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"Agenda Benessere", si parla di diagnosi e trattamento del tumore del colon retto

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00:39Buon pomeriggio, ben ritrovati, nuovo appuntamento con Agenda Benessere, oggi noi parliamo di diagnosi e cura del tumore del colon
00:48retto e lo facciamo con la dottoressa Maria Concetta Ingemi, responsabile dell'unità operativa di oncologia ed ematologia della casa
00:57di cura Villa Salus.
00:58Dottoressa, ben trovata, grazie per aver accettato l'invito.
01:02Grazie a voi per avermi invitati, buongiorno.
01:06Noi partiamo subito con una testimonianza bella forte, quella della signora Anna Maria Anania di Staletti, Catanzaro, 60 anni.
01:19Io ho iniziato ad avere delle piccole perdite di sangue e all'inizio, qualche anno fa, anche per il colore,
01:27per l'odore, mi avevano detto di non preoccuparmi perché si trattava di emorroidi.
01:31Queste macchie poi sono sparite, poi c'è stato il covid e quindi si è arrivato il covid e sono
01:39sparite le macchie.
01:40E poi niente, poi dopo circa un quattro anni ho iniziato a rivederle, però le ho dato poco peso, fino
01:49a quando ho avuto una piccola emorragia.
01:51E lì mi sono preoccupata perché l'emorragia era non un'emorragia importante, però aveva un colore e un odore
01:58strano.
01:58Ho fatto la colonoscopia e dall'esame è venuto fuori che avevo un tumore al colon retto.
02:05E poi da lì ho iniziato il percorso qui a Villa Salus perché ho contattato il dottore Lamalfa, sono stata
02:12operata a Villa Salus il 27 gennaio.
02:15E poi dopo l'intervento, che è andato più che bene, il decorso post-operatorio è andato bene, mi sono
02:25rivolta alla dottoressa Ingemi,
02:26ho conosciuto la dottoressa Ingemi e ho iniziato il percorso oncologico qui a Villa Salus con la dottoressa.
02:34Adesso è passato un anno e sono qua e sembra che stia bene. Ho incontrato solo persone meravigliose.
02:43Dall'inizio mi hanno fatta sentire come se fossi in una famiglia. Mi sono sentita protetta, mi sono sentita coccolata,
02:51non mi sono mai sentita sola.
02:53Io sono stata ricoverata otto giorni, vedevo mio marito una volta al giorno, però in quei sette giorni non mi
03:00sono mai sentita sola, trascurata.
03:03La stessa cosa devo dire poi quando ho iniziato a fare la chemio. Rosaria, Fernanda, Marco, David, li nomino a
03:12tutti perché veramente,
03:14particolarmente sono affezionata a Fernanda e a Rosaria perché io arrivavo in sala chemio e c'era lei che ci
03:20aspettava col sorriso.
03:21E poi arrivava a Rosaria col carrellino, col sorriso che ci salutava, ci teneva in allegria.
03:29Non ho mai visto uno di loro non disponibile o magari con il viso cupo, sempre sorridenti, sempre accoglienti, sempre
03:44affettuosi.
03:48Dottore Singemi, allora nella top 10 delle malattie che causano morte c'è purtroppo questo tumore del colon retto.
03:57Cerchiamo di capire che cos'è e in quali soggetti, a che età si manifesta.
04:02Certo, il tumore del colon retto purtroppo ancora rappresenta un big killer, è ancora una neoplasia che purtroppo può dare
04:09morte.
04:09È un tumore che si manifesta a livello dell'intestino grasso, quindi colon retto,
04:15e insorge generalmente con un'alterazione della mucosa dell'intestino grasso
04:20e solitamente si può manifestare in soggetti che hanno un'età che va dai 50 ai 69 anni.
04:26Rappresenta il 10% delle neoplasie che vengono diagnosticate ogni anno al mondo
04:31e in Italia circa 50.000 casi all'anno vengono ad essere ancora diagnosticati,
04:37anche se negli ultimi anni abbiamo avuto una riduzione di insorgenza di questi tumori del 10%,
04:43grazie anche alle nuove diagnosi precoci e agli screening che vengono a essere messi in atto.
04:49Solitamente vengono colpiti soggetti che comunque di solito possono anche seguire degli stili di vita a volte non adeguati.
04:58Diciamo che purtroppo i paesi occidentali sono quelli che maggiormente vengono colpiti da questa malattia,
05:03anche se ultimamente si è visto un incremento di tale malattia anche nei paesi come Asia, India,
05:08proprio per l'eccessivo consumo di cibi a scarso contenuto di fibre, carni rosse, grassi saturi
05:15e un regime di vita anche poco, diciamo, molto sedentario e quindi una scarsa attività fisica.
05:22Non ci sono, solitamente insorge in pazienti, può insorgere in maniera anche, diciamo così, non ben definita,
05:31però vi possono essere un 25% di casi, possono essere determinati da predisposizioni genetiche, familiari
05:39e vi sono anche una certa percentuale di pazienti che affetti da patologie croniche dell'intestino
05:46come la rettopolite ulcerosa o il morbo di Crohn possono andare incontro a insorgenza di questa malattia.
05:54Quali sono, dottoressa, le manifestazioni, dalle meno evidenti a quelle più eclatanti
06:00che spesso poi ci inducono ad andare a indagare in maniera più profonda?
06:05Le manifestazioni più frequenti sono rappresentate soprattutto dal sanguinamento rettale,
06:11sanguinamento che può essere sangue rosso vivo, ma a volte anche del sangue che si proviene dalle zone,
06:17dalle parti più basse del colon, ma anche da sanguinamento delle parti più alte
06:22che si manifesta con delle emissioni di feci di colore scuro.
06:26Possiamo avere anche a volte presentare un alvo tendenzialmente stitico
06:30che magari insolitamente insorge e persiste per più di sei settimane
06:34anche se ricorri a una dieta più adeguata o a terapie farmacologiche.
06:40Vi possono essere anche insorgenza di stipsi alternata a diarrea e anemia
06:45che è un altro dei fattori importanti che spesso viene a essere sottovalutato
06:51e che può nascondere, essere un fattore insidioso e nascondere una neoplasia del colon,
06:56in particolare anche della parte del colon dell'iniziale, del tratto iniziale e dell'ascendente.
07:02Poi a questo si aggiunge anche a volte la presenza di addominalgie
07:06o anche di spossatezza, stanchezza, ingiustificata.
