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  • 2 giorni fa
La video recensione di The Last Showgirl, il film di Gia Coppola con protagonista Pamela Anderson.
Trascrizione
00:10Era molto atteso The Last Showgirl, terzo film della nipote d'arte Gia Coppola dopo Mainstream,
00:15perché di fatto è la prima superatissima prova da protagonista di Pamela Anderson,
00:20ovviamente escludendo il flop di Barb Wire, che qui dimostra di non essere l'attrice Popcorn con
00:26cui da 40 anni l'hanno etichettata e che mette in scena anche il suo cuore attoriale, indipendente
00:31e soprattutto coinvolgente. Al cinema con la giovane Bewater Film dal 3 aprile, il film vede
00:38l'ex bagnina di Baywatch stavolta nei panni di Shelly, una showgirl di Las Vegas costretta a
00:43rivedere tutte le proprie scelte di vita alla notizia della chiusura del suo spettacolo in
00:48stile Moulin Rouge dall'intrigante e giocoso nome di il Russell Duzzle, che la vede tra l'altro impegnata
00:54da 30 anni.
01:04Con due attori come Jamie Lee Curtis e Dave Bautista perfetti ad accompagnare e, per certi
01:09versi, anche veicolare meglio questo percorso di caduta, rinascita e resa dei conti da sogni
01:13imperfetti e forse anche mai realizzati, The Last Showgirl è dunque un film che porta avanti
01:19con maestria una riflessione profonda su molti temi fondamentali, come ad esempio il valore
01:23dei sogni, la maternità, l'essere pienamente donna e l'essere un'artista. E Gia Coppola
01:29non poteva certo scegliere interprete migliore, vista l'affinità emotiva tra le vicende del
01:34film e quelle personali di Pamela Anderson, tornata di recente alla ribalta per un documentario
01:39di Netflix sulla sua vita diretto da Ryan White dal titolo Pamela e Love Story.
01:44The Last Showgirl è dunque un film malinconico, dove le luci della ribalta vengono sostituite
01:49da quelle di una Vegas del dietro le quinte, dei camerini, dunque, delle delusioni e di
01:54tutti quegli artisti che creano intrattenimento senza però mai essere acclamati, visti né
01:59riconosciuti.
02:02Grazie alla fotografia eclettica e poetica di Autumn, Durald, Arcapo, la regista mette
02:08in chiaro che il nostro sguardo su questa storia è quello filtrato dalle emozioni di
02:12scegli, e questo anche quando non è lei a vivere e ad osservare ciò che accade, infatti
02:16gli avvenimenti a cui assistiamo accadono dentro il suo universo.
02:20Lei vede infatti l'arte e la creatività dove gli altri vedono giusto un lavoro superficiale
02:25ed inutile, e sempre lei si ritiene artista e abile ballerina, mentre coloro che la vedranno
02:30esporsi ad altre possibilità dopo la chiusura del suo show trentennale la reputeranno solo
02:35una che un tempo era molto bella e attraente e ora invece non è più nulla.
02:39E proprio questo scollamento tra come il mondo di scegli è visto da fuori e come lo
02:43vive lei è rappresentato dalla coppola con una sincerità e una malinconia a dir poco
02:48spiazzante, nel contrastante binomio tra la protagonista sul palco in uno show che comunque
02:53non vediamo mai, ricoperta di lustrini e da chili di trucco, e invece quella del dietro
02:57le quinte o nella propria casa, acqua e sapone con vestiti dismessi, mentre interagisce con
03:02le amiche e compagnie di avventura o magari con la figlia trascurata da sempre.
03:06E poi c'è quel viso senza artifici che la Henderson nella realtà ci ha insegnato a
03:11conoscere molto bene negli ultimi due anni. Sappiamo poi di essere a Las Vegas, certo,
03:17ma il tipico panorama scintillante al neon non lo vediamo mai, e questo perché la Vegas
03:21ti sceglie a un tramonto dai colori pastello e soprattutto rappresenta il luogo dei sogni
03:27inseguiti e dei tanti infranti. Ed è anche per la stessa ragione del resto che non importa
03:32veramente vedere lo show. È più importante infatti immaginarlo nella cura che gli porta
03:36Shelley, nella non curanza che gli riservano le ballerine più giovani e il disprezzo negli
03:41occhi di Anna, ossia la figlia della donna.
