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  • 6 ore fa
Trascrizione
00:13Quello del disagio giovanile è un frutto amaro di una mala pianta. Dobbiamo dividere su quattro
00:22aspetti più importanti. Il contesto, le emozioni, i pensieri e i comportamenti. Questo territorio
00:30che comunque storicamente investe poco sul disagio giovanile, non dobbiamo cercare di dare
00:35una soluzione. Questo passa da un nuovo insegnamento per i ragazzi di come dare lettura alle proprie
00:43emozioni, ai propri pensieri, per poter essere espressi con comportamenti adeguati per loro
00:50stessi e per la società e la comunità in cui vivono. Il nostro territorio deve, secondo
00:57me, incontrare i ragazzi in due grandi ambiti. Uno è l'ambito della famiglia, allora intervenire
01:07con le risorse che possono andare attraverso gli educatori, attraverso gli assistenti sociali,
01:13gli psicologi, che possano affrontare le difficoltà che le famiglie più fragili hanno e di conseguenza
01:19ai ragazzi di queste famiglie possano esprimere. L'altro è di scoprire luoghi di aggregazione.
01:24Uno su tutto sono, per esempio, gli oratori.
01:27Un altro problema è la nostra difficoltà veramente a comprendere, a comprendere il loro mondo,
01:31che è molto diverso da noi. Ma quello che manca e bisogna rafforzare è una rete scuola, famiglia,
01:39servizi sociali in molti casi, ma attività extrascolastiche. Ma non solo quello, intercettare
01:44le loro insicurezze, le paure, intercettare anche quelle che sono le loro fragilità,
01:51che poi si porteranno avanti negli anni. I nostri ragazzi sono sensibili a queste problematiche,
01:57però bisogna lavorarci, perché noi lo facciamo e tante altre scuole lo fanno, gli insegnanti
02:03lo fanno, ma i mezzi sono pochi.
02:05Il disagio giovanile, dal Covid in poi, è in realtà un'esperienza che attraversano i giovani
02:12in maniera esponenziale ad oggi. Ed è un disagio che è a tutto tondo, che prende il giovane
02:20sotto tutti i suoi aspetti della sua vita. Siamo passati ad una generazione di ragazzi
02:24che hanno voglia di trattare il loro disagio. E più supporto riusciamo a dare come adulto
02:30all'ascolto. Quindi comunicazione vuol dire poter non soltanto comunicare e parlare e dare
02:37suggerimenti, ma in realtà porsi in ascolto di ragazzi che hanno voglia di parlare di
02:41loro stessi e il disagio arriva da una sofferenza emotiva. Hanno voglia di parlare di emozioni.
02:46Il concetto di prevenzione lo possiamo attuare all'interno delle scuole attraverso un ascolto
02:51che sia attivo. Ascoltare, comunicare non è parlare, non è dare sempre...
02:57A volte abbiamo un po' questo concetto che comunicare sia parlare. In realtà comunicare
03:02è tanto ascolto, è saper stare nella situazione, aiutare il ragazzo a stare nel qui e ora.

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