00:03Ho visto un procuratore, uno di quelli più noti in Italia, che è un amico da anni, una
00:12persona che stimo e ci siamo confrontati su questo referendum, lui mi ha spiegato perché
00:18negli anni ha cambiato idea e adesso voterà no e io gli ho spiegato perché sono convinto
00:24invece che occorre votare sì. Per nessuno dei due questa è una guerra di religione, è
00:30una battaglia ideologica, è un'idea di giustizia che per me è fondamentale, passi attraverso
00:41la separazione carriere, ce ne siamo andati, stringendoci la mano come facciamo di solito,
00:47ma nessuno dei due con la volontà di far male all'altro perché la pensa diversamente.
00:53Questo referendum non ha come sfondo uno scontro tra magistratura e governo, non deve
00:59averlo, ma neanche tra l'opposizione e il governo. Noi dobbiamo confrontarci su quali sono le
01:05regole che possono garantire, secondo noi, e infatti alcuni la pensano diversamente da
01:11una parte o dall'altra, possono garantire al massimo la giustizia in questo paese, l'imparzialità
01:17del giudice, il fatto che nessuno possa usare strumenti enormi come quelli che hanno
01:24le spedizioni magistrati, peraltro che non sia la ricerca della giustizia e della verità.
01:28Questo è l'obiettivo, non è una guerra, per fortuna, le guerre sono altre.
Commenti