrice in esilio si rivolge al popolo iraniano.
39:11Non perdete la speranza.
39:15La libertà arriverà grazie alla vostra forza, al vostro coraggio.
39:22Come dico sempre, la luce triunferà sulle tenebre
39:27e l'Iran risorgerà dalle proprie cenere.
39:33Chi prenderà il potere se la rivoluzione, questa poterestà, non verrà repressa nel sangue?
39:39Soprattutto c'è un leader in questa voglia di cambiamento?
39:43Lo abbiamo chiesto a Mariano Giustini.
39:46Queste manifestazioni sono senza leadership e sono anche paradossalmente più insidiosi per il regime,
39:56più difficile da reprimere, perché prima il regime incarcerava, arrestava, prendeva i capi,
40:04li incarcerava, li torturava, magari li condannava anche a morte e finiva tutto.
40:10Adesso invece ne arresti uno e ce ne sono tanti altri,
40:15perché nessuno è il leader e tutti sono i leader di questa rivoluzione.
40:20Non è un punto di debolezza, è un punto di forza, perché i giovani vogliono superare la Repubblica Islamica,
40:31vogliono la de-islamizzazione delle istituzioni,
40:35per fondare un'istituzione democratica, laica, fondata sullo Stato di diritto e sul rispetto dei diritti umani.
40:43Loro dicono chi sono i nostri leader, i nostri leader sono coloro i dissidenti che marciscono nelle prigioni iraniane,
40:54quelli che sono stati, che vengono torturati perché si sono ribellati pacificamente
41:03e che hanno manifestato la loro voglia di libertà e di far sì che questo paese sia un paese libero.
41:12Questi sono i nostri leader, con questi costruiremo il nuovo Iran, le nuove istituzioni in Iran.
41:24Eh sì, perché l'orrore si è abbattuto anche su un bambino.
41:32Si chiamava Kion, amava il calcio, ed era un piccolo ingegnere.
41:43È in macchina con i genitori, c'è un posto di blocco e manifestanti.
41:48Kion viene colpito.
41:51Il governo, tramite l'agenzia IRNA, diffonde un comunicato.
41:55Il bimbo è stato ucciso dai terroristi che pensavano che nell'auto ci fossero dei poliziotti.
42:01Ma davanti alla folla a corsa ai funerali del figlio, la mamma spiega cos'è successo davvero.
42:08Non sono stati i terroristi, ma quelli della polizia.
42:12Ora ve lo racconto.
42:13Stavamo tornando a casa dal villaggio.
42:16Da una parte c'erano i poliziotti.
42:18Siamo andati avanti e davanti c'erano i manifestanti.
42:21Qualcuno dalla parte dei poliziotti ha urlato
42:24«Tornate indietro!»
42:26Siamo tornati indietro.
42:27E avevamo i finestrini chiusi.
42:29E arrivati davanti a loro, hanno iniziato a sparare.
42:32Il mio figlio più piccolo è riuscito a nascondersi sotto il sedile e a salvarsi.
42:37Ma Kion no.
42:45Ma dopo i funerali, devono averle chiesto di correggersi.
42:51Kion è morto, ma lei ha un altro bambino e ha sicuramente paura.
42:55L'hanno messa davanti ad una telecamera per dire una verità che piaccia al governo.
43:01Lancia uno sguardo di lato.
43:02Forse c'è un suggeritore.
43:05«In nome di Dio, sono la mamma di Kion Pirfalak.
43:09Io e la mia famiglia stavamo andando in macchina a Gosar.
43:12A un certo punto ci hanno sparato.
43:14Kion era in macchina con noi.
43:16Gli hanno sparato i terroristi».
43:18E siccome aveva detto ben altro al funerale e sui social,
43:22ecco che dice che non è lei a scrivere.
43:25«Vi prego, non abusate delle mie parole o di quello che metto sui social.
43:30Se qualcuno ha messo qualcosa, non ero io.
43:33Da quando è morto mio figlio, non so dov'è il mio telefonino».
43:38Dice che non ha più il telefonino,
43:40che qualcuno sta pubblicando sui social al posto suo.
43:43Dice anche che Kion è stato ucciso dai terroristi.
43:47Ma la famiglia di Kion ha avuto le idee chiare sin da subito.
43:52Non hanno neanche portato il suo corpo in obitorio
43:54per paura che glielo rubassero.
43:57Il corpo di Kion avrebbe detto di chi erano i proiettili.
44:02Se lo sono portati a casa e aiutati dai vicini,
44:05lo hanno messo nel ghiaccio.
44:08L'unico giornale che ha messo in dubbio la versione del governo
44:11è stato chiuso.
44:16«Kion aveva solo nove anni.
44:28Da grande, voleva fare l'inventore.
44:43E se tutto questo vi fa orrore,
44:48marcia anche tu».
44:49Lo slogan per la manifestazione di domani
44:52indetta dai radicali è una marcia.
44:55Si svolgerà a Roma.
44:56L'appuntamento è alle 10 a Piazza della Repubblica.
45:01La marcia per i diritti umani per tutti e ovunque.
45:05Grazie per averci seguito.
45:07Buonasera.

Consigliato