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  • 14 hours ago
The documentary recounts the brief yet intense "beat" epic of a group of young climbers who, from 1973 to 1975, brought the restless and creative climate of '68 to the rocks and revolutionized the traditionalism of the Piedmontese and Italian mountaineering world. It's an initiatory journey for a tribe of young rebels who, inspired by the theories of Gian Piero Motti, experienced their mountaineering season as an inner torment, some discovering yoga and some marijuana, some rapt with ecstasy and others with rage. A season lived to the sound of Bob Dylan and Popol Vuh, with a profound recklessness towards life. The climbs became true explorations charged with symbolic and visionary meaning, along routes baptized with evocative names: Cannabis, Fessura della Disperazione, Strapiombi delle Visioni, Diedro Sanchez.
Transcript
00:09Per noi l'alpinismo, la montagna era un momento di libertà.
00:13Avevamo l'idea di essere diversi e di voler essere diversi da quella che è la tradizione.
00:18Per essere diversi avevamo sposato un po' il mito dei californiani.
00:22Alcuni di noi si prendevano abbastanza sul serio, alcuni altri erano un pochettino più rilassati con se stessi.
00:30Erano un po' presuntuosetti diciamo, però bravi, molto più bravi degli altri.
00:35Il nostro gruppo era un po' così, un po' diciamo un gruppo di selvatici.
00:44Cosa si doveva fare per vincere in montagna, per far parlare di sé, per scriverne sulle riviste?
00:50Non potevi più, se andavi a fare la nord del Cervino e si era esaurito il vocabolario.
00:55Delle pedule, le famose scarpette Pierre Allain o Leiby, se gli si voglia, furono la pietra dello scandalo.
01:07Non sembrava vero, alla mediocrità alpinistica in campo, che qualcuno potesse rinunciare al vecchio scarpone.
01:15Ma tutto tempo, marciato.
01:17Per queste robe da americani, droghetti, californiani, cappelloni, bastardi, pederasti, possibilmente, tra uomini, cappelloni.
01:30Galante era giovane, quindi questo già dice molte cose.
01:39Per me è stato un grande amico, è stata la forza motrice di questo gruppo, l'energia che ha spinto
01:46al rinnovamento, alla voglia di cercare cose nuove.
02:07Mi ricordo che lui mi diceva, io tanto so che morirò in montagna perché questa è la mia vita e
02:14quello che io voglio che si compia.
02:21Amavamo la nostra vita, la trattavamo come sacra, non la vendevamo sui banchi della Fiat, neanche su quelli della stampa,
02:27neanche su tutte le altre possibilità che il nostro padrone ci offre, ma eravamo disinteressati.
02:38Eravamo borghesi o eravamo religiosi?
03:02Eravamo borghesi o eravamo religiosi?
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