Erano almeno trecento domenica sera in Prato della Valle. Riuniti per festeggiare la caduta del regime, l'eliminazione di Ali Khamenei nell'operazione militare congiunta Israele-Stati Uniti scattata all'alba di sabato. O almeno quello che per loro potrebbe esserne il primo segnale. Giovani uomini e giovani donne (tante), a cantare e ballare stappando bottiglie di spumante con una sola idea in mente: la libertà acquisita. E una moltitudine di bandiere che sventolava sopra le loro teste: iraniane, quasi tutte. Ma anche una bandiera israeliana e una americana. La musica nelle casse accompagnava i cori, i capelli sciolti, le gonne. Tra i passanti c'è chi legge nell'entusiasmo un ricordo del 1989, «Sembravano i festeggiamenti per la caduta del muro di Berlino - racconta un padovano - non so se realmente si risolverà tutto, ma almeno per loro è un inizio».
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