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  • 1 giorno fa
L’Atlantico ha cambiato il volto di Reynisfjara. La celebre spiaggia nera nel sud dell’Islanda, tra Vík í Mýrdal e Grindavík, è stata travolta da settimane di mareggiate eccezionali: la linea di costa è arretrata di circa cinquanta metri, il promontorio di basalto è stato eroso e l’arenile è oggi un tappeto di massi scagliati dalle onde. Un inverno anomalo – prima venti caldi e temperature insolitamente alte, poi freddo secco senza neve – ha reso ancora più fragile un territorio vulcanico giovane e instabile. Intere porzioni delle iconiche colonne esagonali sono crollate in mare, mentre le infrastrutture turistiche sono finite a rischio.

La spiaggia, parte del Katla UNESCO Global Geopark, è stata temporaneamente chiusa. I proprietari stanno intervenendo per proteggere la piattaforma panoramica e rafforzare le misure di sicurezza in un luogo già noto per le pericolose sneaker waves, le onde improvvise che negli anni hanno causato incidenti anche gravi.

Resta da capire se la natura le restituirà il suo profilo leggendario o se questa sarà la sua nuova, drammatica identità.

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