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  • 7 minuti fa
Trascrizione
00:04Una delle testimonianze più drammatiche dell'eruzione che nel 79 d.C. distrusse Pompei sono i calchi
00:10dei corpi delle persone che vennero avvolti dalla nube ardente di cenere vulcanica che
00:15ha solidificato le loro membra nel momento della morte. Oggi questi reperti, che compongono
00:20una sorta di memoriale dell'eruzione e della scomparsa della città, diventano protagonisti
00:24di un allestimento museale permanente che ne restituisce la storia momento per momento,
00:29esponendo i calchi delle vittime e una selezione di altri materiali organici straordinariamente
00:33conservati. Il percorso è allestito nella palestra grande degli scavi e diventa visitabile al pubblico
00:38per la prima volta. Sono 22 calchi di vittime tra i vari rinvenimenti esposti, scelti tra
00:44quelli meglio conservati e più leggibili, presentati sulla base del contesto di provenienza, che
00:48va dalle domus nelle aree interne della città fino alle porte e alle strade che uscivano dal
00:53centro abitato, scappando lungo le quali gli abitanti cercarono in vano la salvezza. Una
00:57testimonianza che ancora oggi appare viva e carica di drammaticità. All'inaugurazione
01:02ha partecipato anche il ministro della cultura Alessandro Giuli, che ha sottolineato il rigore
01:06scientifico della mostra, eppure la valenza contemporanea del progetto, capace di descrivere
01:10la morte con lo sguardo della scienza, ma anche con empatia verso, per citare Susan Sontag,
01:16il dolore degli altri.
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