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  • 1 giorno fa
Dalla guerra del Vietnam degli anni '60 in poi, gli Stati Uniti non hanno mai perso un conflitto sul terreno strettamente militare, ma ne hanno persi alcuni sul terreno interno, quello del consenso politico che è venuto meno e ha costretto i presidenti a fare marcia indietro. È il problema che si pone oggi per Donald Trump, che già partiva da un livello di popolarità bassissimo e non si può permettere una guerra infinita.Quindi questo precedente dei conflitti persi sul fronte interno rende ancora più importante che lui chiarisca quali sono gli obiettivi che si pone in questa guerra. In parte lo ha fatto. Sono i tre obiettivi fondamentali anche per la sicurezza degli Stati Uniti che furono messi sul tavolo a Ginevra durante la trattativa con la delegazione iraniana, che sono la rinuncia definitiva alla costruzione dell'arma nucleare da parte dell'Iran, lo smantellamento dell'arsenale missilistico e la fine del sostegno a milizie terroristiche che hanno insanguinato il Medio Oriente e anche oltre, cioè Hamas, Hezbollah, Huthi.Questi sono obiettivi chiari e danno una logica stringente al conflitto. Poi c'è invece il tema del rovesciamento del regime e questo è stato messo all'ordine del giorno dopo le vastissime proteste popolari, le rivolte di massa della popolazione iraniana di gennaio (una carneficina senza precedenti 30.000 morti). E tuttavia su questo Trump ha mostrato una certa incertezza o flessibilità a seconda di come la si vede.A volte parla di cambiamento di regime. Esorta la popolazione iraniana a prendere il destino della nazione nelle proprie mani. Altre volte si dice invece disposto a dialogare se esiste una fazione del regime attuale che è disposta a pentirsi, emendarsi, imboccare una strada diversa, in particolare nei rapporti con l'Occidente e con l'America. Questa è la vera incertezza che rimane.E su questo ultimo punto, quanto cioè puoi andare fino in fondo nel rovesciamento di questo regime e quanto invece si mantenga aperta un'opzione e cioè che ci sia una parte del regime iraniano disposta a abbandonare la strada della guerra santa, della jihad, della guerra a oltranza contro l'America contro Israele contro l'Arabia Saudita, contro tutti i regimi arabi sunniti moderati della regione.Su quest'ultimo punto, l'incertezza di Trump potrebbe generare un'incertezza molto più generale sugli esiti del conflitto.

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00:02dalla guerra del vietnam degli anni 60 in poi gli stati uniti non hanno mai perso un conflitto
00:10sul terreno strettamente militare ma ne hanno persi alcuni sul terreno interno quello del
00:17consenso politico che è venuto meno e ha costretto i presidenti a fare marcia indietro è il problema
00:25che si pone oggi per donald trump che già partiva da un livello di popolarità bassissimo e non si
00:33può permettere una guerra infinita quindi è questo precedente dei conflitti persi sul fronte interno
00:43rende ancora più importante che lui chiarisca quali sono gli obiettivi che si pone in questa guerra in
00:50parte lo ha fatto sono i tre obiettivi fondamentali fondamentali anche per la sicurezza degli stati
00:56uniti che furono messi sul tavolo a ginevra durante la trattativa con la delegazione iraniana che sono
01:05la rinuncia definitiva alla costruzione dell'arma nucleare da parte dell'iran lo smantellamento
01:12dell'arsenale missilistico e la fine del sostegno a milizie terroristiche che hanno insanguinato il
01:20medio oriente e anche oltre cioè hamas hezbollah putti questi sono obiettivi chiari e danno una
01:29logica stringente al conflitto poi c'è invece il tema del rovesciamento del regime questo è stato
01:38messo all'ordine del giorno dopo le vastissime proteste popolari le rivolte di massa della
01:46popolazione iraniana di gennaio il regime ha schiacciato con una carneficina senza precedenti
01:5430.000 morti probabilmente e tuttavia su questo trump ha mostrato una certa incertezza o flessibilità
02:04seconda di come la si vede a volte parla di cambiamento di regime esorta la popolazione
02:10iraniana a prendere il destino della nazione nelle proprie mani altre volte si dice invece
02:18disposto a dialogare se esiste una fazione del regime attuale che è disposta a pentirsi e mendarsi
02:28imboccare una strada diversa in particolare nei rapporti con l'occidente e con l'america questa è la
02:35vera incertezza che rimane e su quest'ultimo punto quanto cioè tram puoi andare fino in fondo nel
02:43rovesciamento di questo regime e quanto invece si mantenga aperta un'opzione che possiamo chiamare
02:52venezuela per semplicità e cioè che ci sia una parte del regime iraniano disposta a abbandonare la strada
03:02della guerra santa della jihad della guerra oltranza contro l'america contro israele contro l'arabia saudita
03:12contro tutti i regimi arabi sunniti moderati della regione su quest'ultimo punto l'incertezza di trump
03:21potrebbe generare un incertezza molto più generale sugli esiti del conflitto
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