07:10Lei diceva prima sanguinamento, sangue rosso, oppure spesso si parla di questo sangue occulto,
07:15questa melena per cui poi si viene prescritta la cosiddetta ricerca.
07:21Sì, la ricerca del sangue occulto nelle feci, anche se devo dire, ahimè,
07:25ancora viene sottovalutato questo aspetto perché il più delle volte
07:29la perdita all'emissione di feci sanguinolente o anche l'emissione di feci mucose miste a sangue
07:35viene a volte sottovalutata sia dai medici di famiglia che magari pensano e dicono al paziente
07:42ma si tratta di emorroidi, vedrai che insomma non è niente di che,
07:47prescrivono, danno delle terapie farmacologiche che magari sono dei palliativi
07:51e possono anche attenuare il disturbo, ma questo non fa altro poi che tardare la diagnosi
07:56e quindi magari poi arrivare a una diagnosi in fasi molto avanzate della malattia
08:02per cui magari è più difficile ottenere la guarigione completa.
08:06Ecco, e nel percorso diagnostico un esame fondamentale è la coloscopia.
08:11Sentiamo il contributo del dottor Antonino Borruto, gastroenterologo e endoscopista.
08:18L'endoscopia ha un ruolo centrale insostituibile, non solo nella diagnosi dei tumori del colon,
08:27se di questo stiamo parlando, ma soprattutto della loro prevenzione
08:31ed ha un ruolo strategico insostituibile nella gestione successiva di questi malati,
08:37cioè nel pianificare l'iter diagnostico e terapeutico successivo all'endoscopia.
08:44È importante che tutte le persone intorno ai 50 anni facciano una coloscopia,
08:49coloscopia che ovviamente deve avere delle caratteristiche, deve essere un esame di qualità
08:54eseguito con gli strumenti giusti, da operatori che hanno la necessaria esperienza
09:01e che soprattutto viene fatta con degli accorgimenti.
09:05Per esempio, noi qui usiamo l'insufflatore di CO2 per rendere meno gravoso l'esame,
09:12rendere più confortevole il recupero, perché la CO2, cioè la nitrite carbonica,
09:17diffonde rapidamente e poi il paziente si alza subito dopo l'esame,
09:21una volta che è finito l'effetto della sedazione, senza il disconforto addominale.
09:26Prevenzione che nei parenti di pazienti che hanno avuto un carcinoma del colon o dei polipi del colon
09:34va anticipata intorno ai 40 anni a secondo dei tipi di tumore che i parenti hanno avuto.
09:42Per esempio, è importantissimo fare una colonscopia e non altre indagini,
09:46perché oltre a un ruolo preventivo diagnostico, anche un ruolo terapeutico,
09:51perché se l'endoscopista trova un polipo, immediatamente lo toglie e interrompe la sequenza
09:57che porta al carcinoma, perché il 95% dei tumori del colon insorgono su un polipo precedente.
10:05Ed è importante che l'endoscopista lo tolga e che l'istologo confermi che è stato tolto tutto e bene.
10:11Poi il paziente entra in follow-up senza bisogno di intervento.
10:15Allora, la paura, io dico sempre ai miei pazienti che la cosa più brutta di una coloscopia è la preparazione,
10:21perché la preparazione purtroppo ancora, pur essendo molto migliorata rispetto agli anni in cui ho iniziato,
10:30e purtroppo ormai sono tanti anni, è migliorata notevolmente.
10:34Ormai si assume delle preparazioni a basso volume, si assume delle preparazioni a basso volume,
10:38che sono un po' più confortevoli per il paziente.
10:41L'unico problema è quello, a fare un'adeguata preparazione, perché l'esame poi viene fatto completamente in sedazione
10:47e quindi il paziente molte volte si sveglia dicendo ma avete già finito, perché proprio questo è lo scopo.
10:55Non hanno né il dolore durante l'esame né la memoria subito dopo.
10:59E utilizzando la CO2, cioè questo insufflatore che insuffla aria medica, l'anidride carbone,
11:06e quindi si diffonde rapidamente, non ci sono quegli alcuni.
11:09Ricordo le prime coloscopie che facevano i pazienti, per ore avevano la cosiddetta pancia gonfia,
11:15perché erano confidari. Adesso questo non succede più.
11:20Ecco, dottore Singemi, quindi abbiamo sentito fondamentale questa indagine, quella della coloscopia.
11:27Una volta confermata la diagnosi, parte il percorso terapeutico, farmacologico e o chirurgico.
11:34Cerchiamo di capire in che ordine, se sono complementari?
11:38Certamente. Allora, una volta fatta la diagnosi di un tumore del colon retto attraverso la gonoscopia,
11:43è importante impostare la stadiazione della malattia, perché istologicamente già con la biopsia eseguita in gonoscopia
11:50sappiamo che si tratta di un tumore.
11:52Una volta fatto questo, è bene impostare al paziente degli esami ematochimici,
11:59quindi si farà la ricerca anche per valutare se c'è un'anemia e fare anche la ricerca di alcuni
12:04marcatori tumorali,
12:05come il CEA e il CA19-9, che comunque non sempre, se positivi o non negativi, possono essere indicatori di
12:11malattia o viceversa.
12:13Dopodiché si programma un attack total body con contrasto, importante per valutare se ci sono metastasi a distanza,
12:20fegato, polmoni, che sono gli organi che maggiormente vengono a essere interessati,
12:24oltre ai linfonodi locoregionali. Nel caso di un eventuale tumore localizzato al retto,
12:29è importante eseguire anche una risonanza magnetica della pelvi con mezzo di contrasto,
12:34che ci permetterà già di avere una stadiazione radiologica, perché ci permetterà di valutare
12:39se c'è un'infiltrazione oltre il retto, se c'è un interessamento dei tessuti per i rettali,
12:45anche dei linfonodi stessi. E questo ci consentirà anche poi di applicare una strategia terapeutica più adeguata,
12:53che potrebbe essere o una chemioradio in neoadjuvante prima di affrontare un intervento,
12:58se ovviamente noi già abbiamo visto che comunque organi a distanza interessati non ce ne sono,
13:02oppure se è bene fare un trattamento chemioterapico un po' più strong, più forte in neoadjuvante,
13:09successivamente condurre il paziente a radioterapia e poi all'intervento chirurgico.
