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Trascrizione
00:05Benvenuti a 5 giorni sui mercati.
00:07Facciamo il punto dopo due settimane di guerra in Iran e Medio Oriente.
00:11Le piazze finanziarie globali restano in bilico in assenza di segnali di visibilità sulla normalizzazione del conflitto.
00:18Tensioni geopolitiche ma anche tensioni finanziarie con impatto su Wall Street
00:22sono riemerse le criticità nel private credit intorno ai grandi gestori statunitensi.
00:28Intanto il focus dei mercati è rimasto concentrato sullo stretto di Hormuz
00:33bloccato nelle mani dell'Iran con il petrolio che ha toccato punte fino a 120 dollari al barile
00:39presso in aumento del 50% rispetto a febbraio.
00:43Il blocco del Golfo tuttavia non impedisce al petrolio iraniano di viaggiare verso Cina e India.
00:49In particolare Pechino ha già accumulato nel tempo riserve a livelli record per far fronte allo shock medio orientale.
00:57Partiamo allora dalla Cina e diamo il benvenuto in collegamento da Hong Kong a Federico Bazzori,
01:03Executive Chairman di Eight Capital Partners, noto banchiere di fama internazionale
01:08focalizzato sui capital markets asiatici e medio orientali.
01:13Grazie per essere con noi e benvenuto Federico.
01:16Grazie Marina, a voi.
01:18Vado dritta al punto.
01:19Il governo di Pechino sta mettendo in sicurezza il paese sia dal punto di vista energetico che finanziario.
01:26Allora le chiedo in base a quella che è la sua visibilità intanto sull'impatto della guerra in Iran.
01:32Lei che prospettive vede per i capital markets da Hong Kong?
01:39Sicuramente tensione, sicuramente preoccupazione sull'aumento che ho per i tuoi inflazionisti,
01:48l'aumento del prezzo del petrolio, quindi c'è molta preoccupazione sui mercati dal punto di vista dei flussi finanziari.
01:55Però non incitiva, devo dire, negatività, attesa per l'evoluzione,
02:01chiaramente molta preoccupazione su Middle East, però direi non panico,
02:07sicuramente non panico, non se lo offro,
02:09abbastanza attesa e valutazione su quelli che sono gli eventi più importanti.
02:14Quindi diciamo che siamo un po' più rispetto agli altri mercati in questo momento.
02:20Facciamo il quadro sull'impatto della guerra dal punto di vista cinese,
02:24perché la Cina avrebbe già iniziato a ridurre l'esposizione finanziaria nel Golfo.
02:30Allora, come valuta lei Federico questa inversione di trend e dei flussi?
02:39Diciamo che di nuovo il problema più importante in questo momento è
02:43quale sarà il sviluppo del conflitto,
02:50il tipo di problematiche avrà la Cina,
02:54come farà ad importare,
02:57e quindi la preoccupazione oggi più che altro sui flussi finanziari
03:01è legata ai flussi della materia prima.
03:05La Cina non sembra molto preoccupata in questo momento,
03:09non sta entrando assolutamente nel quadro politico,
03:15quindi si sta tenendo molto neutrale,
03:17questo direi abbastanza positivo,
03:19diciamo che sta seguendo molto pragmaticamente l'evoluzione del conflitto
03:24e non sta facendo nessun invento né politico né in questo momento economico.
03:29Naturalmente l'interesse è quello di proteggere il capitale cinese
03:36e le agenzie internazionali hanno riferito comunque di questa situazione
03:42legata anche all'esposizione sia in termini di prestiti della Cina in Medio Oriente
03:48ai paesi del Golfo sia per quanto riguarda proprio il collocamento del debito
03:54dei paesi del Golfo nelle mani della Cina,
03:57quindi avrebbe iniziato comunque a prendere delle misure, le risulta?
04:03Assolutamente sì, sicuramente c'è una chiusura
04:06o comunque un rallentamento sull'influsso finanziario
04:11o comunque la parte di allocation di credito verso il Middle East.
04:15La Cina ha ralentato negli ultimi giorni e sta seguendo molto da vicino
04:23quello dell'evoluzione del conflitto.
