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  • 15 minuti fa
Trascrizione
00:03Franco Sozzani diceva sempre, gli italiani non vogliono delle donne impegnative, si parla
00:09sempre di questo aspetto delle donne sia dal punto di vista maschile e femminile, ma raramente
00:13dal punto di vista dei figli. Quindi da figlio queste donne impegnative come sono?
00:19Da figlio sono per certi versi molto difficili, perché ovviamente una madre come la mia
00:26era anche una grande, gettava anche una grande ombra, come gettano tutte le donne ma anche
00:31gli uomini che raggiungono tali traguardi. Io ne ho imparato poi col tempo a prendere gli
00:39aspetti positivi, che sono ovviamente la possibilità di essere esposti a un po' tutto quello che
00:47sono stato esposto nella mia vita, quindi oggi ringrazio. Certo molto difficile a volte.
01:00Franca era diciamo un'eccellenza nel suo campo e come dice anche il titolo del film, caos
01:08e creazione, però in realtà quando noi andiamo a sentire le interviste era molto scientifica,
01:13cioè perseguiva il suo lavoro quasi con un metodo scientifico, perché dava dati, dava
01:18fatti concreti e poi creava. Secondo lei anche da regista questo è fondamentale, perché
01:23in genere si pensa sempre che la creazione sia così astratta, però c'è anche un aspetto
01:27molto scientifico.
01:29Sì, infatti sono appena tornato da Norvegia dove stiamo facendo la ricerca per il prossimo
01:34film e il fatto di aver incontrato e parlato con le persone del luogo è fondamentale,
01:40cioè secondo me bisogna sempre sapere tutto e poi dimenticarsene, ma è un po' la regola
01:47per tutto, per la cucina, per la musica, per il cinema, bisogna essere… e questo lei
01:53era, lei si pensava lei fosse astratta, un po' sulle nuvole a volte, perché parlava
01:59poco, diceva agli fotografi, diceva vai a farmi una roba sul rosso, uno diceva ma come
02:03il rosso, eppure poi in fondo invece era proprio quella la sua forza, lei sapeva benissimo
02:12cosa stava facendo.
02:14Il mondo della moda ma anche del cinema, però sul mondo della moda di più spesso viene
02:18visto dalla gente che fa dei lavori considerati tradizionali come un mondo un po' effimero,
02:23no, diceva vabbè si tratta in fondo di film, sono vestiti, in realtà un personaggio che
02:30arriva a massimi livelli, un regista, una direttrice di moda poi può toccare argomenti importantissimi
02:37come per esempio la discriminazione razziale, la chirurgia estetica, la differenza sociale,
02:42il problema del peso, forse anche in una maniera più forte di chi magari fa l'avvocato o il
02:48medico, non lo so, perché secondo lei c'è questo pregiudizio verso diciamo queste professioni
02:53viste come effimere?
02:56Beh, perché spesso lo sono, nel senso che comunque molto delle carriere, diciamo chiamiamo
03:05tutte queste persone artisti, sono delle carriere di base di gente fortunata, perché è un privilegio
03:14poter essere nella posizione di dire delle cose al mondo, cioè perché uno deve essere
03:19in quella posizione un altro no, quindi è una cosa che uno ovviamente si guadagna, però
03:23è anche un grande privilegio secondo me, io credo che però poi ovviamente questo privilegio
03:31dà la piattaforma per poter raccontare e dire cose che sono invece molto importanti
03:39nella nostra vita, il problema del peso, uno di quelli che mia madre ha affrontato, è
03:44un problema con cui tantissime donne, meno uomini ma anche uomini ovviamente, si confrontano
03:50quotidianamente ed è una malattia ed è una cosa molto seria ed è una cosa che crea molto
03:55disagio e lei lì è stata la sua intuizione, lei ha capito che poteva parlare di queste cose
04:00dalla moda, che era il mondo in cui invece tutti sono magri, devono essere magri e non è
04:07così. Questa è una curiosità, appunto oggi la parola creativo a volte viene quasi usata
04:16come un insulto, no? Da creativo che ha visto tanti creativi, il mondo interno dei creativi
04:22è un insulto anche tra di voi oppure no? Il creativo sì, oggi è una cosa un po' che
04:27che cosa fa il creativo? Io credo che la cosa che non smetterà mai di funzionare è il raccontare
04:38storie, perché è così che la nostra civiltà è cominciata, raccontandoci delle cose, noi
04:43tutto quello che facciamo oggi è frutto di racconto, ci raccontiamo che esiste un codice
04:50legale e che uno diventa avvocato, ci raccontiamo, cioè ci sono poche cose empiriche, no? Come
04:56la medicina e tante sono veramente storie, quindi questa è la cosa che secondo me, almeno
05:04io da creativo, ambisco a fare, io ambisco a raccontare delle storie che tocchino la gente
05:09e questo è stato il primo tentativo.
05:11A proposito di storie, prima mi ha accennato, glielo devo chiedere, sul film, che è il suo
05:17primo film proprio, diciamo questo è un documentario proprio di finzione, trattato da un romanzo
05:23molto amato in cui c'è un uomo solitario, ecco dopo una grande donna così forte, questo
05:27uomo così forte, com'è stato questo passaggio? L'ha scelto proprio per questo e se ci si
05:32può dire qualcosa, insomma?
05:35Sì, io credo di aver scelto di raccontare questo film perché proprio mi sentivo così
05:41solo quando ho letto il romanzo, quando ho voluto intraprendere questo viaggio, questa
05:50avventura. Stavo perdendo mia madre, che era l'ultimo, insomma, il secondo genitore che
05:56perdevo in pochi anni e questa cosa mi ha un po' tirato il tappeto da sotto i piedi,
06:05mi sono sentito un po' barcollante, un po' indeciso, un po' perso e ho letto questo romanzo
06:11di questo uomo che si rifugia alla fine del mondo. Poi la mia grande passione per i racconti
06:17noir, di crimine e di avventura mi hanno fatto decidere che questa forse era la prima storia
06:25da raccontare. Come produzione siamo ancora, non si può dire niente? No, cast, cose, no?
06:31Cast non possiamo dire niente, Cattleya produce e Stefano Bises scrive.
06:38Ok, grazie mille. Grazie.
06:41Grazie.
06:42Ciao.
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