13:13Per quanto riguarda invece il tratto del colon ascendente, trasverso discendente,
13:18una volta fatta la stadiazione strumentale con la TAC, che per noi va anche molto bene,
13:24tranne a meno che non ci siano dei dubbi, come presenze di eventuali piccoli micronoduli a specifico
13:29a livello polmonare, che potrebbero anche essere dubbi di secondarismo o anche a livello del fegato,
13:35in tal caso noi eseguiamo un esame e programmiamo per il paziente anche una PET,
13:41che ci potrà dare conferma o meno di un eventuale, se questi noduli riscontrati a livello polmonare o nel fegato
13:49possono essere segni di metastasi oppure no.
13:52A quel punto, una volta completato il quadro diagnostico strumentale,
13:57ecco che ci si approccia al chirurgo e il paziente può andare incontro direttamente a un trattamento chirurgico
14:03che può essere radicale oppure in caso in cui il paziente si trovi in presenza di secondarismi di metastasi
14:10si programmerà un trattamento chemioterapico neoadjuvante che si farà prima
14:16e poi successivamente si monitorerà per vedere se il paziente potrà successivamente essere operato.
14:23Ecco, dottoressa, cerchiamo di chiedere un punto, perché lei l'ha detto prima,
14:28questa terapia chemioterapica, radioterapica, neoadjuvante, prima, dopo l'intervento,
14:35fatta prima, serve a che cosa? A ridurre la massa tumorale?
14:39Assolutamente sì, nel caso del retto è fondamentale eseguire qualunque esso sia,
14:44a meno che in una forma proprio iniziale, per cui tu la puoi asportare anche endoscopicamente,
14:48è fondamentale per il retto eseguire un trattamento chemioterapico neoadjuvante
14:54prima di condurre il paziente all'intervento, perché così si facilita e si rende, diciamo,
15:00l'intelletto operatorio e l'intervento più semplice per il chirurgo e nello stesso tempo
15:05si riduce la possibilità che possano, diciamo, determinarsi delle metastasi,
15:09delle diffusioni metastatiche, anche perché il retto è un organo molto vascularizzato
15:14e quindi il rischio di indurre, diciamo, secondarismi, formazione di metastasi,
15:19se tu la operi prima di avere ridotto, è molto, molto alto.
15:23E lei prima parlava della PET-TAC, che è un'altra indagine fondamentale
15:28e proprio su questo ascoltiamo il contributo della dottoressa medico nucleare Manuela Bertia.
15:35In realtà la PET non è una metodica di primo livello.
15:39Un paziente che si è sottoposto, per esempio, ad una colonoscopia
15:43e al quale è stato poi successivamente attraverso, per esempio, una biopsia
15:48o a seguito di un intervento diagnosticato un tumore del colon,
15:51viene stadiato con altre metodiche, come ad esempio la TAC.
15:56Tuttavia, nel corso del trattamento per gli oncologi, è un supporto molto importante
16:02valutare se effettivamente la terapia sta, diciamo, sortendo l'effetto desiderato,
16:09facendo appunto, sottoponendo il paziente ad un'indagine PET.
16:12Perché se le lesioni che si suppongono ci siano sono metabolicamente attive
16:17o non lo sono più, questo fa sì che l'oncologo abbia una sorta di indicazione,
16:24cioè possa modificare la strategia terapeutica utilizzando quindi un farmaco
16:30piuttosto che l'altro in base a quello che ovviamente le indagini ci permettono di valutare.
16:34In realtà la maggior parte dei pazienti che vengono da noi sono pazienti
16:38che già sanno di essere pazienti oncologici.
16:41O in alcuni casi, per esempio, le posso dire, quando un ematologo ci manda un paziente
16:48in attesa, per esempio, dell'effetto istologico nel sospetto di olinfoma,
16:52facciamo invece un'attacca di, una PET, scusi, di stadiazione,
16:56e in quel caso vediamo dove si colloca la malattia,
16:59quindi quali linfonodi sono presi dalla malattia,
17:01e già diamo un'indicazione basale, cioè il paziente verrà poi monitorato nel tempo,
17:07inizierà il suo protocollo terapeutico,
17:09e in corso d'opera verrà ripetuta, ad esempio, la PET,
17:13e capiremo se il paziente ha risposto al chemioterapico.
17:16Quindi, in questo caso, in alcuni casi è indicata come metodica di primo livello,
17:21in altri casi no.
17:23Per esempio, nel linfomio è invece molto importante,
17:25perché fornisce all'ematologo già un quadro generale dell'estensione della malattia,
17:30per capire poi, in corso d'opera e a fine trattamento,
17:34se ha risposto o meno.
17:35Qui a Vila Salus voi avete un macchinario altamente performante,
17:42ma poi quello che è fondamentale è l'occhio,
17:45ma nella lettura del medico, in questo caso la sua lettura, no?
17:50Allora, in realtà, tutte le metodiche diagnostiche sono operatori dipendenti,
17:55quindi, certamente, più immagini si vedono, più esami si fanno,
17:59più, ovviamente, si ha la possibilità di avere, appunto, un occhio allenato, ovviamente.
18:05Poi, ovviamente, l'esperienza fa gran parte di quello che poi è la revertazione.
18:11Certo è che, comunque sia, a lavorare in una struttura come questa,
18:14che, come molti sanno, tre anni fa ha creduto, ovviamente, nella medicina nucleare
18:20e ha investito, ha fatto un grossissimo investimento in termini proprio economici,
18:25sostituendo la macchina, ci ha permesso di fornire al paziente,
18:30e quindi all'utenza, proprio un grande beneficio,
18:34perché questa macchina, che è stata, appunto, sostituida tre anni fa,
18:38è estremamente performante, come lei stava dicendo.
18:41Ci ha permesso, non soltanto, di ridurre il carico dosimetrico al paziente,
18:47significa, cioè, ridurre proprio la dose che il paziente deve necessariamente ricevere
18:52quando fa una metodica PET, ma, al contempo, ridurre i tempi di acquisizione.
18:59Ecco, dottoressa, evidentemente, la potenzialità di questi macchinari,
19:05e anche gli ambienti, il comfort degli ambienti, rendono il percorso clinico
19:11da affrontare meno pesante.
19:14Io, quello che volevo chiederle, ci sono dei contraeffetti legati a questo tipo di esami
19:19che comunque risultano, come la coloscopia, o nel caso della PET-TAC, un po' invasivi?