04:26Come sapete bene c'era un grosso flusso finanziario,
04:29un grosso flusso di capitali tra Cina e Saudi Arabia che si è ralentato,
04:34c'era un grosso flusso tra Cina e Abu Dhabi e anche paesi del Golfo.
04:40In questo momento sicuramente non dico bloccato ma sicuramente ralentato
04:45per cui ha molta attenzione all'evoluzione del conflitto
04:49e la Cina sta chiudendo un po' Ordone.
04:53Sta chiudendo, quindi questa è una mossa che potrebbe avere comunque
04:57un seguito nel medio periodo?
05:03Assolutamente sì, il corridoio che era stato aperto in maniera molto positiva
05:10fra Cina e UAI e oggi in watching, in attesa, diciamo abbastanza in valutazione.
05:21Il conflitto sta infattando l'economia, i risursi di capitali tra Cina e Middle East
05:28che continuerà sicuramente, a meno che non c'è chiarezza molto rapida,
05:32che non credo sarà probabilmente plausibile.
05:36Quindi anche lei ipotizza tempi di normalizzazione più o meno lunghi?
05:45Abbastanza lunghi.
05:47Indipendente dell'evoluzione del conflitto,
05:50indipendente appunto quanto lungo ha questo periodo di deligeranza tra i vari paesi.
05:59Quindi la Cina in questo momento sta subendo un presente neutrale,
06:02ma molto fermo, quindi non sta aumentando i risulti di capitali.
06:07Certo, il segnale è abbastanza chiaro perché rispecchia il clima di avversione al rischio
06:13e la Cina tra l'altro ha appena presentato il nuovo quindicesimo piano quinquennale 2026-2030.
06:21Questo piano punta a questo punto su una priorità, la sicurezza energetica, è così?
06:30Assolutamente sì, bravo, ma proprio quello è il punto.
06:32Oggi la Cina sta puntando molto sull'indipendenza energetica.
06:37C'è una grossa spinta sulla parte di new energy, quindi la parte di solar, la parte di wind.
06:45La Cina sta dicendo nucleare anche.
06:48La Cina sta dicendo che noi vogliamo proseguire sulla parte di autonomia energetica.
06:55Non è facile, però il programma è quello.
06:58Senta, sappiamo quanto sia dipendente la Cina dal petrolio iraniano e arabo.
07:03Però le chiedo, quanto è realistica una Cina meno dipendente dal golfo nel giro di cinque anni?
07:14Non facile, devo dire, non facile.
07:17La Cina aveva, come ben sapete, molto chiari sia con paesi oggi nel conflitto,
07:26quindi Iran soprattutto e con paesi Middle East.
07:28Non è sicuramente indipendente da questo conflitto, ha una dipendenza etica oggi abbastanza forte,
07:37per cui in cinque anni non sarà facile creare un'autonomia cinese.
07:42Quindi probabilmente su altri mercati, l'evoluzione oggi del conflitto è abbastanza importante per la Cina.
07:48Si dice che in base alle riserve record che ha accumulato Pechino, il paese ha un'autonomia di 200 giorni,
07:56in caso di shock energetico globale.
08:00Mi confermerebbe queste stime?
08:05Molto, un po' conservativa, secondo me un po' più lunga,
08:08io direi almeno un anno e mezzo, più di 200 giorni, quello che l'ha detto anche noi.
08:15Però chiaramente gli effetti oggi di aumenti dei prezzi sono abbastanza imponderabili.
08:22Dipende da quanto troppo il petrolio andrà negli ultimi giorni.
08:27Sicuramente lei ha un'aspettativa su questo punto in particolare, sulle quotazioni?
08:35Io credo che oggi a meno di 150 dollari non sarà facile vedere il prezzo del crude oil
08:44nei prossimi giorni o settimane.
08:49Il conflitto non sembra avere breve durata, per cui il prezzo non potrà che aumentare.
08:54Purtroppo questo è un'aspettazione importante e purtroppo questo durerà il dollaro.
08:58Quindi ci sono effetti collaterali molto importanti.
09:01Sicuramente non vedo un prezzo sotto i 150 oggi.
