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  • 1 settimana fa
Trascrizione
00:08Lui ride, ride sempre e comunque, soprattutto quando non c'è niente da ridere. Ride mentre
00:14ammazza, mentre terrorizza, mentre insinua, logoranti dubbi negli altri. Ride, sguaiato
00:19e violento, per mettere in bella mostra quel sorriso più smagliato e smagliante. Joker ama
00:25essere stonato e disarmonico perché ha capito che le cose stranianti ci spaventano davvero.
00:30Giullare di una città decadente, clown di Luna Park pieno di orrori, Joker è senza
00:34dubbi uno degli antagonisti più complessi e affascinanti di sempre. La sua natura sfuggente
00:39può essere abbracciata, compresa e capita, soltanto da un grande attore capace di adottarne lo
00:44spirito inquieto. Identikit, che corrisponde alle fattezze di Heath Ledger e Joaquin Phoenix.
00:50Due attori entrati egregiamente nei panni del Joker e che oggi metteremo a confronto. Stesso
00:55personaggio due diverse sfumature di follia, stessa anima in pena, due modi opposti per
01:00tratteggiarla. Tra deliri, domande irrisolte e risate piangenti, ecco due facce ghignanti
01:05dello stesso terrificante volto.
01:08In questo video troverete più differenze che punti in comune, perché la prospettiva adottata
01:12da Christopher Nolan e Todd Phillips per mettere in scena Joker è completamente diversa. A partire
01:17da un'ovvia divergenza di fondo, il Joker di Heath Ledger è l'antagonista di un film dedicato
01:22a Batman, mentre il Joker di Phoenix ha un film tutto per sé, un film in cui ci viene
01:26descritta per filo e per segno la parabola discendente di un uomo che si trasforma, poco
01:31per volta, in un criminale, un film in cui Batman ancora non esiste.
01:35Però c'è un punto fondamentale in cui le visioni di Nolan e di Phillips si sovrappongono
01:39alla perfezione, il realismo. È evidente che Joker abbia seguito la scia tracciata da
01:44Nolan, allontanandosi sia dal linguaggio del fumetto che dalla deriva più enfatica e
01:48spettacolare di Zack Snyder. Ispirandosi anche allo stile crudo e sporco di Taxi Driver, Joker
01:53è un film ambientato in una Gotham City quasi sovrapponibile a una sudicia New York degli
01:58anni Ottanta, proprio come la più che verosimile Gotham City di Nolan, una sintesi tra New York
02:03e Chicago. Un realismo estremo, nel tono, nell'ambientazione, nelle dinamiche, nei temi
02:08scomodi attuali messi sul banco. Una cosa è certa, i Joker di Ledger e di Phoenix fanno
02:13paura proprio perché sono pagliacci di un circo che conosciamo bene, ovvero la realtà.
02:18Può sembrare una questione superficiale e secondaria, ma non lo è affatto, soprattutto
02:22quando si parla di un personaggio iconico come lui, che dell'immagine burlesca ne fa
02:26un vanto. Nolan, coerente con la sua visione votata al realismo assoluto, si è subito
02:31allontanato dall'aspetto grottesco e volutamente teatrale del Joker di Tim Burton. Il regista
02:36non ha imposto regole ferree ai responsabili del character design, dei costumi e del make-up,
02:41limitandosi a fornire loro ispirazioni, come i quadri caotici del pittore irlandese
02:45Francis Bacon. E così è nata quella maschera di dolore stampata sul volto di Heath Ledger,
02:50un personaggio che nell'aspetto non è per niente scintillante e clownesco. Non a caso
02:54il verde e il viola sono stati molto scuriti, ma un anima in pena credibile. Quel trucco
02:59sfatto, consumato, decadente, unito alla geniale idea di creare un sorriso traumatico con due
03:04cicatrici di dubbia provenienza, sono la base di un personaggio diventato subito cult. Senza
03:09dimenticare quei capelli unti, grassi, viscidi come un antagonista sfuggente e quel tocco di
03:14classe del trucco nero attorno agli occhi, che sembra quasi il logo di un pipistrello
03:19disintegrato. Se Nolan si è distanziato da tutto quello che lo aveva preceduto sul grande
03:23schermo, Todd Phillips ha fatto l'esatto contrario, citando sia la versione di Nicholson,
03:28con un abito decisamente vistoso e clownesco, che quella di Ledger, proprio attraverso la capigliatura.
