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  • 6 anni fa
Trascrizione
00:01Poetico, delicato e allo stesso tempo potente. Dopo la meritata vittoria del Leone d'Oro alla
00:06mostra del cinema di Venezia, finalmente possiamo raccontarvi le nostre impressioni
00:11su Nomadland, un gran film di cui sentiremo parlare ancora per molto molto tempo.
00:21Iniziamo la nostra video recensione di Nomadland con una forse fin troppo facile previsione. Il
00:27nuovo film di Chloé Zhao sicuramente avrà un ruolo da protagonista alla prossima edizione
00:32degli Oscar. La regista cinese, americana d'adozione, è già da qualche anno tra le più promettenti
00:37cineaste degli States e già prontissima ad approdare al cinema blockbuster con Gli Eterni,
00:42uno dei prossimi progetti targati Marvel. Ma questo Nomadland potrebbe davvero rappresentare
00:47una prima grande consacrazione anche a livello internazionale, in quanto perfetta evoluzione
00:52di quanto già fatto in precedenza, ma anche un primo passo verso un futuro che appare
00:56sempre più rosio e aperto ad ogni tipo di sperimentazione.
00:59Esattamente come già accadeva nell'altrettanto splendido The Rider, anche Nomadland mescola
01:04realtà e finzione, utilizzando storie e personaggi reali come gran parte dei veri nomadi e comunità
01:09che incontriamo nel film, e lo fa per raccontare la fine del sogno americano. O meglio, nel caso
01:14di questo nuovo film una nuova e inaspettata evoluzione dell'American Dream, che sembra quasi riportarci
01:20indietro di oltre un secolo, e trasforma quello che a molti potrebbe sembrare un semplice gruppo
01:25di senza tetto o disperati in nuovi pionieri, alla ricerca di una nuova felicità e di una
01:30realizzazione personale che differisce da quello che la società sembra volerci inculcare
01:35fin dalla nascita.
01:38In mezzo a questi personaggi reali c'è anche la nostra protagonista, Fern, una vedova
01:42splendidamente interpretata da Frances McDormand, che procede sola per la sua strada, senza cercare
01:48alcun aiuto, è costantemente stupita e colpita tanto dal calore e dalla bontà della gente che
01:53incontra in questo viaggio on the road, che dà le bellezze naturali che la circondano.
01:57Anche Fern, come molti degli altri personaggi che incontriamo nel film, è stata costretta
02:02a lasciare la sua casa, il suo lavoro e a intraprendere, una vita che probabilmente
02:05non si aspettava. A differenza del libro omonimo da cui la Zhao ha preso spunto per la sceneggiatura,
02:11questo Nomadland non vuole essere una critica esplicita all'America. Il film infatti imbocca
02:16una strada diversa, una visione ben più poetica e romantica, alcuni diranno forse naif, di quella
02:21che va comunque considerata una vera e propria tragedia sociale. Nomadland celebra la libertà,
02:26lo spirito di avventura e di sopravvivenza e lancia un messaggio carico di ottimismo perché
02:31quando si ha contatto con la natura e con se stessi, lontani da una società ormai sempre
02:36più avvelenata dal profitto, la solidarietà non appare più come un miraggio.
02:42In Nomadland umanità e natura convivono alla perfezione, dando vita ad una bellezza e a una
02:47sensazione di pace che non si possono descrivere a parole. Anche per questo la regista fa sì che
02:52siano le musiche di Ludovico Einaudi ad accompagnare in modo costante le splendide immagini di deserti
02:58sconfinati, di natura selvaggia e brulla e mai spaventosa. Questa ricerca estetica così sofisticata
03:03e sublime, che rende espliciti i preziosi consigli dati a Zhao da Terrence Malick, si unisce ad una
03:09sceneggiatura tanto essenziale quanto efficace nel far risuonare con forza i suoi temi e i suoi messaggi,
03:14soprattutto nel finale quando vengono svelate le motivazioni della protagonista. La sua tipica
03:19scelta di vita non è né egoista né tantomeno un atto di ribellione, come invece potrebbe sembrare
03:24da un'apparente quanto superficiale vicinanza tematica con Into the Wild, ma una naturale
03:29conseguenza di decenni vissuti a sognare la libertà. In una delle frasi più significative
03:34del film, una McDormand più dolce che mai dice I'm not homeless, I'm houseless, ed è esattamente
03:40quello che vediamo nel suo sguardo in ogni singolo fotogramma del film, perché è assolutamente
03:46in pace con se stessa, anche nei momenti di maggior difficoltà. Il personaggio di Fern,
03:50così come gli altri reali presenti nel film, sono nomadi soprattutto per scelta, non perché
03:56scappano da qualcuno o da qualcosa, ma perché in realtà hanno trovato loro stessi. Per questo
04:01non hanno alcun furore negli occhi, perché hanno accettato il loro destino, lo hanno fatto
04:05proprio e hanno scelto di tirare fuori il meglio senza combatterlo mai, anche perché sulla
04:09strada nessun addio è mai definitivo, sulla strada davvero la speranza è l'ultima a morire.
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