09:06La guerra ha frenato anche le IPO a Hong Kong, dottor Bazzoni.
09:10Quindi si prevedeva un 2026 spumeggiante per le IPO sulla piazza di Hong Kong.
09:16Ma che impatto avranno, a suo giudizio, le tensioni in Medio Oriente sui mercati asiatici in prospettiva?
09:23Ma questo devo dire la verità, non sono d'accordo.
09:28Purtroppo, per fortuna, la pipeline di IPO è forte.
09:33Ci sono oggi, lì, l'attesa, almeno 250 IPO.
09:37E' un continuo ex del mercato oggi in Asia, da punti di IPO.
09:42L'unica novità importante emerge negli ultimi giorni è che le autorità di Hong Kong hanno fatto uno step up
09:54molto importante
09:55sul controllo del flusso dei mercati e il controllo della stipulazione su IPO.
10:02Ci sono state ieri due manovre, due provvedimenti importanti legati a manipolazione dei mercati.
10:12Le unità importanti, Citig e Wotai, sono state investigate proprio per manipolazione legata a IPO.
10:20Per cui c'è sicuramente un atteggiamento dell'autorità molto forte sul controllo di qualità dell'IPO.
10:27Però il flusso di per sé è ancora molto importante, un pipeline molto forte.
10:33Per cui più controllo, più, direi, valutazione sulla qualità.
10:40Però credo che ancora costa ancora, forse, il mercato mondiale più importante sull'IPO per i prossimi sei mesi.
10:45A fine mese il Presidente Xi Jinping e Donald Trump si incontreranno a Pechino.
10:51Tappa unica, è confermato?
10:54È confermato, è confermato da ovviamente voci, rumori, speculation, ma comunque il mitico è confermato.
11:03È confermato, credo, abbastanza importante, tra l'altro come il timing politico.
11:08Quali sono le aspettative, alte o basse?
11:11E poi l'ultima domanda, come potrebbe evolvere dal suo punto di vista questo decoupling tra Cina e Stati Uniti?
11:25Chiaramente, come avete letto, visto, sentito, il conflitto bergico sta impattando molto la Cina,
11:34per cui indirettamente l'America ha probabilmente lanciato anche un confronto forte economico sulla Cina
11:42per il controllo di materie prime e quindi non vedo in questo momento una distensione nei rapporti,
11:52vedo ancora molte persone fra Cina e Cina, o perlomeno sulla parte apparente di mercati.
12:01A breve sicuramente non ci sono segnali per un ammorbidimento della tensione,
12:10quindi a mio avviso per i prossimi 6-9 mesi vedremo ancora un conflitto abbastanza forte fra Cina e America.
12:20Naturalmente sul tavolo, oltre all'Iran, c'è Taiwan e poi la questione dei Dazi,
12:26quindi capiremo anche se riusciranno in tutto questo contesto di caos mondiale
12:32a chiudere anche dei contratti tra società americane e governo cinese.
12:39Mi fermo qui per ora, grazie, molte grazie Federico Bazzoni,
12:42Executive Chairman e Capital Partners in collegamento da Hong Kong.
12:46Grazie a voi.
12:48Arrivederci a presto.
12:49Allora, noi andiamo avanti per fare il punto sugli scenari dell'economia globale
12:55e soprattutto sull'impatto della guerra con un foco sul petrolio,
12:59aspettative di inflazione e prospettive macroeconomiche.
13:03È un grande piacere avere con noi Marco Valli, Cif Economist di Unicredit.
13:07Benvenuto, grazie per essere qui.
13:10Grazie a voi dall'invito.
13:11Dottor Valli, allora il momento è storico sotto certi aspetti
13:16anche per le quotazioni del petrolio perché era da quattro anni
13:20che non si vedeva il Brenta sopra i 100 dollari.
13:23I governi del G7 provano a intervenire con le riserve
13:27ma il mercato guarda lo stretto di Hormuz.
13:30Si può ancora parlare di shock temporaneo?
13:35Ovviamente dipende tutto dalla durata del conflitto
13:37e da quanto tempo ci vorrà per normalizzare l'offerta di petrolio.