19:25Certamente, sono esami radiologici che hanno il loro peso,
19:30perché, chiaramente, si tratta sempre di esposizioni a radiazioni,
19:34ora di tipo medico nucleare, ora proprio radiazioni ionizzanti, che sono, diciamo, importanti.
19:39Però il percorso diagnostico è fondamentale, soprattutto per la velocità con cui tu riesci
19:46a realizzare, a fare diagnosi, a completare il percorso del paziente.
19:51Questo è fondamentale.
19:52Io ho avuto, nella mia esperienza, un modo di vedere persone che hanno tardato nella diagnosi
19:58proprio perché un po' sperdute, un po' mal consigliate,
20:00un po' perché dovevano prenotare, erano un po' fai da te.
20:04E ci hanno messo anche 7-8 mesi per arrivare ad una diagnosi,
20:08che si poteva fare in maniera breve, come perlomeno succede da noi.
20:13Noi riusciamo, una volta che un paziente arriva con una coloscopia positiva per una neoplasia,
20:18noi velocissimamente facciamo la TAC, valutiamo se è necessario fare anche una risonanza,
20:24abbiamo anche dei nostri percorsi, anche se non abbiamo, di persone che collaborano con noi,
20:29riusciamo anche a fare una TAC in breve tempo, se abbiamo dei dubbi diagnostici sul polmonio o sul fegato
20:34e rapidamente nel nostro PDTA, che riusciamo già a stabilire,
20:39a cercare di personalizzare la cura per quel paziente nella maniera più veloce possibile.
20:44E questo fa veramente la differenza nella cura e nella guarigione completa di queste malattie.
20:50L'abbiamo visto prima, il caso della signora Anna Maria Anania,
20:52In meno di un anno ha completato, lei è già in follow up avanzato,
20:57quindi ha completato il suo percorso.
20:58Sì, e anche di Mauri, sì, sì, assolutamente, perché una volta fatta la diagnosi,
21:02poi il tutto si è svolto in meno di 20 giorni.
21:06Quindi molto rapidi.
21:08Dottoressa, parliamo invece della preparazione del farmaco adesso,
21:11del chemioterapico, è un tema particolarmente delicato.
21:17Da esperienze anche che ho sentito, risulta fondamentale individuare esattamente
21:24la sequenza genetica del tipo di tumore, perché quello poi è direttamente collegato
21:29alla scelta del chemioterapico, è vero o è falso?
21:33No, è vero, nel senso che una volta fatta la diagnosi di un tumore del colon,
21:37il paziente poi va di intervento.
21:39Se va di intervento, poi si farà un approfondimento dell'esame istologico
21:43sul pezzo già operato e si andrà a valutare quello che è il profilo biomolecolare
21:50di quel paziente, insieme ad altre caratteristiche come l'instabilità dei microsatelliti.
21:55Questo ci permette di capire se quel tumore presenta determinate mutazioni o meno
22:00ed è fondamentale affinché noi poi scegliamo, soprattutto per i pazienti metastatici,
22:06il trattamento target biomolecolare più adatto a quel paziente
22:10e quindi eseguire delle terapie personalizzate a bersaglio, proprio mirate a quella determinata
22:17mutazione oppure a quella determinata instabilità dei microsatelliti.
22:22Questo fa sì che quindi il paziente abbia un trattamento più specifico, più mirato,
22:27che può più rapidamente portare anche a guarigione e alla risoluzione anche di quadri
22:32metastatici piuttosto anche importanti e avanzati.
22:35Abbiamo avuto diversi casi di pazienti che sono guariti, anche se all'esordio metastatico
22:40a livello del fegato oppure del polmone, ma l'approccio poi con la terapia molecolare target
22:46che viene poi anche associata al trattamento chemioterapico tradizionale, potenzia e fa sì
22:52che la risposta sia migliore per la guarigione.
22:55Perché al trattamento chemioterapico solitamente si associa anche il cortisone, dottoressa?
23:00Il cortisone è un farmaco che ha un'azione antiemetica. È importante perché riduce,
23:05insieme ad altri farmaci per l'emesi, moltissimo gli effetti collaterali della chemioterapia.
23:10Se pensiamo che una volta, quando un paziente, nelle fasi iniziali, faceva la chemioterapia,
23:18terribile erano le emesi, il vomito a cui andavano incontro.
23:22Devo dire che negli ultimi tempi anche i trattamenti chemioterapici vengono affrontati dai nostri
23:28pazienti, grazie all'associazione dei farmaci adiuvanti, in maniera molto più semplice.
23:35E poi a volte sentiamo parlare di chemioterapia biologica.
23:40In cosa consiste?
23:41La chemioterapia biologica è proprio questo, è il farmaco target biomolecolare
23:45o che va a rispondere a un determinato gene in una determinata mutazione e quindi agisce
23:51direttamente contro la cellula tumorale, risparmiando le cellule, diciamo, sane,
23:55mentre la chemioterapia, come sappiamo, ha un bersaglio più ampio perché colpisce
24:00sia cellule tumorali che cellule sane.
24:02Invece il farmaco molecolare è proprio quello che va a interagire, a bloccare un determinato
24:07meccanismo perché si lega a un determinato gene, è come un incastro chiave serratura e blocca
24:13la cellula tumorale distruggendola.
24:16Dottore, se invece la differenza rispetto alla radioterapia qual è?
24:19La radioterapia è un trattamento localizzato, regionale, che si fa in una determinata zona
24:26in cui noi pensiamo di poter potenziare o andare a consolidare il trattamento chemioterapico
24:34e sistemico.
24:35Invece lì agiamo direttamente con delle radiazioni che vengono stabilite con un piano di cura
24:41che il radioterapista di volta in volta organizza, prepara per un paziente a secondo della sede
24:46che dovrà essere irradiata e agisce proprio in maniera localizzata con degli effetti positivi
24:53perché riesce anche a distruggere e a neutralizzare le cellule tumorali di quel determinato focolaio
24:59che ci interessa andare a distruggere o ad attenuare per la guarigione.
25:05Solitamente più post-intervento?
25:07La radioterapia solitamente si fa per il retto, va fatto in pre-intervento perché consolida
25:14l'azione della chemio, riduce notevolmente la massa tumorale e poi rende più agevoli
25:20il lavoro del chirurgo.
