Vai al lettorePassa al contenuto principale
  • 2 giorni fa
Sassari Alla fine dell'estate, gli invasi della Sardegna mostravano sponde nude e fondali scoperti. Dopo due anni di siccità, con il sistema degli invasi del Nord-Ovest calato a novembre fino a una media del 10% di riempimento, la situazione sembrava al limite. Poi sono arrivate le piogge. A gennaio e febbraio 2026 lo scenario è cambiato. Nove dighe hanno raggiunto il 100% della capacità: tra queste Flumineddu, Flumendosa, Monte Lerno, Sos Canales e Leni. Altre stanno recuperando rapidamente. Mulargia, che alimenta il Campidano e l’area metropolitana di Cagliari, è passata in un mese da 19 a 209 milioni di metri cubi, raggiungendo il 65% della capienza. Cantoniera sul Tirso, una delle dighe più grandi d’Europa, è all’87%. Nel Nord-Ovest, Monteleone Roccadoria (Alto Temo) è al 70%, il Cuga al 68% – dopo essere arrivato quasi a zero – e il Bidighinzu è all’87%. Le dighe sono monitorate costantemente e, secondo l’assessorato regionale ai Lavori pubblici, le scorte attuali possono garantire serenità per almeno due anni, forse tre, se si riducono gli sprechi. L’acqua è tornata. Ora la sfida è conservarla. (a cura di Federico Spano)
Commenti

Consigliato