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  • 1 giorno fa
Il sovrintendente e direttore artistico della Scala Fortunato Ortombina ha ricordato quando il direttore Albertini provvide a una sottoscrizione per rifare il palco della Scala, e il titolo del maggio 1946 per la riapertura postbellica e il ritorno di Toscanini: «La Scala è risorta». Sull'evento per i 150 anni ha aggiunto: «È un altro 7 dicembre».

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Trascrizione
00:00Prende la parola il maestro Fortunato Ortombina, sovrintendente e direttore artistico della Fondazione Teatro alla Scala.
00:15Buongiorno. A nome dell'orchestra del Teatro alla Scala, del maestro Soddi e di tutti i lavoratori della Scala, anche
00:24quelli che non si vedono qui,
00:25saluto il Presidente della Repubblica Sergio Montarella, il Presidente del Senato Ignazio Larussa, il Presidente della Camera dei Deputati Lorenzo
00:37Fontana,
00:38il Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e il nostro Sindaco e Presidente e tutte le autorità politiche e militari
00:48che sono presenti a questa giornata straordinaria
00:52che, lasciatemi dire, vedendovi così numerosi e festosi entrare, data il compleanno del Corriere, sono tranquillo nel dire che questo
01:01è un altro 7 dicembre.
01:04Rivolgo il mio benvenuto al Dottor Urbano Cairo, al Direttore Luciano Fontana, al Presidente Ferruccio De Bortoli e a tutti
01:13i giornalisti che ho visto entrare in sala,
01:15da Via Solferino e da tante redazioni regionali. E per tutti gli abbonati della Scala e del Corriere della Sera
01:24saluto la senatrice Liliana Segre.
01:37Accogliere la cerimonia di oggi ha un significato particolare.
01:41In questi primi 150 anni il Corriere non ha solo raccontato la storia, ma ne è stata una coscienza viva,
01:47tesa sempre a perseguire un senso di crescita civile e, insieme alla Scala, a sentire e a servire la città.
01:56Con questi obiettivi comuni il Corriere è stato sicuramente l'interlocutore imprescindibile della Scala per quasi tutto il tempo dell
02:04'Italia Unita.
02:05Le firme storiche che hanno accompagnato la Scala, da Filippo Filippi nell'Ottocento, Giulio Confalonieri, Eugenio Montale, Dino Buzzati,
02:15fino ai giornalisti che vengono oggi e con i quali parliamo ogni sera, tutti insieme hanno accompagnato la passione
02:24e la formazione di generazioni di spettatori, guidando i cittadini della Leonata Italia a farsi prendere per mano da Giuseppe
02:32Verdi
02:32e al tempo stesso ad assumere una visione sempre europea, guardando sempre ad un possibile ampliamento del repertorio
02:43che è quello che ci porta oggi a fare un programma come questo, che mette insieme per questa occasione Bellini
02:50e Wagner,
02:51i due universi principali, il repertorio italiano e il repertorio tedesco della musica occidentale.
03:00Sarebbero tantissimi gli episodi, fermo restando che ogni volta anche la cronaca della stecca di un tenore
03:10è stata fatta, devo dire, con intento costruttivo.
03:14Comunque sono tante le occasioni che hanno messo insieme e fin dalla mattina del 5 di marzo con la prima
03:25copia
03:25il Corriere non volle che mancasse la scala, quindi si inaugurava il 5 di marzo 1876, si inaugurava la rubrica
03:34Il Corriere Teatrale e nella prima riga c'è Teatro alla Scala, due punti, riposo.
03:39Comunque la scala c'era lo stesso quel giorno, comunque quel giorno non è stata esclusa la scala
03:45da quel giorno importante del Corriere della Sera.
03:53Poi, naturalmente, non parliamo della musica, lasciamo ne parliare la musica.
04:01Cito quell'immensa personalità che fu il vostro direttore Luigi Albertini
04:07quando nel 1921, mentre si stava allestendo l'ente autonomo Teatro alla Scala
04:13il direttore si fece promotore di una sottoscrizione
04:17che provvide a Toscanini e al sindaco Canfora i soldi per fare il palcoscenico
04:23per ammodernare il palcoscenico della scala.
04:26E poi c'è un'altra espressione che si trova sulla prima pagina
04:33del Corriere dell'11 maggio del 1946
04:38in prima pagina il titolo
04:40dopo i bombardamenti e la ricostruzione
04:42il titolo recita
04:43la scala è risorta
04:45e quella volta la scala era risorta
04:47perché era stata ricostruita
04:50da tante forze milanesi e nazionali
04:53e risorgeva anche perché tornava Arturo Toscanini.
04:58Nella corrispondenza fitta
05:01fra quel signore che vedete nella statua all'ingresso
05:04Giulio Ricordi e Giuseppe Verdi
05:06il Corriere della Sera ricorreva spesso
05:10quasi sempre
05:11e con affetto
05:14abbreviavano
05:15Corriere della Sera troppo lungo
05:16e diventava Corsera
05:18e loro per anni si sono iscritti del Corsera.
05:21E quindi
05:21da questo palco
05:24insieme a tutti i musicisti
05:25caro Corsera
05:27buon compleanno.
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