Vai al lettorePassa al contenuto principale
  • 2 giorni fa
Intervista a Luisa Ranieri e Teresa Saponangelo, protagoniste di È stata la mano di Dio di Paolo Sorrentino. Il 24 novembre in sala e il 15 dicembre su Neflix.
Trascrizione
00:00Quindi c'era, non c'erano c'era.
00:03Patrizia l'ha vista, gliel'ha giurato a lei, gliel'ho giurato.
00:17Ma è mai possibile che questa città non ti fanno in mente niente da raccontare.
00:23Dobbiamo capire cosa vogliamo fare da grande.
00:25Io penso un po' alla felicità, Fabian.
00:28Tu no?
00:29Allora, i vostri personaggi sono, diciamolo, i migliori di tutto il film.
00:33Perché non soltanto sono i più vivi, i più... anche simpatici, se vogliamo.
00:39Ma sono quelli che danno un modo di guardare unico il mondo al protagonista.
00:44Perché gli danno proprio il senso di avventura.
00:46Cioè, le vostre donne sono delle donne che non hanno paura di confrontarsi con chiunque.
00:51Da veramente, lo so, al vicino di casa a rompiscatole, a pure vedere l'incredibile.
00:56Ecco, quindi come si fa veramente a mantenere questo spirito di avventura, di vedere il mondo come se fosse una
01:03grande opportunità, non una cosa morta, come invece magari fa lo zio, no?
01:06Che dice, io mi suicido se non viene Maradona.
01:08Come si fa a mantenere questo spirito vivo?
01:11È molto femminile comunque.
01:13Sì, è molto femminile.
01:15Cioè, sono due donne sofferenti entrambe, però molto forti, molto, diciamo, determinate ad andare avanti in maniera diversa.
01:27Però, diciamo che la sofferenza, cercano di contenere la propria sofferenza per poi restituire sempre una vitalità che purtroppo, diciamo,
01:38la zia si esprime in un modo, la madre si esprime nel tentativo di mantenere in piedi questa famiglia, no?
01:45Perché il suo obiettivo è quello che questa famiglia non si sgretoli, no?
01:48Però c'è sotto una grandissima sofferenza, una grandissima fatica nel fare questo.
01:55Fabietto questo lo comprende, questo sforzo a Fabietto arriva, insomma, ed è questo che gli restituisce forse quasi mai, più
02:04là negli anni, la capacità di andare avanti, no?
02:07Beh, sicuramente sono in maniera diversa, sono come l'aspetto di una donna napoletana che ha insieme i due aspetti,
02:19no?
02:19Che ha sia la follia e lo sguardo verso il futuro, anche un campamo alla giornata e allo stesso tempo
02:29un insieme di valori, di cura, di attenzione.
02:34Quindi sono due aspetti di un femminile in cui io, devo dire, ho ritrovato un certo tipo di femminilità napoletana.
02:46Io vengo da una famiglia di prevalentemente femmine, quindi i maschi sono stati annientati tutti, quindi c'è questa cosa,
02:55questo elemento l'ho riconosciuto.
02:56Ma poi, secondo me, di questi due personaggi così diversi, sì, forse la cosa che le accomuna di più è
03:05il dolore.
03:07Ognuno porta il suo dolore a modo suo, con i propri limiti e le proprie difficoltà.
03:14Una scena incredibile è quella di quando la mamma soffre e Fabio veramente è come se sentisse lui nel corpo
03:23il suo dolore e anche la zia, alla fine quella sofferenza lui la capisce.
03:29Ecco, secondo voi, lo stavate anche dicendo, quanto è importante riconoscere il dolore anche negli altri e farlo proprio.
03:37Cioè, tra Fabietto e questa mamma e questa zia, questo legame è incredibile, forse è per questo che lui poi
03:43farà grande arte.
03:45Quanto è importante riconoscere il dolore degli altri e farlo proprio?
03:50Lì io lo alleggo come, diciamo, un rapporto madre-figlio, che è un rapporto simbiotico, no?
03:56Cioè, per anni resta simbiotico.
03:59E la reazione, secondo me, fisica di Fabietto ha a che fare con questo legame fortissimo, no?
04:05Che un figlio ha con la madre.
04:06Per cui il dolore della madre diventa il dolore del figlio e viceversa, no?
04:11E perdere una madre a quell'età, no?
04:18Significa, come dire, rompere quel legame in maniera violenta, cosa che invece, no?
04:24Normalmente si esprime nel romperlo negli anni, no?
04:27E forse qualcuno non ce la fa mai a rompere quel rapporto.
04:30Invece lui si trova inevitabilmente a dover interrompere questa simbiosi, questo cordone, insomma.
04:39Quella è una scena in cui si esprime di più, secondo me, la difficoltà di un figlio di staccarsi dalla
04:46madre, no?
04:46Beh, sì, poi la zia, diciamo, rappresenta tutta la parte, se vogliamo, creativa, no?
04:53Tutto il fuori, il non convenzionale, il non visto, quella che vede oltre, che vede le cose che non esistono.
05:03È un po' la sensibilità.
05:05Lui, diciamo, attraverso la zia entra in contatto con tutto un altro mondo, che è la sensibilità e la percezione
05:13delle cose che le vedi, ma non esistono veramente, ma che sono nella tua creatività, nella tua immaginazione.
05:19Quindi in questo Patrizia, per lui, è la finestra, diciamo, su un altro tipo di mondo.
05:25Ed è bello che lui l'abbia rappresentato attraverso una donna, ed è bello anche questo rapporto con il monaciello,
05:36no?
05:37Qualcosa che solo noi napoletani veramente possiamo comprendere, come la bona short, la fortuna, qualcosa che non esiste, ma che
05:48senti che c'è un legame, che ha a che vedere molto con la città.
05:51Quindi c'era, il monacello c'era.
05:54Patrizia l'ha vista, gliel'ha giurato a lei, gliel'ha giurato.
06:00Sì, perfetto.
06:01Grazie mille.
06:02Grazie.
06:03Grazie.
06:03Grazie.
Commenti

Consigliato