00:00Grazie a tutti.
00:31Come è nata l'idea del film, quindi partendo dal primo, Palermo-Milano-Solandata, quello che ho detto già altre
00:40volte, è nata da una delusione di un bellissimo film che ho visto, che era La scorta.
00:45Il film era molto bello, però raccontava la vita di un magistrato. A me invece interessava la vita della scorta.
00:54Quindi il primo input è stato quello.
00:57Da lì poi mi sono interessata facendo interviste ai poliziotti veri. Ho conosciuto il super poliziotto che portò Buscetta a
01:09Roma.
01:10Ho avuto degli incontri tipo agente segreto 008 o 7 con lui in tutti i bar del centro di Roma.
01:18Lui aveva 20 cellulari e mi metteva un'ansia incredibile.
01:22Però mi ha dato delle informazioni, perché parto dal presupposto molto importante che lo sceneggiatore è uno scrittore. Non c
01:31'è questa differenza.
01:33Almeno gli attori lo sanno dal peso delle mie sceneggiature. Sono dei libri. Bisogna fare un'indagine, un'inchiesta, tipo
01:39prima di scrivere qualsiasi cosa
01:42e andare a toccare con mano le persone e le questioni che si vogliono trattare nella storia. Da lì è
01:49nata proprio l'idea di raccontare dei ragazzi che sono ragazzi come tutti gli altri,
01:55a parte la divisa che indossano. Questo è stato l'intento. Poi chiaramente, dato che la regia era di Claudio
02:04Fragasso, ci ho messo tutta l'azione che potevo mettere,
02:09che a me piace. Nasco con questo. Ho lavorato per dieci anni per una compagnia americana, quindi nasco proprio con
02:17il genere per quanto riguarda il mio lavoro.
02:21Ho fatto un frullatore. Nel frullatore ci ho messo i sentimenti, un po' di commedia, la suspense, il giallo, tutti
02:30questi ingredienti per cercare di creare qualcosa di nuovo.
02:33Però credo di esserci riuscita col primo, vedremo adesso con il secondo. Però l'idea era proprio quella di raccontare
02:40la vita di questi ragazzi,
02:42che sono ragazzi che non arrivano ai 23-24 anni, che si ritrovano a fare il lavoro che noi sappiamo,
02:48specialmente quelli delle scorte,
02:50con tutti i problemi che hanno, raccontandoli nel loro privato e quindi raccontando le psicologie e le problematiche di questi
02:58ragazzi.
03:05Posso dire, senza raccontare, non posso raccontarla, però posso dire che tutto inizia da dove era finito.
03:14Il primo film finisce con un fondue a nero, con Turi Leofonte e Giancarlo Giannini, straordinario nel primo o nel
03:20secondo, lo vedrete,
03:21sempre straordinario, che guarda la figlia, Chiara Leofonte e Romina Mondello, bravissima, anche lei è stata veramente brava.
03:29Come a dire, dico tutto, e lei fa così con la testa, si hai promesso che dicevi tutto di tutto.
03:37Undici anni dopo c'è Leofonte che esce dal carcere perché ha scontato la pena, ma non ha mai detto
03:45che fine hanno fatto i codici del denaro,
03:50dato che lui era il cassiere della cupola della mafia, che non ha mai voluto dire dove stanno questi soldi
03:56nel rivelare i codici.
03:58Per questo si è fatto undici anni di carcere duro.
04:01E da lì riparte tutta la faccenda.
04:03Le domande sono che cosa hanno fatto gli altri in questi undici anni, chi sono, cosa sono diventati.
04:10Oggi questo lo vedremo, però la motivazione per cui tutto scatta è completamente diversa dall'altro, è assolutamente nuova.
04:27Per essere sinceri non è stato difficile, è stato difficilissimo, nel senso che praticamente ho lasciato la scorta di Palermo
04:37Minano al primo
04:38e nell'arco degli undici anni che sono passati, i miei attori sono diventati delle star televisive.
04:48Inutile dire Raoul, Boba, Ricky, Simone, Simone, vabbè se non a questo è venuto dopo.
04:55Però praticamente il concetto fondamentale è che praticamente dieci anni di fiction pesano sulle mie spalle,
05:09nel senso che praticamente io vado a proporre un film di genere, che è la mia specialità, comunque con delle
05:19star televisive.
05:20Ora, siccome il nostro paese è un paese abbastanza piccolo, provinciale, il problema che si pone è questo,
05:28cioè esiste un tipo di attore cinematografico e un tipo di attore televisivo, secondo me è una grande fandonia,
05:36nel senso che non esiste questa possibilità su un territorio così piccolo.
05:41Già esiste con scarsa dimostrabilità in America, nel senso che molte star televisive poi sono diventate grandi attori,
05:52basta vedere Bruce Willis e fare altri esempi del genere, però praticamente in Italia esiste un canone
05:57che non so chi l'ha dettato, che dice che praticamente l'attore che è televisivo poi non può essere
06:01cinematografico.
