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  • 48 minuti fa
Trascrizione
00:02Quando parliamo di rischi naturali, inclusi quelli geoidrologici come le frane e le inondazioni,
00:08spesso non consideriamo che i nostri paesaggi, belli e apprezzati in tutto il mondo, sono in
00:13realtà il risultato di eventi catastrofici che alzano le colline e le montagne come fanno i
00:18terremoti e i vulcani, che modellano e scolpiscono i versanti come le frane e le valanghe e che
00:23formano le pianure come le inondazioni e le mareggiate. Tutti questi fenomeni avvengono
00:28in poco più di 300.000 km quadri l'estensione dell'Italia, dove ci sono 59 milioni di persone,
00:35200 per km quadro circa, che vivono in oltre 30 milioni di abitazioni collegate da oltre 200.000
00:42km di strade ferrovie, in un territorio dove operano 5 milioni di imprese che l'anno scorso
00:48hanno generato un PIL di oltre 2 trilioni di euro. E le stime del numero delle persone e dei beni
00:55esposti ai rischi, frane, inondazioni, crisi idriche, ma anche terremoti, maremoti, eruzioni
01:00vulcaniche, sono tutti nell'ordine dei milioni, con molte persone soggette a più rischi e peraltro
01:06si prevede che aumentino per gli effetti dei cambiamenti climatici e ambientali. Ma siamo
01:11anche uno dei paesi in Europa e nel mondo dove la ricerca e le conoscenze scientifiche sui rischi
01:17naturali e sui loro effetti sono le più avanzate al mondo e certamente non da oggi. Per fare un esempio
01:24siamo il paese europeo dove sono state riconosciute e mappate più frane, oltre 680.000. Se escludiamo
01:31le pianure dove le frane non possono avvenire, sono più o meno tre frane ogni chilometro quadro,
01:36una frana ogni 80-90 persone. Nel maggio del 2023 due eventi alluvionali in Emilia-Romagna,
01:43oltre a causare inondazioni molto estese, hanno prodotto oltre 80.000 frane, la maggior parte piccole,
01:50piccolissime, ma sono state tantissime, con danni rilevanti. Nessun altro paese europeo ha così tante
01:56frane, ma neppure così tante competenze e capacità scientifiche e tecnologiche per riconoscerle,
02:02mapparle, monitorarle e studiarle. Le frane sono solo un esempio, ragionamenti analoghi si possono
02:08fare per le inondazioni, per i terremoti, le attività vulcaniche, per citare i rischi più comuni.
02:14Ma se le conoscenze e le capacità le abbiamo, perché ogni volta che piove subiamo danni,
02:20a volte purtroppo anche vittime? Beh, perché come singoli e come comunità, collettività,
02:26non abbiamo la capacità e forse la volontà di prendere decisioni difficili e di lungo periodo,
02:32decisioni che comportano costi e sacrifici oggi per guadagni e benefici che vedremo solo fra qualche
02:38decina di anni. In questo campo, come in altri peraltro, siamo forse anche inconsciamente egoisti.
02:44Pensiamo a noi, al nostro presente, non al domani dei nostri figli, al futuro dei nostri nipoti. Se non
02:50vogliamo che loro subiscano danni probabilmente anche più gravi di quelli che subiamo noi, in realtà
02:55sappiamo cosa fare. Sappiamo che dobbiamo agire, agire oggi, anche con decisioni difficili e nel breve
03:01termine certamente costose e forse impopolari. Per esempio dobbiamo decidere di non consumare più
03:08suolo e di spostarci da molti posti pericolosi in cui nel tempo, negli anni, siamo andati a metterci.
03:15Non è e non sarà facile, ma lo dovremo fare. Le conoscenze e le capacità le abbiamo, è la volontà
03:22che manca.
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