00:01È triste doverlo ammettere, ma nella nostra recensione di Erwig e la strega saremo sinceri
00:06sin dall'inizio. Perché il primo film totalmente in CGI dello studio Ghibli risente delle problematiche
00:12tecniche che avevano già preoccupato e fatto storcere il naso quando i primi trailer erano
00:17stati diffusi. Siamo però arrivati alla visione speranzosi di essere conquistati dalla solita
00:23purezza narrativa a cui ci ha abituati lo studio giapponese, una volta superato lo scoglio
00:27iniziale puramente estetico e superficiale. Ma questo è avvenuto solo in parte e il film
00:32di Goro Miyazaki, il figlio del Sensei che aveva già diretto i racconti di Terra Mare e la Collina
00:38dei Papaveri, non riesce a riprodurre totalmente la magia Ghibli nella nuova tecnica.
00:48L'ispirazione per la storia, un progetto prodotto dallo stesso Hayao Miyazaki allo studio Ghibli,
00:53è il romanzo per ragazzi di Diana Wynne Jones, già autrice dell'opera da cui è tratto il
00:59castello errante di Howl. La storia di Erwig e la strega del libro, così come del film diretto
01:04da Goro Miyazaki, racconta di una bambina di 10 anni, la Erwig del titolo, cresciuta
01:09nell'orfanotrofio Sam Morwald, che ha per lei un luogo fantastico in cui riesce a imporre
01:15la sua volontà su tutti, bambini o adulti che siano, e ottenere tutto ciò che desidera.
01:20Per questo si adopera per mostrarsi sgradevole e non esser scelta quando aspiranti genitori
01:25vengono in visita, per scegliere un orfano da adottare. Un trucco che non funziona quando
01:30al St. Morwald si presentano Bella Yaga e Mandragora. Una strana coppia che sceglie
01:35la piccola Erwig, chiamata Erika Wig per semplicità , e la accoglie in casa con lo scopo di farsi aiutare
01:41nei lavori quotidiani. La bambina però riesce a barattare il proprio impegno casalingo con
01:46un assaggio degli incredibili poteri che, lì, sono all'ordine del giorno, facendosi
01:51introdurre alla magia dalla padrona di casa.
01:54Un passo doveroso ma zoppicante. Una storia adatta al pubblico giovane per la quale si è
02:00scelto di continuare il lavoro sulla CGI, iniziato a piccole dosi come supporto all'animazione
02:05tradizionale nei precedenti progetti, per grande schermo e per la serie tv. Un passo doveroso
02:10per chi fa animazione oggi nell'ottica di aumentare le frecce al proprio arco e di non
02:15sostituire in tutto e per tutto il disegno a mano che ha reso celebre lo studio. Un passo
02:20che però appare zoppicante, segnato in modo inevitabile dal grande ritardo con cui si è
02:25avvicinati a questa tecnica espressiva.
02:28Goro Miyazaki e i suoi animatori sfruttano la maggior libertà nella gestione degli spazi
02:32e dei fondali premessa dalla CGI, ma non riescono a riprodurre con i modelli poligonali dei personaggi
02:38quella morbidezza del tratto e dell'animazione che ha contraddistinto lo stile dello studio
02:42sin dagli esordi. Eppure l'impegno è evidente e la prima scena fa sperare in un miracolo
02:47che sulla lunga distanza si dimostra irrealizzabile. Manca l'esperienza per essere padroni della
02:53situazione, aggirare gli ostacoli e sfruttare le potenzialità minimizzando le debolezze.
02:58Non parliamo solo del look generale dei protagonisti, fin troppo plasticoso che può essere una scelta
03:03consapevole, ma dell'impossibilità di instillare calore e anima del disegno a mano in qualcosa
03:09di diverso. Per quello servono anni, forse decenni di esperienza. E il look della Pixar
03:14non è che l'ennesima prova.
03:18Il tutto per veicolare una storia semplice, immediata e diretta, mutuata con molta fideltÃ
03:23dal testo di Diana Wynne Jones. Arricchito dalle illustrazioni di Miho Salake, suoi anche
03:29i bellissimi disegni che accompagnano i titoli di coda del film, che si affida a toni e linearitÃ
03:34adatti a un pubblico giovanissimo andando a porsi sulla scia delle opere dello studio
03:38più adatte ai bambini. Da Il mio vicino Totoro a Ponyo sulla scogliera. Quei titoli erano
03:43però valorizzati da una profondità che coistenta ad emergere. Anche nel discorso presente e
03:48interessante sulla famiglia disfunzionale che accoglie Erwig, e dal tocco di Miyazaki padre,
03:53manca quella maestria necessaria ad andare oltre la storia, gradevole ma fin troppo semplice.
03:58Quella esperienza e personalità artistica capace di mettere se stessi e la propria visione
04:03per rendere proprio e personale il racconto. Erwig e la strega non è un brutto film, non
04:08in senso assoluto, ma è deludente se visto parte del catalogo dello studio che l'ha realizzato.
04:13È un film che fa fatica a lasciare i binari che lo portano con sicurezza e senza scossoni
04:19al proprio pubblico ideale. Che non riesce a decollare e viaggiare sulle ali di una creativitÃ
04:24che tra Miyazaki padre e Isao Takahata, in ambito Ghibli, erano di casa. In questo
04:29è una delusione, ma è pur sempre una storia che molti giovani spettatori si divertiranno
04:33a guardare, con alcuni tocchi e dettagli dal gatto Thomas ai piccoli demoni, in cui il tocco
04:39dello studio Ghibli è ancora visibile. E voi? Andrete a vedere questo Erwig e la strega?
04:44Oppure la CGI vi frena dall'andare in sala? Fateci sapere la vostra nei commenti.
04:49Grazie a tutti!
05:00Grazie a tutti!
Commenti