25:21Post-intervento va fatta quando ci sono delle situazioni particolari in cui magari un paziente
25:27ha eseguito un trattamento chemioterapico perché magari era metastatico, residua un determinato
25:32nodulo, una determinata sede, malattia e allora tu puoi valutare evitandogli di sottoporlo
25:40a un trattamento chemioterapico intensivo e continuativo perché spesso i pazienti metastatici
25:45del colon possono eseguire dei trattamenti che durano anche anni, due, tre anni.
25:50Allora se tu riduci al minimo la malattia e hai delle piccole sedi puoi consolidare e quindi
25:55trattarli con delle radioterapie che possono essere anche a livello polmonare come a livello
25:59epatico oppure anche a livello linfonodale o osseo soprattutto se magari ci sono dei
26:04focolai e in questo caso spesso il trattamento radioterapico si fa anche a scopo antalgico
26:10se magari in quella determinata sede ossea c'è dolore perché c'è magari un'infiltrazione
26:16del tumore che magari comprime una radice nervosa oppure va a determinato una lisi in una determinata
26:22area ossea tu puoi agire con la radioterapia e dare un beneficio anche sul dolore.
26:27Tra gli effetti collaterali della radioterapia proprio in questo distretto corporeo c'è un
26:35indebolimento degli spinteri quindi c'è poi un problema a livello di motilità intestinale?
26:40Adesso con le nuove macchine devo dire che si sono ridotti abbastanza questi effetti collaterali.
26:46Certo una proctite o anche una cistite post radiazione possono residuare, si possono verificare
26:54però devo dire che negli ultimi anni anche la radioterapia ha fatto progressi, le macchine
27:00nuove sono sempre più mirate e concentrate verso l'organo da trattare e riescono a risparmiare
27:06il più possibile dei sudi vicini.
27:09Breve spazio di benessere e rientriamo subito in studio.
27:14Eccoci tornati in studio e adesso voglio farvi ascoltare un'altra testimonianza quella del
27:20signor Maurizio Schepisi di San Piero Patti, 48 anni.
27:25Che cosa scatta dentro nel momento in cui si scopre di avere una malattia come questa, un tumore?
27:31Allora subito scatta tipo una rabbia verso te stesso, le persone, perché tu pensi perché proprio a me.
27:38Quindi tu ti senti una persona diversa, affronti le cose tipo stanco, già depresso.
27:48Poi dopo io ho avuto la fortuna di entrare in una struttura secondo me molto all'avanguardia
27:54come la Villa Salus dove ho incontrato delle persone che mi hanno aiutato.
27:58E ho incominciato dopo che ho fatto una colonoscopia dove mi hanno scoperto che avevo un tumore al colon.
28:04Ho incontrato il dottore Lamalfa, un chirurgo secondo me il numero uno nel settore.
28:10Poi per la mia esperienza è una persona molto umile e gentile.
28:15Dove mi ha detto di stare tranquillo, mi ha rassenenato e io ho affrontato il mio percorso con forza.
28:22Dopo che ho finito con il dottore Lamalfa ho cominciato un percorso oncologico di sei mesi.
28:26Dove ho incontrato anche un'altra persona speciale, la dottoressa Ingemi,
28:30che è anche secondo me la numero uno nel suo settore, perché non c'è niente da dire.
28:34È una persona molto brava e umile.
28:36Quando la cercavo era sempre disposta ad aiutarmi con questo problema, una difficoltà, una domanda, una pillola, una cosa.
28:45E devo dire che il percorso è stato molto bello, perché tu arrivavi la mattina quando fai la chemio
28:50e arrivavi un po' nervoso e loro arrivavano con il suo sorriso e la giornata ti incominciava bene
28:57e finivi la chemio in serenità e arrivavi a casa tranquillo.
29:02Io mi sento meglio di prima, il mio percorso è stato bellissimo.
29:06Quando tu sai che c'è qualcuno che la chiama e ti risponde, tu già ti senti forte.
29:11Anche qui dentro ci sono anche dei psicologi che ti aiutano.
29:15Nel momento che tu fai la chemio, magari arriva la psicologica e ti parla.
29:19Anche quel parlare già ti aiuta.
29:21Perché noi, purtroppo, noi perché io avevo un tumore, è importante avere un approccio con queste persone
29:28che loro ti parlano, ti dicono e tu ti senti bene, perché è importantissimo questa cosa.
29:35Evidentemente, dottoressa, il punto di vista dei pazienti è sempre quello più importante
29:41e se lei raccoglie questo gradimento, un motivo ci sarà non solo perché professionalmente
29:46è tra le eccellenze nazionali stata riconosciuta più volte per la professione che svolge,
29:53ma anche per l'approccio umano.
29:54Approccio umano che mi serve un po' per introdurre la mission della Casa di Cura
29:59che punta molto su questo indirizzo multidisciplinare nella gestione della malattia.
30:05Sì, è vero, decisamente sì.
30:07Noi abbiamo sempre avuto questo approccio multidisciplinare e anche umanistico,
30:12cioè dove il paziente è sicuramente una persona al centro, al centro della cura.
30:17Abbiamo sempre dato importanza anche al suo aspetto psicologico e anche all'aspetto proprio umano.
30:24E anche perché è un paziente, è una persona, è una persona che si trova a dover affrontare,
30:29a combattere un nemico abbastanza, diciamo, sempre in agguato e sempre pronto a distruggirti
30:38che ti dà difficilmente tregua e pace.
30:42E questa cosa ci ha sempre un pochino fatto molto piacere, devo dire.
30:47E questo aspetto noi abbiamo cercato sempre di diffonderlo anche al personale della Casa di Cura,
30:54a tutti gli operatori, sia al personale infermieristico come anche agli ausiliari,
30:58ma anche ai nostri colleghi radiologi, l'anatomia patologica, il laboratorio di analisi.
31:04Ecco, abbiamo sempre impostato il lavoro dando molta, ma molta importanza al paziente.
31:11E a proposito di lavoro di squadra e di sinergia, sentiamo il contributo della referente amministrativa dell'oncologia,
31:18la dottoressa Federica Leone.
31:20Per quanto riguarda il primo contatto, abbiamo ragionato sulla creazione di un incontro iniziale
31:26tra paziente e team multidisciplinare.
31:28C'è tutti i professionisti che a vario titolo poi il paziente incontrerà all'interno della nostra struttura,
31:34cosicché il paziente quando arriva per la prima volta non si trova spesato,
31:39ma già possiamo dire vede delle facce amiche per potersi sentire più confortato.
