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  • 1 giorno fa
Qui con Anna Castiglia, vincitrice del Premio Speciale Rockol come Miglior Artista Emergente 2025. Durante la nostra chiacchierata abbiamo parlato di riconoscimenti, di collettività, di crescita, della musica come lavoro con quello che ci piace e non ci piace. “Per la capacità di raccontarsi senza filtri, di sorprendere e di portare nella musica italiana una voce contemporanea, Anna Castiglia rappresenta una delle realtà emergenti più interessanti e necessarie del panorama attuale.”

Categoria

🎵
Musica
Trascrizione
00:00La collettività, che sia fare dei pezzi con altre persone o far parte di un collettivo, come nel mio caso,
00:05è proprio un esercizio per non stare troppo dentro se stessi, perché comunque il campo della musica ti spinge a
00:11farlo.
00:12Allora, ricevere un premio significa ricevere in qualche modo un riconoscimento, che poi anche è sinonimo di premio.
00:17Essere riconosciuta è una cosa che mi fa sentire al sicuro, apprezzata e motivata a continuare.
00:23Quindi un premio è un po' una sorta di spilletta che puoi mettere dove vuoi per ricordarti che, ok, qualcuno
00:30ti ha riconosciuta.
00:31Lo so che è anche un po' negativo come argomento quello della validazione dell'esterno, però è un lavoro fatto
00:36anche di questo, no?
00:37E quindi il premio dato dall'esterno significa, ok, ti vado a un disco, ho dato un premio, si va
00:43avanti.
00:43Riguardo il 2025 è tutto quello che è stato per me, quindi il mio primo album, il mio primo tour
00:49con un album fuori e vedo sicuramente un percorso di crescita.
00:53Il primo album serve a imparare, secondo me. Si continua a imparare, penso, all'infinito, però il primo in particolare
00:59ti insegna cosa significa fare un album.
01:02Quindi è fatto anche per sbagliare, anche per viversi nel modo più tranquillo paradossalmente.
01:07Cioè, fai il primo album è un po' tutto ammesso, sei più libera anche a livello stilistico, estetico, di cura.
01:13Invece adesso guardo quell'album lì come un esempio, positivo o negativo, che mi può aiutare per fare il prossimo.
01:20Allora, credo che nel campo dell'arte sia fondamentale la condivisione e la collettività, perché è una dimensione che molto
01:27spesso ti forzano a evitare,
01:29a passarci accanto, perché è un ambito molto individualista, ti porta a essere sempre egoriferito, a mettere la tua faccia
01:36ovunque, a pensare a te.
01:38È come se fosse quasi sempre una competizione, senza come se è una competizione.
01:42E almeno dall'esterno arriva questo tipo di pressione.
01:45La collettività e le collaborazioni aiutano a bilanciare questa pressione, a costruire anche quell'altra strada, perché sennò almeno io
01:54me la vivo male.
01:55E invece la collettività, che sia fare dei pezzi con altre persone o far parte di un collettivo, come nel
02:00mio caso, è proprio un esercizio.
02:02E per non stare troppo dentro se stessi, perché comunque il campo della musica ti spinge a farlo.
02:07Quello che non mi piace della musica spesso è il fatto che non sia tutelata come lavoro al 100%, però
02:13non è una cosa della musica.
02:15È una cosa dell'esterno, del resto del mondo, del governo, che non considera poi noi come veri lavoratori.
02:21Quello che non mi piace della musica è il fatto che ci si lamenta di questo, ma comunque si sta
02:25in una condizione spesso di VIP e di elite,
02:27che non aiuta il nostro lavoro a essere normalizzato.
02:30Ovvio che non è un lavoro semplice come tutti gli altri o normale ed è bello così,
02:35però io credo che quello che più detesto della musica è la figura del VIP.
02:39Secondo me quella cosa lì rovina totalmente il nostro settore.
02:43Un saluto a Roccolle.
Commenti

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Rockol
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