00:00Quella che di notte stabilisce il prezzo alla tua gioia
00:06Me ne vado
00:06No, aspetta, Andri, aspetta, facci spiega
00:08In conferenza stampa Dori Ghezzi ha detto una cosa importante
00:11Questo non è un film su Fabrizio D'Andrea ma sull'idea di Fabrizio D'Andrea
00:14Com'è cambiata la tua idea di Fabrizio D'Andrea?
00:17Prima di lavorarci, di lavorare questo film e poi dopo averci lavorato
00:20È cambiata che intanto nello scriverlo o coscriverlo con gli autori
00:26abbiamo dovuto studiare molto
00:28e quindi questo ha approfondito sicuramente la conoscenza di Fabrizio
00:32anche se io sono un D'Andreano per cui da un punto di vista musicale
00:35non ci sono state novità, diciamo
00:39Oddio, non è vero, la novità è che abbiamo trovato un nuovo Fabrizio che le canta
00:42che è Luca Marinelli, che è molto credibile in questa sua rappresentazione di Fabrizio
00:49sia da un punto di vista semplicemente attoriale ma anche musicale
00:56perché secondo me il lavoro che fa Luca è sorprendente, di canto
01:01per cui lì magari vai un po' più in profondità rispetto a come Fabrizio pronuncia una parola che è calata
01:07quella cosa lì sì è una novità perché lavorando con Luca e D'Ori in sala d'incisione
01:12cioè c'era quel tema lì, no?
01:14perché magari il timbro non è quello ma lui prende le calate, insomma lo piglia abbastanza secondo me
01:20e quindi questo aspetto è stato molto divertente
01:23per me, per Luca no, per me sì
01:26a proposito di scrittura c'è una frase molto bella del film detta appunto da D'Andre
01:30in cui dice quando io scrivo cambio le persone
01:33e dice appunto Dreghezio io non voglio cambiare te
01:35in che maniera avete cambiato un po' D'Andre attraverso la scrittura di questo film?
01:40beh che ce ne siamo fatti un'idea e quindi inevitabilmente è una nostra, è un punto di vista
01:45perché poi è inevitabile, da D'Andreiani tutti e tre che abbiamo lavorato questa sceneggiatura
01:52e in particolare Francesco e Giordano ma io insomma l'ho seguita dalla prima parola all'ultima
01:58e abbiamo dato un punto che fosse il nostro insomma, condiviso
02:05e poi la rappresentazione come dire cinematografica, televisiva, chiamala come vuoi
02:10anche su questo si aggiunge un punto di vista evidentemente
02:14cioè quando tu prendi un personaggio e della carta lo porti nell'azione cinematografica
02:20evidentemente poi gli costruisci tutto intorno il mondo
02:22quindi quella Genova lì, in quegli ambienti lì, con quei vestiti lì, con quei... ecco, quello è un po'
02:29in mezzo a un mare di parole che è quella appunto della produzione di D'Andre
02:34per il titolo avete scelto delle parole di un pirata, Principe Libero
02:37ci spieghi la scelta di questo titolo, da dove nasce?
02:40Beh, perché insomma, vista la famiglia di origine di Fabrizio, Principe ci sta
02:44e come ci sta nel popolo, perché penso a... ci sono dei popoli super aristocratici
02:52all'essere popolare in maniera super aristocratica, per cui vale in tutti e due i sensi
02:56e la libertà che è un tema assoluto di Fabrizio, per cui quel distacco
03:02magari che può avere, quando è il giovane Fabrizio, sempre azzimato, vestito perfettamente
03:07con dei vestiti di sartoria, che lo possono collocare nel mondo semplicistico, come dire, come immagini
03:15ma dei principi, però la sua ricerca di libertà che non può che non passare dall'etame anche, no?
03:22Da cui nascono poi i fiori.
03:23A proposito di questa dicotomia, secondo te si rispecchia anche nei due personaggi femminili?
03:29Cioè, Puni era la donna un po' più borghese, quindi il Principe e la libertà di Dorighezzi?
03:34Sì, sì, decisamente.
03:37Cioè, Puni è quella figura che in fondo cerca di far chiuderlo, cioè cerca di limitare la sua libertà
03:45forse quello è l'errore più grande, no?
03:47Cioè, come lo trattiamo noi nel film, è la ragione per cui loro non possono proseguire
03:51lo stesso rapporto, perché poi continuano ad avere un rapporto anche dopo, anche quando
03:56lui si mette con Dori, comunque Puni non scompare, cioè è una famiglia allargata proprio.
04:02E con Dori è certamente la libertà, la consapevolezza, la maturità, la passione, senza dubbio.
04:10Quanto ci hai visto di Fabrizio Di Andrei e Luca Marinelli?
04:13È tanto, perché quando l'ho visto nel film di Virzi, che era Tutti i Santi Giorni,
04:18era il 2012 e noi avevamo sei anni ancora d'attesa prima di girare, cinque.
04:25Però tanto, quando l'ho visto in quel film lì, per me lui era Fabrizio Di Andrei.
04:29Nel film si dice che ci sono quattro Fabrizio Di Andrei, qual era quello che te interessava
04:34di più e qual è secondo te quello che viene ripreso meglio dal film?
04:38Lì io ho avuto la fortuna di fare un documentario su Fernanda Pivano, che a sua volta è stata
04:43una scopertrice di talenti, la sua volta non perché glielo sia, però ha raccontato
04:48molti scrittori in un certo modo.
04:51Da lei ho mutuato certamente questa cosa, cioè l'interesse di raccontare una persona
04:55al di fuori dell'ottica che ne hanno i media.
04:59E allora Fabrizio è sempre stato molto conosciuto, molto popolare, insomma c'è una figura famosa
05:04in questo paese, però restituirne un'immagine più privata, senza voler essere guairistici,
05:11ma semplicemente raccontare la sua formazione culturale in particolar modo, attraverso appunto
05:18la sua famiglia, questo era quello che mi interessava, raccontare un personaggio che si chiama
05:24Fabrizio De Andrè, ma prima si forma.
05:26Sei un geni, è ora del grande pubblico.
05:29Scrivi e canta la tua musica, se è questo che vuoi veramente.
05:36Fabrizio De Andrè.
05:38Mi chiamavano Bocca di Rosa, metteva l'amore, metteva l'amore.
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