31:44Poi abbiamo creato dei flussi per cercare di migliorare, di rendere quella che è l'organizzazione più sistematica possibile,
31:54nel senso limitare i tempi di attesa, cercare di analizzare quelli che sono i timing infusionali,
32:01per cercare di assicurare sempre più la corretta assistenza al paziente stesso.
32:05E' inevitabile che il paziente non può essere considerato però solo dal punto di vista della terapia.
32:11A noi preme molto l'idea di considerare il paziente dal punto di vista umano, relazionale,
32:16ed è quello dove noi lavoriamo tanto e mettiamo tanto impegno giornalmente,
32:20perché il paziente molto spesso viene visto come un numero.
32:24E questo non può essere considerato tale, perché il paziente è una persona, ha delle necessità,
32:29ha dei bisogni e ha delle paure. È inevitabile.
32:33Ecco, dottore Sengemi, in questo rapporto one to one medico-paziente barra persona,
32:41lei che approccio comunicativo predilige?
32:44Io prediligo sempre un rapporto diretto col paziente, in qualunque momento è sempre.
32:50Mi piace sempre essere molto schietta, mi piace comunicare la diagnosi e dare tutti quelli che sono gli aspetti importanti,
32:57e anche inerenti sia al percorso di cura che anche il diagnostico strumentale,
33:03a cui dovrà essere sottoposto nel corso degli anni.
33:06Però mi piace sempre lasciare una speranza, cerco di non essere mai negativa,
33:12e cerco di coinvolgerlo e far sì che, insomma, prenda parte attiva a tutte quelle che sono le sue,
33:18le cose a cui dovrà andare incontro, sia le terapie che la diagnostica.
33:23In questo cerco anche sempre di coinvolgere la famiglia, mi piace anche se è presente il familiare,
33:29il coniuge, i genitori o i figli, perché anche loro prendono una parte attiva in tutto questo.
33:35Viene coinvolto tutto il nucleo familiare.
33:37Quando viene fatta una diagnosi di tumore si scoinvolge un pochino tutto quello che era l'assetto
33:42di una famiglia sul piano anche socio-economico e anche della vita di tutti i giorni.
33:50Per cui è importante che tutti vengano coinvolti e vengano resi partecipi.
33:57Ovviamente siamo sempre aperti a riceverli, a parlare con loro.
34:02Non ci nascondiamo mai dietro una mail oppure un orario.
34:06Insomma, se c'è un problema il paziente sa che può contare, che può venire, può chiamare,
34:11troverà sempre qualcuno di noi.
34:12Mi piace perché questi ultimi, questi giovani che ultimamente ci sono in clinica hanno preso molto a cuore
34:19questo aspetto, sia Federica che anche la nostra farmacista.
34:22La farmacista per esempio non è una persona che si nasconde nel suo laboratorio, nel suo studio,
34:27nella sua cappa, nell'UFA.
34:29È un medico che prende, è proprio una figura professionale che attivamente partecipa.
34:36Si fa trovare lì presente la mattina quando arrivano i pazienti, parla con loro.
34:41Poi lei stessa, se può, porta le terapie o le annuncia che stanno per arrivare.
34:46Se c'è un problema, qualcosa che non va, ci comunica, comunica anche con noi.
34:51Perché magari se noi siamo impegnati in reparto a seguire altri pazienti.
34:55E questo è molto bello.
34:56Anche la stessa Federica che è coinvolta nel chiamare i pazienti telefonicamente.
35:00E ormai diciamo con loro istavano un rapporto molto bello, proprio confidenziale.
35:05E i pazienti sono molto affettuosi.
35:07Infatti pensano anche a loro, portano sempre dei regalini, sia per Fernanda che per anche Rosaria.
35:12Tutti gli infermieri, devo dire, non c'è una persona, una figura coinvolta in questo nostro team oncologico
35:19che possiamo definire negativa.
35:23Tutti hanno a cuore questi pazienti, le loro cure, le loro terapie.
35:27Lo dicevamo a inizio puntata.
35:31Adesso insomma le statistiche parlano di un netto miglioramento.
35:36C'è stato un allungamento della sopravvivenza.
35:40Anche grazie a questa attività di screening che viene svolta dalla medicina territoriale.
35:45Ricordiamo proprio che lo screening per il tumore del colon retto
35:49è uno di quelli che l'ASP porta avanti su tutto il territorio.
35:53Oggi di tumore al colon retto si guarisce, dottoressa, è vero?
35:57Sì, assolutamente sì.
35:59Ho molti pazienti che già da molti anni fanno dei follow up, adesso sempre più lontani
36:04e che guariscono completamente.
36:06Anche pazienti con degli stati iniziali di malattia importanti, anche positivi sui linfonodi.
36:12Devo dire che alcuni addirittura hanno superato i 20 anni e stanno bene.
36:16E questa è una cosa molto importante.
36:18Ovviamente prendere in tempo la malattia è fondamentale.
36:21Per cui il messaggio che ci tengo a lanciare è questo.
36:25La prevenzione è importante.
36:27Quindi se abbiamo una familiarità positiva, sia per tumori del colon retto
36:32che anche per polipi infamiliari, facciamo la coloscopia.
36:38Eseguiamo questo esame già dai 40 anni, anche ogni 3-5 anni.
36:42È importante e fondamentale.
36:43Il sangue occulto nelle feci ha la sua importanza, ma non sempre un sangue occulto negativo
36:48vuol dire che siamo in assenza di malattia.
36:51Per cui decisamente chi è più a rischio, chi ha una predisposizione familiare,
36:56chi ha delle malattie croniche degenerative, assolutamente deve sottoporsi a questi screening
37:00in maniera più intensiva e continua e assidua.
37:04Perché curare in tempo vuol dire poi veramente guarire completamente dalla malattia.
37:10Solitamente, dottoressa, poi nella fase, dalla fase di follow-up,
37:14per quanto tempo vanno effettuati i controlli, quelli cadenzati?
37:17Sicuramente i primi 5 anni sono importanti.
37:20E nei primi 2 anni è consigliabile fare una colonoscopia ogni anno,
37:24insieme anche a una TAC, oltre agli esami ematochimici di routine,
37:27con i marcatori tumorali e anche un'ecografia dell'addome.
37:31Io ci metto sempre a metà.