03:46C'è chi ha scritto e detto che la grandezza di Jamie Lee Curtis e il carisma del suo personaggio
03:50qui oscurano quello di Pamela Anderson, e dunque rischiano di far perdere anche il fuoco su Shelley
03:55e sul suo percorso. Ma come invece abbiamo anticipato noi nell'introduzione, è vero
04:00l'esatto contrario. La magnificenza di Jamie Lee Curtis infatti qui rafforza l'universo
04:06di Shelley, rendendolo dunque più chiaro ma anche più amaro. La sua Annette di fatto è
04:11finita a servire cocktail ai tavoli da gioco di un casino, abbigliata in una tenuta che
04:15ricorda una via di mezzo tra un fattorino d'albergo e una masoretta in scuro. E dietro
04:20i suoi discorsi apparentemente saggi, concreti e pieni di io il controllo su tutto, c'è invece
04:26una donna nostalgica di un periodo della propria vita in cui gli occhi di tutti erano su di lei,
04:31sulla scena e fuori. Ed è un sentimento questo che anche Shelley condivide, manifesta in maniera
04:37diversa e che soprattutto permea l'intero film. La Curtis poi riesce a condensare il tutto in una
04:43scena che le avrebbe dovuto almeno regalare una nomination ai maggiori premi, in cui nell'indifferenza
04:48generale mentre lavora sale improvvisamente sul tavolo e inizia a ballare sensualmente la storica
04:53hit anni Ottanta, Total Eclipse of the Heart. E sicuramente la scelta musicale non è affatto casuale.
05:01Quel che è certo, comunque, è che Shelley ha scelto di non essere una madre presente.
05:06Lungo il film scopriamo infatti chi è il padre di sua figlia, le sue vicende sentimentali e anche
05:11che la storica performer di Russell Duzzle si è dedicata anima e corpo allo show per 30 anni
05:16ritenendolo il sogno realizzato e quindi sacrificando la sua presenza nella vita della figlia.
05:22Giacopola tra l'altro è molto schietta nel mostrarci il tentativo delle due di trovare una
05:26sorta di chiave per avere un rapporto, per essere madre e figlia e per donare o accogliere
05:31che ormai sia andata come è andata. E in questo test genitoriale Shelley si ritrova anche a dare
05:36consigli ad Anna, tra cui quello insolito del Dream Hard, che in italiano potrebbe suonare come una
05:42sorta di sogna fortemente, continua a sognare senza lasciare spazio ai pieni B più sicuri e dunque
05:47rassicuranti. E tutto ciò del resto la dice lunga sul perché Shelley abbia fatto le scelte che ha fatto,
05:53e così, senza giudicare le sue azioni, Giacopola mette qui a nudo a una donna che di fatto è andata
05:59contro una narrativa già prestabilita che le imponeva ad esempio come madre di rinunciare
06:04alla carriera per un lavoro più convenzionale e consono al ruolo di genitrice. Coerente fino alla
06:09fine, inoltre Shelley nello scusarsi per non esserci stata per la figlia, ribadisce però il suo diritto
06:14di scegliere quale versione di sé essere oppure no. Ed è tutto amaro, certo, è triste, è opinabile,
06:21ma è anche stramaledettamente concreto e vero, e Giacopola sa bene quando togliere poesia e puntare
06:27invece alla cruda realtà. Voi ad ogni modo che cosa ne pensate? Siete curiosi di vedere la prova
06:33di Pamela Anderson in The Last Showgirl? Parliamone nei commenti, mi raccomando,
06:38vi aspettiamo lì come al solito. Alla prossima!
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