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Trascrizione
00:04Parliamo dell'impatto della guerra sull'energia, sul petrolio e sul gas, insieme a uno dei più
00:09grandi esperti italiani in assoluto, Paolo Scaroni, che saluto e ringrazio, una vita ai
00:14vertici delle società dell'industria dell'energia, grazie di essere con noi e benvenuto.
00:19Grazie a voi, buongiorno.
00:20Allora, innanzitutto lei ha visto molte crisi, molte crisi anche drammatiche, abbiamo ancora
00:24nella memoria l'impatto che ha avuto l'invasione della Russia in Ucraina sul mercato del gas,
00:29nettamente superiore a quello che abbiamo visto anche nelle ultime 48 ore, al tempo
00:33stesso è uno shock anche per il mercato nel suo complesso, sembra che i traders commettano
00:40su una durata limitata di questo shock, tant'è che il petrolio è sì salito oltre gli 80
00:44questa mattina, ma di fatto comunque una reazione inferiore, con meno panico rispetto alle previsioni.
00:51Lei è d'accordo?
00:51Come la vede?
00:53Ma guardi, tanto per citare qualche cifra, il prezzo del gas nel 2021, quindi prima della
01:00crisi ucraina, era di 10 euro in megawattora, al top della crisi ucraina è stato 300 euro
01:08in megawattora, mentre oggi stiamo parlando di 40-45 euro, quindi è proprio come dice lei,
01:15c'è stato un impatto, naturalmente il mercato guarda con grande attenzione quello che succede
01:21in Iran e in particolare nello stretto di Ormuz e in Qatar, che è un grande produttore di gas,
01:26ma per il momento non vedo delle reazioni troppo, troppo forti.
01:32Per quanto riguarda il prezzo del petrolio, sì, il prezzo del petrolio è salito del 7,
01:368-9%, continuando peraltro un trend di crescita che aveva già iniziato qualche settimana
01:43fa, però per il momento i prezzi sono ancora contenuti.
01:47L'attenzione di tutti è sullo stretto di Ormuz, nel momento in cui lo stretto di Ormuz
01:53ricomincerà a vedere transitare le navi, vedremo i prezzi di petrolio e gas abbassarsi.
01:59Ecco, io le faccio vedere qual è la situazione, Scaroni, in questo momento allo stretto di Ormuz,
02:06sapete che ci sono questi modelli che in tempo reale fanno vedere quello che di fatto è fermo
02:12da 48 ore con le petroliere alla fonda, i due lati dello stretto, lo stesso vale per le navi metaniere,
02:19in fondo anche per tutto il trasporto maritimo che comprende anche il 30% dei fertilizzanti
02:23a livello globale. Insomma, da sempre il mercato dell'energia vede quello come il punto
02:29più delicato in assoluto di tutto il sistema, eppure di fatto continua ad esserlo.
02:34Che reazioni ha lei di fronte a questa situazione? Quanto il mercato dell'energia può durare
02:39con questa situazione?
02:42Comincerei col dire che mai nella storia lo stretto di Ormuz è rimasto chiuso.
02:48Addirittura durante la famosa guerra ormai passati 30 anni tra Iran e Iraq, malgrado una grande
02:55guerra molto più importante di quella che viviamo oggi, lo stretto di Ormuz ha visto
02:59continuare a passare le navi. Anche perché, non dimentichiamolo, le esportazioni di petrolio
03:06e di condensati iraniani passano di lì. Quindi l'Iran, ostacolando il passaggio delle navi,
03:13ostacola anche il passaggio delle proprie navi. E quindi di quell'unica entrata di dollari
03:19che tiene in piedi l'economia iraniana. Allora, io mi aspetto che questa durata
03:26dello stretto di Ormuz non sia troppo lunga. Stiamo parlando di forse settimane, ma certo
03:32non mesi. E in questo caso tutto rientrerà. Certo, se dovessimo immaginare lo stretto di
03:38Ormuz chiuso per mesi e mesi e mesi, tutto questo non potrà che avere un grande impatto
03:44sui prezzi del petrolio e del gas. Basti soltanto dire che da quello stretto passano
03:49il 20% delle forniture di petrolio e il 20% delle forniture di gas del nostro pianeta.
03:57Quindi il 20% è molto, moltissimo. Tra l'altro, sia parlando di petrolio che di gas, l'aumento
04:04dell'offerta verrebbe proprio da quei paesi, Arabia Saudita e Qatar, che sono bloccati.
04:10Quindi poco serve dire, ma tanto l'Arabia Saudita ha 2-3 milioni di barili di petrolio
04:17al giorno di spare capacity, cioè di capacità di crescita, perché quel petrolio continuerebbe
04:24a dover passare dallo stretto di Ormuz, visto che la pipeline che la collega al Mar Rosso,
04:30che è l'alternativa, è in questo momento a full capacity e piena. Quindi non possiamo
04:36che augurarci e io me lo auguro e lo penso anche che questa crisi, questi blocchi sullo
04:47stretto di Ormuz durino poco.