37:32Poi successivamente, dopo i primi 2 anni, la colon può essere eseguita anche ogni 2 anni
37:37e dopo 5 anni si può eseguire ogni 3 anni.
37:41E' bene comunque sempre effettuare degli esami ematochimici con marcatori tumorali,
37:45dopo 5 anni, un'ecografia dell'addome annuale,
37:48cioè fare degli screen degli esami periodici e ogni tanto anche un'ATAC del torace e dell'addome.
37:53Perché, dicono, possiamo comunque sempre avere una recidiva di malattia,
37:57a distanza e eventualmente anche un'altra, una nuova neoplasia.
38:02Che qualità di vita hanno i pazienti dopo questo percorso?
38:06Devo dire, è ottima.
38:07Difficilmente i pazienti hanno una qualità di vita che sia un po' compromessa.
38:13L'unico fastidio che a volte può residuare in alcuni pazienti,
38:16se sono stati sottoposti a un trattamento chemioterapico intensivo,
38:20può essere quello di avere un po' di fastidio, di parestesie alle emianie piedi,
38:24che sono degli effetti collaterali legati ai farmaci che si utilizzano
38:27e che spesso perdurano per diversi anni.
38:31I pazienti se li portano, non tutti, ma a volte sì.
38:35Molti solitamente riprendono anche un arregolare, un alvo regolare,
38:40non hanno nessun effetto, nessun disturbo.
38:43Qualcuno a volte presenta irregolarità di alvo,
38:46a volte alcuni riferiscono stipsi che comunque persiste anche subito dopo l'intervento.
38:51non ci sono delle cose specifiche,
38:57però solitamente comunque sono dei pazienti che non hanno degli effetti collaterali importanti.
39:03E quindi dicevamo prima, lo ribadiamo,
39:06l'importanza di questo approccio multidisciplinare integrato,
39:09motivo per il quale non può non esserci la figura dello psicologo,
39:14della psicologa in questo team,
39:16e in questo caso è la dottoressa Mary Guerrera.
39:22Dottoressa, anima e corpo non sono scissi nel percorso terapeutico dei pazienti, persone?
39:30Assolutamente no, corpo e anima sono un tutt'uno.
39:33Poi soprattutto io devo dirle che sono per l'approccio listico,
39:37io vedo l'uomo nella sua interezza,
39:39e quindi quando ci prendiamo cura di una persona,
39:41dobbiamo curarla veramente nella sua interezza,
39:44e dobbiamo anche curare il suo sistema.
39:47Ovviamente nel reparto dove io lavoro, che è il reparto di oncologia,
39:51a maggior ragione questo aspetto deve essere attenzionato,
39:54perché chiaramente la malattia oncologica non è solo una malattia del paziente,
39:59ma è un affare di famiglia.
40:01Dico affare perché purtroppo la malattia riguarda un po' tutti,
40:06in quanto una diagnosi di cancro è una diagnosi che chiaramente fa ancora molta paura,
40:13nonostante sappiamo benissimo quanto la medicina sia andata avanti,
40:18i progressi che sono stati fatti,
40:21però chiaramente ancora c'è molta paura,
40:23c'è molta paura e questa paura dobbiamo anche contestualizzarla a degli aspetti.
40:28Per esempio il ciclo di vita,
40:30che per una persona molto giovane,
40:31per esempio affrontare questa malattia ha un determinato significato,
40:36per una persona che si trova a metà del percorso di vita ha un altro significato
40:41e per una persona anziana ancora un altro,
40:44perché chiaramente in base all'età questa malattia poi coinvolge in maniera diverso
40:49quello che è il sistema famiglia.
40:51C'è un momento in cui c'è una comunicazione di diagnosi
40:55e quello chiaramente è un momento di forte impatto,
40:59sia per la persona che per la famiglia.
41:02In questa cosa noi siamo molto attenti,
41:04siamo molto attenti perché?
41:06Perché noi lavoriamo con un'equip multidisciplinare,
41:09quindi quando c'è la comunicazione di diagnosi
41:12noi ci riuniamo, proprio facciamo il cerchio,
41:15che è il senso proprio del contenimento della persona.
41:19Ci riuniamo, accogliamo il paziente,
41:22parla l'oncologo, quindi la dottoressa Ingemi
41:24o gli altri oncologi,
41:26è presente la farmacista,
41:28è presente il caposala, gli infermieri,
41:30cioè affinché il paziente ci conosca
41:33e si senta anche da noi accompagnato nel suo percorso,
41:36perché questo è un elemento fondamentale,
41:39soprattutto nel primo momento,
41:42dopo che noi abbiamo quindi,
41:44la dottoressa ha comunicato,
41:46ognuno di noi si presenta e dice cosa,
41:48in che cosa può essere utile al paziente,
41:50poi il paziente inizia la terapia
41:53e quello, diciamo, è anche un altro momento,
41:56perché nel momento dell'inizio della terapia
41:58il paziente è magari un po' preoccupato,
42:00è spaventato,
42:01oddio cosa mi succederà,
42:03quali saranno gli effetti collaterali
42:05e trova in ognuno di noi una risposta,
42:08il medico dà la risposta medica,
42:10per quanto mi riguarda,
42:12ci sono tutte le preoccupazioni,
42:15per esempio la paura,
42:17starò male,
42:18e che cosa diranno i miei figli,
42:20appunto in base al ciclo di vita,
42:22come dicevo prima,
42:24che cosa mi accadrà,
42:25e se poi non ce la faccio a portare avanti
42:27il mio progetto di vita,
42:28e allora lì io devo lavorare ovviamente
42:31nel rinforzare queste persone,
42:34in che senso,
42:35cioè nel dare sempre fiducia e speranza,
42:38perché questo è un elemento fondamentale,
42:40cioè stare attenti che il paziente
42:42non si deprima troppo,
42:43e allora questo lavoro proprio di equip,
42:46fa in modo che il paziente,
42:48diciamo, possa superare tutte queste fasi,
42:51e poi, ecco,
42:52i nostri pazienti sanno che tutti noi
42:55siamo sempre presenti,
42:56anche se non presenti in struttura,
42:58loro hanno i nostri contatti,
43:00quindi una preoccupazione,
43:02un momento di avversità,
43:04noi ci siamo sempre.
43:08Si parla spesso di migrazione sanitaria,
43:11e forse invece sottovalutiamo
43:13quanto importante sia potersi curare
43:15a casa propria, è vero dottoressa?