03:33A confermare il bisogno di verosimile di Phillips, poi, c'è il trucco vagamente ispirato al serial killer
03:39statunitense, soprannominato Killer Clown. Senza la sua celebrima risata, il Joker sarebbe
03:44disarmato. Per questo, ogni volta che un attore è chiamato a dare voce a quel ghigno malefico,
03:49sulle sue spalle gravano responsabilità e aspettative. Tutte cose che Ledger e Phoenix
03:53hanno gestito con il piglio eclettico dei grandi talenti. Al suo Joker, il compianto
03:58hit ha regalato una serie di risate ricche di sfumature diverse. Da quella lente e inquietante,
04:03che precede la sua prima entrata in scena durante la riunione tra criminali...
04:12...sino a quella più iconica, ripetuta più volte durante il mitico interrogatorio di
04:17Batman.
04:22Una risata compiaciuta, irridente, beffarda, che non si placa nemmeno dinanzi al dolore.
04:27Phoenix, invece, ha lavorato su una risata in evoluzione, proprio come il suo personaggio.
04:31Il suo Arthur Fleck sembra soffocare la risata nel pianto. Quando ride, si strazia e lacera
04:37dentro allo stesso tempo. La risata di Phoenix provoca dolore fisico, quasi lo strozza, per
04:42poi emergere, finalmente fiera e disinibita, in un finale quasi liberatorio.
04:50Da una parte, un inarrestabile agente del caos. Nemesi pura, perfetto spauracchio.
04:56Dall'altra, un uomo malato, maltrattato, bullizzato, incompreso. I Joker di Ledger e di
05:01Phoenix non sono fatti della stessa pasta. Anzi, il Joker di Ledger è un Joker dall'inizio
05:06alla fine. Quello di Phoenix diventa Joker. Il Joker di Ledger è astratto, un'essenza
05:10malefica sfuggente, un personaggio subito iconico. Il Joker di Phoenix è fisico, materico,
05:15è una persona con un vissuto, una casa in cui ci è permesso entrare, e una vita in cui
05:20ci è permesso sbirciare per due ore. Ledger appare e scompare, è un'entità più che un
05:25essere vivente. Mentre Phoenix ci fa vivere sulla sua pelle ogni umiliazione, ogni barlume
05:30di speranza spezzato sul nascere, ogni desiderio castrato. Questo li rende per forza di cose
05:35due personaggi con visioni del mondo intenti, profondamente distanti. Il Joker di Nolan vuole
05:40vedere bruciare il mondo, convinto che il caos sia un regno equo in cui l'irrazionalità
05:45dell'esistere possa finalmente compiersi. E così, viene fuori una visione nichilista di
05:49un nemico, dallo spirito quasi filosofico. Arthur Fleck, invece, ci appare molto più semplicemente
05:54come un comico fallito, un uomo che il mondo non vorrebbe bruciarlo, ma farlo ridere, smuovendo
05:59negli altri quella felicità che gli è stata sempre negata. Fleck, inizialmente, non ha
06:04mania di grandezza o intenzione di trasformarsi in un terrorista, ma pretende di sapere la
06:09verità sulle sue origini e di avere la sua rivincita sui torti subiti. Il suo Joker è
06:13il risultato di un fallimento, la conseguenza di una marea di umiliazioni subite troppo a lungo
06:19da una città non meno malata e perduta del criminale che sta per partorire.
06:23E qui arriviamo davanti a un'altra profonda crepa che allontana queste due incarnazioni
06:27di Joker. Il villain di Heath Ledger ispira terrore dalla prima all'ultima inquadratura,
06:32è un personaggio misterioso, destabilizzante e disturbante che sfrutta con sadico piacere
06:37il suo essere fuori dai canoni per seminare paura. Se il suo Joker è un abile manipolatore,
06:42quello di Phoenix è stanco di essere manipolato, plasmato da una società crudele, tenuto al guinzaglio
06:47da una marea di bugie e crudeltà subite. Così, Todd Phillips delinea una parabola discendente,
06:52o ascendente, a seconda dei punti di vista, in cui è facile cadere nella lecita tentazione
06:57di entrare in empatia con un profondo drammo umano. Laddove Ledger sfugge di continuo a
07:02qualsiasi forma di comprensione, Phoenix si fa quasi voler bene, per creare poi ancora
07:07più repulsione, col suo delirante epilogo.
07:09Tu completi me.
