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  • 18 ore fa
Dopo una intensa tournée partita da Roma, martedì 3 marzo arriva in città Lo Scuru, opera prima di Giuseppe William Lombardo. Girato interamente in Sicilia, il film è profondamente radicato nella cultura e nelle atmosfere del territorio. Nel ruolo del protagonista troviamo Fabrizio Falco, attore messinese di grande sensibilità e talento.
Alla proiezione sarà presente il regista.

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Trascrizione
00:00Per chi conosce l'immaginario visionario e carnale di Orazio Labate, l'arrivo al cinema
00:04dello scuro era una sfida ai limiti dell'impossibile, lingua arcaica, religiosità popolare, ombre
00:10familiari che si addensano come nubi sulla coscienza.
00:13E invece, alla ventinovesima edizione del terzio millennio Film Fest, l'opera prima
00:17di Giuseppe e William Lombardo dimostra che quell'oscurità poteva farsi immagine, guadagnandosi
00:22la menzione speciale della giuria Nuovi Sguardi, per la straordinaria capacità di rappresentare
00:28uno scorcio di Sicilia rurale in cui fede e superstizione convivono e si intrecciano,
00:33revitalizzando fantasmi ancestrali.
00:35Ho preso le sensazioni che provavo interiormente, che riversavo nelle sue parole e le ho poi tradotte
00:43quasi in maniera istintiva in delle immagini in bianco e nero, che da un lato richiamano
00:48sì quello che è un po' il suo lavoro sulla lingua, ma dall'altro lato sono il frutto
00:54della mia visione di che cosa può essere il gotico siciliano in relazione ad una mia
00:59esperienza personale.
01:00Quindi, film e romanzo in qualche modo sono quasi complementari.
01:04Nel ruolo di Razzi, il protagonista, il messinese Fabrizio Falco, vincitore del premio Mastroianni
01:09alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia nel 2012 e oggi apprezzato attore
01:14televisivo e teatrale.
01:15Il suo ritorno in Sicilia, con le immagini della traversata dello stretto a scandire un passaggio
01:20dell'anima, accende un conflitto insieme a etico e metafisico. Il lutto per il padre
01:25spalanca una frattura tra razionalità e rito, diagnosi e superstizione.
01:29Come si fa a non cadere nel cliché?
01:34Perché io non prendo una posizione, non ho un giudizio. Ho osservato, negli anni ho fatto
01:40vari studi all'eloquese antropologico su determinate realtà qui in Sicilia, ho cercato di capire
01:45che mi sono interrogato su che cosa sia il dolore, cosa vuol dire affrontare il dolore.
01:49Il film in questo senso è un'esperienza che si spera catartica per il pubblico.
01:53Se la sinossi editoriale evocava il gotico americano di Faulkner e McCarthy, intessendolo
01:58con le voci di Bufalino e Darrigo, il film sceglie di non tradurre la lingua ma di spostarne
02:03l'energia. Dove sulla pagina il dialetto si impasta all'italiano in flussi di coscienze
02:08imperscrutabili, sullo schermo domina in bianco e nero da tribunale, netto e tagliente.
02:13Silenzi, correnti d'aria, orizzonti instabili. Così il sud di Labate, mitico e inquieto,
02:18si trasfigura in esperienza sensoriale, immagine che trattiene il respiro, dove la notte non
02:23è tempo narrativo ma condizione dell'anima.
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