13:42Questo vuol dire normalizzare, riparare le infrastrutture danneggiate
13:46e riaprire ai flussi commerciali lo stretto di Hormuz.
13:51Quindi dipende tutto da questo.
13:52Ovviamente gli Stati Uniti in questo giocano un ruolo fondamentale.
13:55La nostra assunzione, la nostra idea è che l'amministrazione statunitense
14:00voglia cercare di trovare una via di uscita
14:02perché questa è una guerra che costa molto non solo dal punto di vista finanziario
14:07ma anche e soprattutto dal punto di vista della ricaduta domestica
14:11in termini di frattura all'interno del partito repubblicano
14:16e con un'inflazione che rialzerà la testa a seguito dell'impegnata del prezzo del petrolio
14:21ovviamente questo avrà anche un impatto negativo per quanto riguarda il supporto
14:27soprattutto le fasce di reddito più disagiate
14:32che sono quelle che soffrono maggiormente gli shock inflattivi.
14:36Quindi l'idea, lo scenario centrale è che Trump cercherà una via di uscita
14:41il prima possibile, il rischio principale è che possano riuscirci
14:46o ci siano degli eventi che possano costringerlo a rimanere impegnato
14:52e non riuscire a liberarsi e questo ovviamente è uno scenario assolutamente negativo
14:58perché protrarrebbe l'incertezza e protrarrebbe i livelli elevati di prezzo dell'energia
15:04che potrebbero probabilmente anche salire ulteriormente dai livelli attuali.
15:07Quello che osservo è che al momento il mercato sta ancora scontando
15:11sta ancora apprezzando uno scenario tutto sommato costruttivo
15:14vediamo che la reazione dei mercati finanziari è rimasta composto
15:18vediamo che la curva future del petrolio è molto invertita
15:21segnala ovviamente un rallentamento
15:24da qui a fine anno i prezzi sono visti, il petrolio è visto intorno ai 75 dollari al barile
15:29uno scenario che sembra ragionevole
15:31che però incorpora un premio a rischio geopolitico
15:35che rimane ovviamente superiore a quello del periodo pre-guerra.
15:40Una cosa voglio dire, per noi in Europa non guardiamo solo il petrolio
15:44ma anche il gas perché nel 2022 è stato soprattutto il gas
15:48che si è assessato su livelli molto superiori a quelli attuali
15:51e che ha pesato maggiormente sulla dinamica inflazionistica europea.
15:55Quindi nella sua view, dottor Valli, non vede l'ipotesi di petrolio higher for longer?
16:03Vedo il rischio, ovviamente questo rischio c'è
16:08qualora dovessimo muoverci in linea con i futures
16:13quindi un allentamento graduale delle tensioni
16:17questo avrebbe un impatto, diciamo così, benefico
16:21perché l'impatto sulla crescita sarebbe tutto sommato limitato
16:25quello sull'inflazione potrebbe essere riassorbito nel giro di un anno
16:28però c'è anche ovviamente il rischio di uno scenario
16:30in cui i prezzi rimangono elevati
16:33o soprattutto quello del gas possono salire ancora dai livelli attuali
16:37a quel punto avremmo a che fare con numeri di crescita
16:41che soprattutto in Europa andrebbero rivisti sostanzialmente a ribasso
16:44e con numeri di inflazione probabilmente in Europa superiore al 3%
16:48e con il rischio concreto che l'ABC possa prendere dei provvedimenti in senso restrittivo.
16:56Ecco, quindi se posso chiederle in maniera ancora più mirata
17:00qual è il vostro scenario migliore e peggiore sulle quotazioni di petrolio e gas?
17:04Sì, sullo scenario diciamo quello centrale su cui lavoriamo
17:09è che torniamo in area 70-75 dollari al barile da qui a fine anno
17:13sull'assunzione che questo sia un conflitto destinato a durare poco, qualche settimana
17:19e assumendo che poi parta immediatamente una fase di normalizzazione
17:24seppure non immediata però parta una normalizzazione delle infrastrutture energetiche
17:29del traffico, uno riavvio del traffico nello stretto di Hormuz.