06:02In questo caso io credo che proprio perché ho ripreso quel tipo di film legato a un genere ben preciso,
06:11che è l'action movie, il poliziesco e tutto il resto, probabilmente, forse, credo, spero,
06:19la televisione in questo caso mi ha aiutato, nel senso che mi ha portato lei quello che normalmente ogni tanto
06:24deruba il cinema,
06:25nel senso che il cinema di genere in realtà è stato un po' bistrattato attraverso la televisione,
06:33la televisione nell'arco di questi 10-11 anni da quando ha fatto l'altro film,
06:36non ha fatto altro che riproporre più o meno situazioni simili a quelle di Palermo-Milano,
06:41differenziate solo magari dal tipo di caso, dal tipo di impostazione,
06:44però diciamo che alcuni dicono, non io, però insomma anche colleghi molto, come dire, influenti,
06:51dicono che un po' lo ha aiutati a portare avanti il genere action poliziotesco, come si diceva una volta.
07:07Sì, come dicevo prima, i cattivi questa volta, tra virgolette, ci sono,
07:16e la scommessa più grande e me ne arrogo un po' la maternità, in quanto donna, quindi non dico paternità,
07:23nel senso che quando si stava decidendo il cast da fare, dall'inizio avevo pensato a Enrico già in scrittura,
07:34non lo so perché, mi è venuto proprio istintivo, è il personaggio di Rocco.
07:38Rocco è il figlio di Scalia, che nell'altro film, appunto, non si vedevano mai, ma vengono nominati continuamente,
07:47Scalia è il capo proprio della cupola mafiosa, ed è lui che viene arrestato con tutti i suoi
07:57quando Leofonte decide di collaborare con la giustizia, che viene preso da Divenanzio,
08:03per Raul Bova, e portato poi al carcere a Milano nel finale del film.
08:08Quindi tutta la famiglia Scalia e tutte le persone legate alla famiglia Scalia finiscono in carcere,
08:16meno il figlio, che era giovane all'epoca dei fatti, che ha studiato all'estero,
08:24e quindi è tornato ovviamente per i suoi interessi personali, ma anche per vendicarsi di quanto è accaduto
08:35alla sua famiglia, a modo suo.
08:37Enrico Loverso lo interpreta, questo è Rocco Scalia, magistralmente, come dicevo prima,
08:42è stata una grande scommessa perché lui ha questo volto e siamo abituati a identificarlo
08:48sempre come una persona buona, ha sempre fatto dei ruoli diversi.
08:55La prima volta, almeno nel nostro film, ora so che sta già facendo altre cose dopo questo,
09:02dove fa il cattivo, che interpreta una persona, ma non il cattivo da fumetto o il cattivo stereotipo.
09:09Lui fa proprio la perfidia fatta persona.
09:12Questa era la scommessa perché era difficile, così come era stato scritto, da interpretare
09:18e uscire fuori dai luoghi comuni, dai canoni che sappiamo.
09:24Enrico l'ha fatto in un modo straordinario.
09:33Da questo film bisogna aspettarsi molta adrenalina.
09:37Questo è un film che ha un senso, come tutti i film d'azione, si riescono ad inchiodare
09:44lo spettatore sulla poltrona e farlo entrare all'interno del viaggio, un po' come è stato
09:51il primo, perché da quel momento in poi il pubblico si sente parte del gruppo che sta
09:58viaggiando e di conseguenza se sono riuscito a trovare la formula giusta, quella narrativa
10:06c'era, poi quella emotiva delle immagini, perché poi si devono sposare, il meccanismo
10:14narrativo con quello delle immagini, deve essere un matrimonio senza scossoni.
10:19Credo di poter dire che forse è il film di genere che mi è riuscito meglio ultimamente,
10:27perché non mi sono tenuto.
10:31Cioè nel senso che, spiego una cosa, cerco di essere breve anche se è complicata, però
10:37attraverso proprio quei ragionamenti fatti prima, molti miei colleghi ogni volta che affrontano
10:42un film, e questo è comico da un certo punto di vista, per esempio un collega andava a fare
10:47un film di guerra in Africa, diceva sì, ma è un film di guerra, ma non c'è la guerra.
10:53Un altro diceva, doveva fare un film giallo, sì è un film giallo, ma in realtà non è
10:57giallo, sì è un film di azione, ma in realtà non è d'azione, perché poi in realtà il
11:02messaggio deve arrivare al contrario, quindi io non devo far vedere quello, io invece dichiaro
11:06apertamente che è decisamente un film di genere, come quelli che si facevano negli anni
11:12settanta, ovviamente rapportato ad oggi, cercando di rapportarlo ad oggi, quindi evitando
11:17delle cose che sono state fatte bene o male, questo non sta a me dirlo, ma che comunque
11:24hanno decretato un periodo della nostra storia cinematografica. Per ritornare a quel periodo,
11:30perché io parto da un presupposto, ne basta uno di film di genere che funziona al botteghino
11:37e che funziona diciamo come campanello, che poi normalmente in Italia succede il classico
11:45fenomeno che uno, come le ciliegie, una dire l'altra e quindi si entra in quella fase
11:51che magari fosse. Quindi non ho voluto tradire il senso del genere, che vuol dire praticamente
12:01lasciarsi andare alle emozioni.
12:04Io mi auguro di essere riuscita a comunicare, di essere riusciti perché le immagini sono
12:14veramente fortissime, a comunicare appunto e a trasmettere le emozioni di cui parlavo
12:22prima al pubblico.
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