43:17È proprio vero, è così.
43:18Non per niente comunque,
43:19ci tengo a precisare,
43:21che la nostra casa di cura
43:22è la terza in Sicilia,
43:24per l'aneoplasia del colon.
43:26Evidentemente la figura
43:27del nostro chirurghi,
43:28dei nostri chirurghi,
43:29sicuramente sta iniziando
43:31ad essere molto apprezzata,
43:32anche da noi,
43:33nel nostro territorio,
43:34anche in Sicilia.
43:36Voi ricevete tanti pazienti
43:37da tutta la Sicilia,
43:38ma anche dalla Calabria?
43:39Ma anche dalla Calabria,
43:40sì, devo dire di sì,
43:41ma da noi vengono da tutta la Sicilia,
43:42nel senso che arriva anche gente da Agrigento,
43:45da Trapani, da Ragusa,
43:47veramente, le dico da Catania.
43:49Abbiamo pazienti che vengono da ogni parte
43:51e questo ci fa piacere,
43:53perché nonostante il disagio,
43:54perché dico arrivare anche da queste zone
43:56della Sicilia non è semplice,
43:58eppure vengono e vengono anche
43:59a farsi la chemioterapia da noi,
44:01cioè affrontano il viaggio di 4-5 ore,
44:04perché venire da Trapani a Messina
44:06non è semplice,
44:08eppure lo fanno,
44:09lo fanno volentieri,
44:10un po' perché sentono parlare
44:12dei nostri chirurghi,
44:13sentono parlare anche
44:14della nostra struttura,
44:15magari sono rimasti un po' delusi
44:17dalle loro realtà locali,
44:19però sì,
44:20devo dire che la clinica
44:21richiama molte persone.
44:22Maria Concetta Ingemi,
44:24quanto dà e quanto prende
44:26dai pazienti persone?
44:28Io ai miei pazienti
44:29cerco di dare il massimo,
44:31o meglio,
44:31cerco di dare tutto quello che posso,
44:33perché sono sempre partita
44:34da un punto di vista
44:35che noi dobbiamo risolvere
44:37i problemi del paziente,
44:39lo dobbiamo aiutare
44:40e metterlo nelle condizioni
44:42di trovare un percorso facilitato,
44:44perché già il paziente
44:46deve combattere molto
44:47con la sua patologia
44:48e con tutto quello
44:49che deve affrontare,
44:51quindi se non trova
44:52un medico pronto
44:53a facilitargli il percorso,
44:56sia diagnostico
44:57che anche terapeutico,
44:59decisamente,
45:00penso che fallisce
45:02un po' la nostra mission.
45:04Dai pazienti,
45:05devo dire,
45:05che riceviamo moltissimo,
45:06io ricevo molto,
45:08molto affetto,
45:09molta presenza,
45:10mi chiamano sempre,
45:12si ricordano,
45:13se sto male
45:13si preoccupano,
45:15sono stata assente
45:16per un periodo
45:17perché ho fatto
45:17un interventino,
45:18sono stati di un affetto
45:20incredibile,
45:20mi hanno telefonato,
45:21erano preoccupati,
45:22pensavano
45:23che mi fosse successo qualcosa
45:24e questo è molto,
45:25molto bello.
45:27È vero che
45:27la giornata lavorativa
45:28è piena e intensa,
45:30però non mi pesa,
45:31le devo dire
45:32che la mia giornata
45:33scorre tutto sommato
45:34con serenità,
45:35non mi sento
45:36di perdere qualcosa
45:37nella mia vita.
45:39Dottoressa,
45:40in chiusura,
45:41ci serve una bella
45:42infusione di speranza
45:43rispetto a questa malattia
45:45che ormai è
45:47assolutamente affrontabile,
45:48cosa vogliamo dire
45:49ai pazienti
45:49e alle pazienti
45:50che ci seguono?
45:51Certo,
45:51voglio dire che
45:52intanto la prevenzione
45:53è importante,
45:54basta un semplice
45:55sangue occulto
45:55nelle feci
45:56e ho anche
45:57una semplice visita medica
45:58fatta in un centro
46:00anche da noi,
46:02se hanno un sintomo,
46:03un disturbo,
46:03qualunque cosa
46:04possono senz'altro
46:05passare e chiedere
46:06e chiedere informazioni
46:07sicuramente
46:08saranno aiutati,
46:10troveranno
46:10le strade aperte,
46:11le porte aperte
46:12per affrontare
46:13un percorso
46:13che possa risolvere
46:14il problema,
46:15anche se
46:16spesso il medico
46:17di base
46:17non riesce
46:18a fare
46:19quello che dovrebbe fare,
46:21noi ci siamo
46:21e abbiamo
46:23una struttura
46:24che grazie alle nuove
46:25tecnologie,
46:25la nuova TAC,
46:26la nuova PET,
46:27anche i colleghi
46:28che ci lavorano,
46:28endoscopisti,
46:29chirurghi,
46:30sono tutti
46:30molto disponibili,
46:32quindi senz'altro
46:32il messaggio che poi
46:33io dedico,
46:34la Villa Salus
46:35c'è,
46:35noi ci siamo,
46:36per qualunque cosa
46:37passate,
46:38perché sicuramente
46:39troverete qualcuno
46:40che vi ascolta.
46:41Io ringrazio veramente
46:43di cuore
46:43la dottoressa Maria
46:44Concetta Ingemi,
46:45ricordiamo responsabile
46:46dell'unità operativa
46:47di oncologia
46:48ed ematologia
46:49della casa
46:50di cura Villa Salus,
46:51grazie per questo
46:52suo contributo
46:53e naturalmente
46:54io vi aspetto
46:55la prossima settimana
46:56noi parleremo
46:57di estetica
46:58e protesi dentale,
47:00lo faremo
47:01con il dottor
47:01Beppe Picciolo
47:02del centro
47:03odontoiatrico
47:04Cucinotta Picciolo,
47:06a lui
47:07potrete rivolgere
47:08le vostre domande
47:08inviando una e-mail
47:09all'indirizzo
47:10agendabenessere.itp
47:11chiocciolagmail.com
47:13o un messaggio
47:14whatsapp
47:15al numero
47:15342
47:188494
47:19226
47:21Agenda Benessere
47:22Informare
47:23per Curare
47:52Grazie a tutti i nostri spettatori
47:56Grazie a tutti i nostri spettatori
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