04:49Il mercato si è nervosito ieri, soprattutto dopo la notizia che il principale impianto
04:54di produzione di gas del Qatar è stato fermato ed è la prima volta nella storia del mercato
05:00del gas naturale e questo ha avuto un impatto diretto. Qui vediamo alcune immagini di questo
05:05attacco. Prima una raffineria, la più grande raffineria al mondo di Saudi Aramco, era stata
05:12raggiunta dalle schegge di due droni, aveva provocato un incendio. Le infrastrutture petrolifere
05:17del gas e dell'energia nella regione potranno essere il target, l'obiettivo dei prossimi
05:23attacchi anche lato americano e israele verso l'Iran? Oppure pensa che comunque ci sarà
05:28in qualche modo una sorta di rispetto per non distruggere una capacità produttiva che
05:34sarà comunque essenziale in futuro?
05:37Ripensi che c'è qualcuno che mi diceva l'altro giorno che la fermata degli impianti
05:42di LNG del Qatar non è tanto dovuta agli attacchi, ma è dovuta al fatto che siccome
05:50non riescono a spedire, gli stoccaggi sono pieni. Ma comunque sia l'una cosa o sia l'altra
05:56certamente il gas da lì in questo momento non viene più prodotto e non viene più da
06:01noi. Tra l'altro quel gas del Qatar va soprattutto in Asia, in India, in Pakistan, in Bangladesh, in
06:10Giappone, in Corea, cioè è un prodotto che va all'80 e più per cento, se non sbaglio
06:1685 per cento in Estremo Oriente. Viene da noi poco, tanto per dare un dato sull'Italia,
06:22il gas che noi utilizziamo viene dal Qatar solo per il 7-8 per cento, quindi dal punto
06:30di vista degli approvvigionamenti nei prossimi mesi non dovremmo avere nessun impatto, anche
06:36perché gli stoccaggi italiani di gas sono molto elevati e siamo al 50 per cento, quando
06:43in tutta Europa sono al 30 per cento, quindi abbiamo una posizione più forte degli altri
06:49europei e quindi non mi aspetto problemi per il resto dell'inverno, d'altra parte abbiamo
06:55anche la primavera davanti a noi. Certo abbiamo bisogno di gas per quanto riguarda il riempimento
07:03degli stoccaggi per l'anno prossimo, ma io mi auguro certamente che tutto questo sia
07:08concluso prima di allora. Allora per quanto riguarda la sua domanda, cioè l'attacco a
07:14raffinerie o installazioni petrolifere, io mi aspetto che questi attacchi continuino fino
07:20a quando l'Iran avrà missili balistici, avrà l'opportunità di farlo. La mia impressione
07:29è che stanno piuttosto, diciamo, non durerà molto a lungo la loro capacità di offendere
07:36e questo anche mi pare che su questo scommettano sia gli americani che gli israeliani.
07:41Grazie Scaroli, io voglio approfittare anche della sua vasta esperienza in tema di aziende
07:47energetiche per capire questo, perché i mercati hanno in qualche modo anche puntato nelle prime
07:53ore di ieri alla riapertura dopo il conflitto sulle aziende che producono petrolio, sono aziende
07:58però che hanno bisogno di orizzonti temporali, pianificazione, certezza e stabilità anche
08:03geopolitica. In questo momento cosa si trovano di fronte? Anche un rischio infrattivo che rende
08:09il costo del denaro per gli investimenti più alto, forse, in prospettiva, insomma,
08:15come vede lei le grandi aziende globali in questo momento alle prese con questa crisi?
08:22Già da qualche mese, forse direi da un anno a questa parte, il mondo si è reso conto
08:30che non potrà fare a meno del petrolio per molti anni ancora. Tutto questo ha dato impulso
08:38all'esplorazione che invece per alcuni anni è stata abbandonata e pensi che la BP, tanto
08:46per citare una dei grandi del settore, si poneva l'obiettivo di smettere di produrre petrolio
08:51nel 2030. Questo desiderio di avere una transizione molto rapida fuori dagli idrocarburi, ormai tutti
09:06hanno capito che non è più possibile. Quindi più esplorazione perché avremo bisogno di
09:11più petrolio. Questi fenomeni che si svolgono nella culla del petrolio mondiale, perché tra
09:17Iran, Iraq, Arabia Saudita, Abu Dhabi, c'è la grande produzione di petrolio e di gas
09:23nel mondo, ci fa capire a tutti che le esplorazioni devono riprendere e devono riprendere in tutto
09:30il mondo per garantirci delle alternative a fenomeni tipo quelli che stiamo vivendo oggi.
09:37Pensi per citarne uno, non so, le scoperte fatte da Exxon in Guyana trasformeranno la Guyana
09:45in un nuovo Kuwait, che sarà ben lontano dai problemi che stiamo vivendo in Medio Oriente.
09:51Grazie ancora Paolo Scaroni, buon lavoro e a presto.
09:54Grazie.
09:55Grazie, grazie a voi, a presto.
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