I carabinieri del reparto rerritoriale di Gela hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Gela, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di 4 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di «usura ed esercizio abusivo dell’attività di raccolta del risparmio tra il pubblico, tentata estorsione e danneggiamento seguito da incendio».
Il provvedimento cautelare in esame rappresenta l’epilogo di un’articolata e complessa attività investigativa avviata dai Carabinieri a seguito della ricezione di denuncia da pare di una delle vittime, e sviluppata, tra novembre 2024 e luglio 2025, attraverso servizi di osservazione, controllo e pedinamento, supportati da mirati presidi tecnologici, che ha consentito di documentare l’esistenza e operatività di un presunto sistema illecito di intermediazione del credito nel territorio di Gela, operativo tra il 2016 e il 2024.
Secondo le risultanze investigative compendiate nella richiesta di misura formulata dalla Procura della Repubblica e vagliate dal Giudice per le indagini preliminari di Gela, il sistema faceva capo a una donna di 41 anni. Le investigazioni hanno consentito di ricostruire un’attività delittuosa strutturata che non si esauriva nella mera concessione di prestiti a tassi usurari — con interessi oscillanti tra il 19% e oltre il 60%, dunque ampiamente superiori alle soglie stabilite dai decreti ministeriali — approfittando dello stato di bisogno delle vittime, ma sfociava in vere e proprie condotte di natura estorsiva finalizzate al recupero delle somme.
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