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Milano, 20 mar. (askanews) - Fondazione ICA Milano espone nella project room per la prima volta in assoluto tre opere tratte dalla serie 52 Ludlow realizzate da Giovanni Stefano Ghidini, parte di un ampio progetto sviluppato dall'artista nell'arco di venticinque anni. A partire dal 1997, sul tetto di un edificio al 52 Ludlow Street nel Lower East Side di New York, Ghidini ha coltivato girasoli cresciuti fino a due metri di altezza, trasformandoli in presenze monumentali e antropomorfe. In questi anni l'artista ha costruito un vasto archivio di negativi. Nel 2022 Ghidini ha iniziato a realizzare stampe al platino in collaborazione con un maestro stampatore. Gianni Ghidini è un fotografo il cui lavoro, per decenni, è stato silenzioso e privato. I girasoli diventano i suoi autoritratti. L'artista ha raccontato ad askanews: "Sono Giovanni Stefano Ghidini, vivo a New York e questo è quello che faccio. Sono venticinque anni di lavoro che ho fatto sopra un tetto di Chinatown a New York: per 25 anni ho piantato dal seme e poi ho scolpito la pianta fino ad arrivare quasi alla morte della pianta e alla fine l'ho fotografata. È un percorso che ogni anno dura tipo nove mesi. È stata dura ma insomma ce l'abbiamo fatta. Richiede molto tempo, il tempo in questo caso è un tempo che è completamente diverso dal tempo reale. Ci vuole molta pazienza, grande pazienza e poi non puoi andare da nessuna parte, devi stare lì tutti i giorni perché la pianta magari la devi girare leggermente per dargli le forme. Ora arriva la parte della stampa, perché per venticinque anni non ho mai stampato nulla, ho raccolto tutti i negativi e ora c'è il lavoro di editing e il lavoro di editing probabilmente mi porterà via altri cinque sei, sette o dieci anni. Per cui è un lavoro che alla fine durerà probabilmente quasi tutta la vita. La stampa è al platino ed è molto complicata da fare, molto anche costosa. Una persona che arriva a New York in cima un palazzo a Chinatown, in un posto isolato dove non conosce nessuno. È la vita di un emigrante italiano. Tutto abbastanza autobiografico quello che racconto. I momenti della mia vita da emigrante negli Stati Uniti. Questo è il senso del lavoro". Le tre opere di 52 Ludlow selezionate da Giovanni Stefano Ghidini con la curatela di Alberto Salvadori restano visibili nella project room di Fondazione ICA fino al 23 maggio 2026.Fondazione ICA Milano ringrazia Banca Intesa Sanpaolo, sponsor ufficiale della Fondazione, Valsoia ed Enel per il supporto alla programmazione e alle attività istituzionali.

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00:00Sono Giovanni Stefano Ghidini, vivo a New York e questo insomma è quello che faccio.
00:0625 anni di lavoro che ho fatto sopra un tetto di Chinatown a New York, per 25 anni ho praticamente
00:15ho piantato dal seme e poi ho scolpito la pianta fino ad arrivare quasi alla morte della pianta
00:24e alla fine l'ho fotografata, è un percorso che va ogni anno, dura tipo 9 mesi, è stata
00:36dura ma insomma ce l'abbiamo fatta, richiede molto tempo, il tempo in questo caso è un
00:43tempo che è completamente diverso dal tempo reale, sì molta pazienza, grande pazienza
00:53e poi non puoi andare da nessuna parte, devi stare lì tutti i giorni perché la pianta
00:59magari la devi girare leggermente per dargli le forme.
01:02Ora arriva la parte della stampa perché per 25 anni non ho mai stampato nulla, ho raccolto
01:08tutti i negativi e ora c'è il lavoro di editing, il lavoro di editing probabilmente mi porterà
01:15via altri 5, 6, 7 anni, 10 anni, per cui è un lavoro che alla fine durerà probabilmente
01:21quasi tutta la vita, stampa il platino per cui è molto complicata da fare, molto anche
01:26costosa, una persona che arriva a New York in cima in Chinatown in un posto isolato dove
01:36non conosce nessuno, è la vita di un emigrante italiano, è tutto abbastanza autobiografico
01:42quello che racconto, i momenti della mia vita da emigrante negli Stati Uniti, questo è
01:47il senso del lavoro.
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