17:35Lo scenario peggiore è un scenario in cui i prezzi del petrolio possono
17:41o rimanere su questi livelli o salire ulteriormente
17:44e il prezzo del gas possa salire dai livelli attuali verso 100 euro a megawattora
17:51in questo caso, ripeto, probabilmente in Europa avremo a che fare con numeri di inflazione
17:56che da qui al prossimo 9 mesi o un anno saranno intorno del 3-4%.
18:02Quindi le aspettative di inflazione vengono già in qualche modo rivisitate?
18:08Sì, noi le abbiamo comunque dovute rivedere pur assumendo questo progressivo allentamento
18:13dei prezzi dell'energia, le abbiamo comunque dovute rivedere perché lo shock è già in essere
18:20e si manifesterà poi sui numeri di inflazione da qui almeno per il prossimo anno.
18:26Per essere più concreti, se guardiamo l'inflazione europea, noi fino a due settimane fa avevamo
18:33un'inflazione che rimaneva stabilmente sotto il 2%, leggermente sotto il 2% nel corso del prossimo anno e mezzo,
18:40nel giro di due settimane, adesso siamo passati a uno scenario in cui l'inflazione risale
18:45sopra il 2% già nella prossima lettura e poi di fatto si assesta per il resto dell'anno
18:52in un intervallo tra il 2,5% e il 3%, quindi non una revisione drammatica, però è una revisione
18:59importante,
19:00ripeto, questo già assumendo che ci sia comunque a breve un allentamento delle tensioni sui prodotti energetici.
19:06La parola stagflazione, dottor Valli, è riapparsa nel dibattito internazionale, economico in particolare,
19:14quindi le chiedo quanto è rilevante a suo avviso il rischio energetico come potenziale shock macroeconomico
19:21per l'Europa e anche a livello globale?
19:25Diciamo subito che lo shock energetico ha un impatto asimmetrico, gli Stati Uniti sono tra le principali economie
19:31e quello è che sarà impattato meno, perché ovviamente sono esportatori netti di energia.
19:37L'Europa è tra i blocchi maggiormente impattati, così come i paesi emergenti.
19:43I paesi emergenti ancora di più perché non solo dipendono molto dall'energia importata,
19:47ma anche hanno un modello di crescita che è molto basato, molto energy intensive, come si suol dire.
19:52Quindi il rischio è un rischio reale, è un rischio che secondo me è presente soprattutto sul versante inflazionistico,
19:57anche se dovessimo entrare in uno scenario avverso di prezzi energetici che rimangono alti a lungo,
20:08io non vedo un significativo rischio di recessione, neanche in Europa.
20:13Vediamo una crescita molto più debole sicuramente, probabilmente una stagnazione, ma non una recessione,
20:19perché fortunatamente comunque la crisi ha colpito in una fase in cui l'economia europea tutto stommato
20:26stava andando abbastanza bene. Soprattutto c'è un supporto fiscale importante per quanto riguarda
20:31l'Europa meridionale ed orientale abbiamo Next Generation EU, per quanto riguarda la Germania
20:38abbiamo il bazooka fiscale. Quindi questo in qualche modo dovrebbe dare una certa resilienza
20:42ed evitare uno scenario recessivo anche in caso di prezzi dell'energia che si mantengano elevati
20:48per un periodo di tempo prolungato.
20:49Come dicevo, gli Stati Uniti sono messi meglio perché questo è uno shock che tutto sommato
20:53al loro interno non cambia molto la crescita del PIL, sicuramente avrà un impatto sull'inflazione,
20:59ma la crescita tutto sommato non cambia molto, c'è una ridistribuzione di ricchezza ovviamente
21:04da chi consuma petrolio, da chi, le imprese che utilizzano il petrolio come fattore produttivo,
21:13i consumatori ovviamente, questi vedranno un deterioramento della loro posizione
21:17e sarà in buona parte forse compensato dal miglioramento invece di chi produce petrolio e petrolio.
