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  • 1 minuto fa
Trascrizione
00:03Da stamattina sono davanti al Ministro della Giustizia con un cartello in mano.
00:08Non è una protesta rumorosa, sono semplicemente qui come una cittadina che chiede di poter esercitare il diritto più semplice
00:15e fondamentale di una democrazia.
00:17Votare.
00:18Sono una studentessa fuori sede, vengo da un paesino molto piccolo, uno di quei luoghi dove tutti si conoscono e
00:25dove spesso il senso della partecipazione civica sembra molto lontano.
00:29Come tanti ragazzi e ragazze della mia generazione io studio e lavoro contemporaneamente, pago un affitto, cerco di mantenermi, faccio
00:38i conti con il posto della vita in una grande città.
00:42Eppure oggi mi trovo davanti a una scelta che non dovrebbe esistere in un paese democratico, scegliere tra tornare a
00:47casa per Pasqua o tornare a casa per votare.
00:51Per partecipare a questo referendum dovrei spendere più di 140 euro tra treni e spostamenti.
00:57Per qualcuno potrebbe sembrare una città modesta, per molti studenti non lo è affatto.
01:02Per me infatti significa due settimane di spesa, una bolletta pagata con fatica, quattro turni di lavoro in più.
01:09Significa che il diritto di voto diventa, nei fatti, un diritto condizionato dalla disponibilità economica invece che garantito a ogni
01:18cittadino e cittadina nello stesso modo.
01:21Signor Presidente, io continuerò a studiare, a lavorare e a credere in questo paese, ma la democrazia basta anche per
01:28un gesto più semplice, una scheda, una matita, una voce.
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