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  • 10 ore fa
Roma, 4 mar. - Il welfare aziendale sta spingendo sempre più dipendenti verso palestre e centri sportivi, spesso tramite piattaforme e voucher digitali. Ma, nella pratica quotidiana di ASD e SSD, si sta diffondendo un equivoco che rischia di trasformare un meccanismo nato per semplificare in un labirinto amministrativo: chi è il cliente "vero" quando il pagamento passa dalla piattaforma. "Welfare significa convertire una parte di reddito in servizi di benessere e prevenzione. Il dipendente non riceve un regalo: usa potere d'acquisto in una forma fiscalmente incentivata", spiega il dott. Luca Mattonai, tributarista tra i massimi esperti in Italia di ASD e SSD. "Quello che vediamo spesso è un errore di prospettiva: si scambia il canale di pagamento per la sostanza del rapporto." Per Luca Mattonai, se l'utente si tessera e acquista un servizio istituzionale - corsi, abbonamenti, attività sportiva - l'operazione resta la stessa che avverrebbe in sede, con pagamento diretto. "La piattaforma welfare è un intermediario tecnico, non il cliente. Trattarla come controparte significa forzare un'attività istituzionale dentro una cornice commerciale, con costi e adempimenti che non aggiungono valore." Il punto, conclude Mattonai, è mantenere coerenza tra realtà economica e trattamento fiscale: "Il welfare è il mezzo, non la sostanza. Se l'attività è erogata al tesserato come attività istituzionale, la natura non cambia perché il pagamento transita da un portale. Complicarlo proprio adesso è un errore evitabile."

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Trascrizione
00:00Vorrei parlarti di welfare aziendale, usato nello sport tramite ASD e SSD.
00:05Ma partiamo da una cosa semplice, perché qui si sta creando un pochino di confusione utile.
00:10Welfe aziendale vuol dire che l'azienda, invece di darti soldi in busta paga, quindi al dipendente,
00:15ti mette a disposizione bene i servizi che migliorano il benessere, la salute e la qualità della vita.
00:21È un vantaggio per tutti. Il dipendente aumenta il potere di acquisto netto,
00:26l'azienda migliora il clima e la produttività. E lo Stato incentiva, perché incentiva?
00:31Perché prevenire costa meno che curare.
00:34Fin qui, facile. Il punto caldo attualissimo è questo.
00:38Quando il welfare viene speso nello sport attraverso le piattaforme,
00:44come devono fatturare le ASD e le SSD? E soprattutto, chi è il cliente vero?
00:50Per noi la risposta è chiara. Il dipendente non sta ricevendo un regalo,
00:55sta usando parte del proprio reddito, solo che lo fa in una forma fiscalmente agevolata.
01:01Cosa succede in realtà, quella che vediamo tutti i giorni?
01:05L'utente si tessera all'ente sportivo e compra un servizio istituzionale.
01:09Corsi, abbonamenti, attività sportiva.
01:12È la stessa cosa di un abbonamento venduto in sede e pagato dal tesserato.
01:17Cambia il canale di pagamento.
01:20Non cambia la natura del servizio o il sudalizio tesserato ente.
01:26E qui casca l'asino.
01:28La piattaforma welfare non è il vero cliente, è uno strumento di pagamento,
01:33come una carta di credito, un voucher, un intermediario tecnico.
01:37Se la tratti come il cliente, finisci per trasformare un'attività istituzionale
01:42in una finta operazione commerciale, con burocrazia, costi, che non c'entrano niente.
01:50Quindi il succo è questo.
01:52Il trattamento non cambia.
01:55Se stai erogando l'attività istituzionale al tesserato, resta fuori campo IVA.
02:00Il welfare è il mezzo, non la sostanza.
02:03E se lo sport è una delle cose più virtuose che il welfare può finanziare,
02:08la scelta meno intelligente è complicarlo, proprio adesso.
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