21:24E poi non dimentichiamoci che gli Stati Uniti prima di questo shock avevano comunque
21:29numeri di crescita decisamente buoni, una fotografica fiscale molto troppo,
21:33da un mio punto di vista, espansiva, un ciclo dell'intelligenza artificiale
21:37che stava dando sostegno al CAPEX e che penso continuerà,
21:40e consumi che tengono bene, se non ci sarà una forte correzione dei mercati azionari,
21:46prevedo che queste variabili rimangano comunque, rimangano in grado di sopportare la crescita economica
21:52e come dicevo le borse americane sono quelle che hanno reagito in maniera più composta
21:58proprio riflettendo il grado di asimmetria di questo shock.
22:01Le banche centrali devono nuovamente affrontare il dilemma crescita e inflazione.
22:06La prossima riunione per la Fed e per la BCE tra il 18 e il 19 marzo.
22:12La BCE in particolare si trova in un vicolo stretto, quindi combattere i prezzi o difendere la crescita?
22:19Quale sarebbe la sorpresa peggiore?
22:25Aspettative di inflazione più alte o taglio delle stime di crescita?
22:30Allora, dal mio punto di vista le stime di crescita saranno tagliate ma non in maniera particolare,
22:37almeno per adesso ci sarà probabilmente una revisione più significativa sul fronte dell'inflazione.
22:45Cosa vuol dire questa per la politica monetaria della Banca Centrale Europea?
22:49Anzi, quasi tutto dipenderà da dove andranno le aspettative di inflazione di lungo periodo,
22:56cioè quelle che sono più lontane dal periodo in cui si verifica lo shock,
23:01perché sono quelle che ti danno poi effettivamente una misura di quello che è un rischio
23:06che la dinamica inflattiva possa vedere un disancoraggio a rialzo rispetto al target della Banca Centrale Europea.
23:13E ovviamente molto dipenderà dalla dinamica dei prezzi energetici.
23:19Nessuno, neanche le BCE, sappiamo cosa aspettarci su questo fronte
23:24e quindi la guarda dovrà abbarcamenarsi necessariamente.
23:28Il messaggio sarà non sovra-reagiamo, lo shock è appena avvenuto,
23:32quindi non dobbiamo correre anche perché lo shock ci ha trovato noi europei
23:38con un'inflazione che era comunque leggermente sotto il target,
23:40quindi non c'è urgenza di agire in questa fase, ma non bisogna neanche aspettare troppo
23:45perché se la situazione non dovesse procedere verso la de-escalation,
23:49ma addirittura al contrario, verso un ulteriore deterioramento,
23:52ecco che la BCE ovviamente ha ben chiaro la memoria e il ricordo del 2022
23:56quando probabilmente hanno aspettato, è esposta, hanno aspettato un pochino troppo
24:00prima di alzare i tassi di interesse.
24:02Quindi mai come adesso bisogna essere dipendenti dai dati,
24:05da questo punto di vista la BCE è posizionata bene perché loro hanno fatto
24:09di questa dipendenza dai dati sostanzialmente il loro mantra nel corso degli ultimi diversi mesi,
24:16la funzione di reazione della Banca Centrale Europea secondo me è molto chiara,
24:19se l'inflazione rimane alta e a lungo, indipendentemente dallo shock che lo genera,
24:24quindi anche se è uno shock sul lato dell'offerta come è questo,
24:28quindi un shock energetico sul lato dell'offerta,
24:30quello che loro interessa è mantenere le aspettative di inflazione sotto controllo
24:35e quindi con buona probabilità, anche se dovessimo vedere comunque
24:38pressione a ribasso sulla crescita economica,
24:41i tassi con buona probabilità sembrano destinati a salire,
24:45anche perché sul mercato del lavoro tutto sommato grossi scossoni
24:48non me li aspetterei anche in presenza di un significativo rallentamento della crescita.
24:54Grazie, davvero grazie per queste analisi,
24:57Marco Valli, Cif Economista di Unicredit,
24:59a presto, buon lavoro e speriamo che le cose si mettano al meglio.
25:04Ce l'auguriamo tutti.
25:05Davvero, arrivederci.
25:07Ci fermiamo qualche istante e riprendiamo dagli scenari dell'economia internazionale.
25:11Grazie.
25:12Grazie.
25:13Grazie.
25:14Grazie.
25:15Grazie.
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