07:10Mosso da un impeto viscerale, il Joker di Ledger mette Batman con le spalle al muro,
07:15sputandoli in faccia alla pura verità. Lui e Batman sono due lati della stessa medaglia,
07:20anime inquiete e complementari, opposti a tratti l'uno dall'altro.
07:24Christopher Nolan ha fatto tesoro di questo storico rapporto di dipendenza tra il pagliaccio
07:28e l'uomo pipistrello, e lo ha riversato in una delle sequenze più emblematiche del Cavaliere
07:33Oscuro. Il suo Joker prova a irritire Batman facendo leva sul suo senso di colpa, sul suo mal riposto
07:40senso di superiorità. Questo Joker è lo specchio deforme in cui Batman rischia di
07:44trovare, persino a punto in comune col suo più acerrimo nemico. Un confronto a cui Todd
07:49Phillips rinuncia sul nascere, ambientando la storia in un periodo in cui Bruce Wayne
07:53è ancora un bambino. Eppure, in Joker non manca quel senso di rivalse e malessere, riversato
07:58in tutto quello che la famiglia Wayne rappresenta. L'unico contatto tra Fleck e Bruce è un gioco
08:03di prestigio e un sorriso disegnato dalle mani di Arthur sul volto del bambino. Quasi un
08:08presagio di quel che sarà, ovvero l'inizio di una relazione tra due persone che, forse,
08:13condividono persino lo stesso padre. Chi pensa che il Cavaliere Oscuro sia l'unico protagonista
08:18delle storie di Batman ha capito poco e niente di Batman. Perché c'è un'altra grande protagonista
08:23onnipresente in ogni suo racconto, ovvero Gotham City. La città dall'anima perduta, la
08:28città disgraziata, la città impossibile da detestare, anche quando fa davvero schifo.
08:33Tra lei e Batman c'è un rapporto di dipendenza di puro odio e amore, un legame inscindibile
08:38nel quale il Joker ama insinuarsi spesso e volentieri. Nel Cavaliere Oscuro, i cittadini
08:43di Gotham non sono soltanto una platea destinata a essere terrorizzata dai messaggi televisivi
08:48del pagliaccio, ma sono usati come cartina al tornasole per dimostrare a Batman la natura
08:52miserabile dell'essere umano. Nella bellissima sequenza con le navi, il Joker mette in scena
08:57un vero e proprio esperimento sociologico in cui pone tutti contro tutti, dimostrando che
09:02dinanzi alla prospettiva della sopravvivenza, nessun abitante di Gotham avrebbe remore a sporcarsi
09:07le mani di sangue. Nel film di Phillips invece le cose vanno molto diversamente. In Joker
09:12succede che l'agente di Gotham prima respinge Arthur Fleck e poi lo esalta, soltanto una volta
09:17che si è trasformato nel criminale che tutti conosciamo. Puro antieroe inconsapevole, Joker
09:22viene eletto paladino esemplare di una città priva di empatia, arrabbiata con i ricchi e
09:27potenti da cui non si sentono più rappresentati. E in quanto antieroe, questo Joker possiede tutti
09:33gli elementi iconici di una perfetta nemesi. La maschera, il simbolo e i mass media che alimentano
09:38la sua ambigua figura. Anche in assenza di Batman, Joker si muove come Batman, figura idolatrata da
09:44una città folle come lui. Se Joker potesse essere un segno di punteggiatura, sarebbe un bel punto
09:49interrogativo. Perché niente ci sconvolge meglio di una domanda senza risposta. Una sfumatura caratteriale
09:55sadica e compiaciuta che Nolan ha evidenziato a meraviglia con l'origine misteriosa delle sue cicatrici,
10:00alle quali sono associate storie sempre diverse e discordanti. Perché l'impossibilità di tracciare
10:06la vera storia di Joker è l'essenza del suo fascino perverso, come insegnato da quel capolavoro
10:11di fumetto chiamato The Killing Joke. Dando per buona questa storia, soltanto raccontare le origini
10:17del Joker sarebbe folle e blasfemo. Todd Phillips alla blasfemia ci va vicino, perché ci racconta la
10:22sua quotidianità nei minimi dettagli, ma per fortuna decide di lasciarci con un dilemma irrisolto sul
10:28suo retaggio familiare. Una scelta saggia che mantiene intatto quel sorriso a forma di punto
10:33interrogativo. E voi? Quale versione preferite fra quella di Heath Ledger e quella di Joaquin
10:38Phoenix? E secondo voi è davvero possibile scegliere? Fatecelo sapere nei commenti.
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